“Fate il test Tbc ai tutti bambini nati negli ultimi tre anni”

29/09/2011 - Il Tar stabilisce che vengano controllati i bimbi nel reparto in cui ha lavorato l’infermiera A Roma si è scatenata l’emergenza tbc all’Ospedale Gemelli in seguito al caso di tubercolosi di una infermiera operativa al nosocomio e vicina ai neonati.

     
 

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Il Tar stabilisce che vengano controllati i bimbi nel reparto in cui ha lavorato l’infermiera

A Roma si è scatenata l’emergenza tbc all’Ospedale Gemelli in seguito al caso di tubercolosi di una infermiera operativa al nosocomio e vicina ai neonati.

LE RICHIESTE DEL CODACONS - Dopo aver interrogato il prof. Emilio De Lipsis, il quale ha rivelato che il bacillo ha un’incubazione di oltre dieci anni, il Codacons ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica, agendo contro l’Ospedale in base alla responsabilità penale degli enti prevista dalla legge del 2003, e chiedendo di sequestrare i dati sulle presenze nel reparto degli ultimi tre anni. Tra le richieste, anche quella di rendere pubbliche le generalità della infermiera – poiché il diritto alla salute di chi deve sapere se ha incrociato la stessa e può saperlo solo se viene resa nota la sua identità, supera il diritto alla privacy che la tutela – e di estendere i test a tutti i neonati nati nel reparto recentemente.

RICHIESTE ACCOLTE - Il Tar del Lazio ha oggi accolto la richiesta del Codacons: verrà esteso il test per verificare la positività alla tbc a tutti i bimbi nati nel reparto di neonatologia del Policlinico Gemelli durante la permanenza dell’infermiera affetta da tubercolosi. Fino ad ora i test sulla positività alla tbc hanno riguardato tutti i bambini nati dal primo gennaio 2011. A spingere i giudici a consigliare di estendere gli accertamenti il fatto che “le conoscenze mediche attestano che la tbc può insorgere e manifestarsi anche con sintomi non evidenti” e ciò, per il Tar, crea “incertezza sulla data di insorgenza della malattia nella stessa infermiera“. Il Tar sottolinea inoltre che esistono “numerosi casi di bimbi nati nel 2010 e risultati positivi al test“.

NIENTE ALLARMISMI - Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, tranquillizza: “non si deve creare un allarmismo ingiustificato, perchè non c’è alcuna epidemia di Tbc. Gli errori sono stati solo di comunicazione“, difendendendo l’operato dell’ospedale, tranquillizza i cittadini e invita a evitare “allarmismi fuori luogo sulle malattie infettive“. Insomma, non c’è motivo di allarmarsi: “dovremmo preoccuparci se ci fosse un aumento verticale di malati di Tbc, ma non c’è“, dice il ministro, ricordando che “in Italia si registrano 4.200 casi l’anno, di cui fanno parte l’infermiera e la bambina” coinvolte nella vicenda. Al Gemelli “c’è stato un episodio di tubercolosi in una corsia neonatale: e’ solo il quarto caso al mondo“. Questo “ci porta a rivedere alcune linee guida e a inserire le Neonatologie tra i reparti in cui il personale deve essere sottoposto a controlli in modo particolare“. Conclude con un parere personale: “credo anche che le vitamine che si devono prendere in accompagnamento” alla terapia per la prevenzione “dovrebbero essere fornite gratis dalla Regione“.

     
 

3 Commenti

  1. MORANDO SERGIO Crocefieschi Genova Malpotremo Lesegno Italia Argentina San Morando scrive:

    Pertanto rendere pubblici gli esami fatti dal personale di ogni ospedale Italiano anche in retroattivo di dieci anni compresi gli esami del personale di asili nido. piscine pubbliche e private etc.etc. insomma dove c’è convivenza di personale con bambini.
    Morando.

  2. monica scrive:

    Sono una mamma di una bimba di quasi 4 anni, ho partorito al gemelli nell’ottobre del 2007, vorrei avere qualche informazione in più se fosse possibile, essendo residente in Puglia. E’ il caso di fare i test a mia figlia??? Vi chiedo di rispondere semplicemente.

    grazie

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