Se il PD barcolla come un pugile suonato nemmeno gli omologhi stranieri stanno tanto bene: sono lontani i giorni di gloria della SPD tedesca, trascinata nell’abisso elettorale da una improbabile alleanza con i postcomunisti. Quanto basta per tenere a galla i cristiano democratici
In Hessen Roland Koch torna al potere dopo un anno di psicodramma socialdemocratico. Il crollo della SPD determina subito le dimissioni della leader socialdemocratica Andrea Ypsilanti, la donna che ha paralizzato le istituzioni del Bundesland di Francoforte per un anno.
Poco meno di un anno fa le regionali dell’Hessen si conclusero con un nulla di fatto. Il padre padrone della Cdu, il conservatore Koch, aveva perso molti voti ma per qualche migliaio di schede era riuscito a confermare il suo partito al primo posto.
PSICODRAMMA SOCIALDEMOCRATICO – Alla Spd e ai Verdi mancavano 5 seggi per formare un governo, e i 6 mandati dei postcomunisti della Die Linke, che aveva superato lo sbarramento di un misero 0,1%, hanno generato uno straziante dibattito a livello regionale e federale. Il leader dei socialdemocratici dell’Hessen, Andrea Ypsilanti, capo corrente dell’ala radicale del partito, era intenzionata a governare coi post-comunisti, una scelta osteggiata dal presidente della Spd tedesca, Kurt Beck. Beck si rimangiò la parola sull’accordo con la Die Linke, e il voltafaccia portò ad un crollo demoscopico del partito a livello nazionale. Scioccati da sondaggi a dir poco sconfortanti a poco più di un anno dal rinnovo del Bundestag, i big della Spd hanno imposto il ritorno degli schroederiani al potere. Franz Muentefering è stato richiamato alla guida del partito e lo storico collaboratore di Schroeder, l’attuale ministro degli Esteri Steinmeier, è diventato il candidato cancelliere alle federali 2009. Il prezzo da pagare alla sinistra del partito, esclusa dal vertice, fu il governo coi post-comunisti in Hessen. Ypsilanti ha provato a formare un gabinetto di minoranza con i Verdi e il sostegno esterno della Die Linke, ma quattro consiglieri regionali dell’ala moderata della Spd hanno fatto fallire questo progetto. Lo psicodramma socialdemocratico avveniva mentre il grande sconfitto Koch continuava a governare con un esecutivo tecnico, permesso dalla Costituzione del Bundesland in caso di mancata fiducia di un nuovo gabinetto, e mentre la Germania iniziava a subire i primi contraccolpi della crisi di Wall Street.




Die Linke avrebbe potuto essere la strada da battere anche in Italia per dare un senso a quel 4-5% che non è più in parlamento. Certo, se non va bene nemmeno in Germania…
Bnvenuto ad Anrea innanzi tutto.
Poi, pensando alle speranze che tutti coltivavano in eurolandia, verso la “nuova Tatcher” della zona euro e vedendo invece la triste discesa che sta prendendo, mi chiedo se tutti i giovani di belle speranze, non siano solo un modo per “consolarci”… anche oltre oceano…
i coministi non sono + i benvoluti, perchè praticano cattivi pensieri, sempre quelli vecchi stalinisti di una volta.bisgna farsene uan ragione e ritirarsa in buon ordine…
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Colero ma-kio mio millo piascolo piccolo, no, Monaco di bavaria, Campioni del Mondo, no, EM ausgeschieden, no que bello, no, alora que bello
Gool de Luca Toni!!
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Gergorj, il fatto e’ che die Linke ha all’interno persone geniali e perbene come Gysi, come pure gente che nella DDR appoggiava la Stasi, e questa alleanza un partito come la SPD, che al tempo del muro combatteva contro il regime, non poteva permetterselo.Tuttavia ci ha provato,ma senza troppa convinzione e anzi con i contorcimenti e i distinguo tipici della sinistra attuale che noi in Italia ben conosciamo.La SPD e’ stata grandemente penalizzata proprio per il suo atteggiamento ambiguo nei confronti di die Linke. Detto questo, visto che in Italia la sinistra non mi pare si sia mai macchiata del disonore di far parte di un governo simile a quello della DDR, non vedo davvero nessun motivo per cui il PD non avrebbe potuto fare un alleanza cazzuta con la sinistra. Aspetta, azzardo un’ipotesi: il richiamo del Vaticano? La consapevolezza che l’Italia e’ un paese irrimediabilmente fascista, conservatore, razzista e omofobo, e qualsiasi progetto politico che non preveda l’appiattirsi su questi valori cosi’ italici, non avrebbe alcun successo?