Alla faccia dell’azionariato e degli altri suoi ministri, il Cavaliere chiama l’Ad di Eni per ordinargli di riaprire gli impianti in Sardegna. Ma un sindacalista denuncia: “E’ tutta campagna elettorale, senza la ripresa di alcune produzioni si potrebbe compromettere definitivamente il Petrolchimico di Porto Torres”
Un comunicato del quale non si può dire che non sia chiaro il significato. E’ quello inoltrato giovedì scorso alle agenzie di stampa dal governo e pubblicato sul sito internet di Palazzo Chigi, riguardante una telefonata intercorsa tra Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, e l’amministratore delegato dell’Ente
Nazionale Idrocarburi, Paolo Scaroni. Società, per ricordarlo, quotata in Borsa a Milano e la cui maggioranza delle azioni è in mano al ministero dell’Economia, che nomina sei su nove membri del consiglio di Amministrazione e quattro su sette componenti del Collegio sindacale.
A BUON INTENDITOR… - Un tono molto chiaro, sul quale è difficile equivocare: “Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è personalmente intervenuto questa sera sulla vicenda della chimica in Sardegna e ha chiesto e ottenuto precisi impegni dall’A.D. dell’Eni Paolo Scaroni. Il Presidente Berlusconi preoccupato per l’aggravarsi della situazione della chimica nell’isola ha chiamato il dottor Scaroni e gli ha chiesto una soluzione rapida in maniera tale da eliminare la grave situazione di incertezza e disagio che vivono decine di migliaia di famiglie sarde“. Il presidente del Consiglio dei ministri, poi, per spiegare in modo più chiaro quello che voleva dire, è andato nello specifico, chiedendo che l’Eni intervenga sulla vertenza assumendo le seguenti determinazioni: 1) tutto il personale degli impianti chimici della Sardegna deve essere richiamato a lavoro a partire dal 1° febbraio destinando il personale degli impianti che dovessero subire una fermata tecnica nei reparti produttivi dove esistono carenze di maestranze; 2) deve essere mantenuto in piena efficienza tecnica e operativa l’impianto di produzione di cumene e fenolo di Portotorres con un piano adeguato di manutenzioni ordinarie e straordinarie trattandosi di un arresto solo congiunturale e non strutturale degli impianti stessi; 3) sempre dal 1° febbraio deve essere riavviato l’impianto cracking di Portotorres consentendo la ripresa della produzione di etilene necessario per la ripresa produttiva degli impianti di cloro soda di Macchiareddu e il conseguente approvvigionamento dell’impianto di Porto Marghera; 4) deve essere avviato immediatamente il tavolo nazionale della chimica, come già deciso dal Ministro Scajola, per definire tutto il monitoraggio e la strategia della chimica sarda nel contesto nazionale ed europeo“. Più limpido di così, è difficile. 
LO SVENTURATO RISPOSE – E Paolo Scaroni, ad di Eni nonché persona piuttosto vicina al Cavaliere, che ha risposto? Ha risposto ‘obbedisco‘, come Garibaldi a Vittorio Emanuele: “Alle puntuali questioni poste dal Presidente del Consiglio Berlusconi, il Dott. Scaroni ha ribadito l’impegno a definire nei prossimi giorni l’intera vertenza seguendo le indicazioni del governo“. E con una solerzia che difficilmente si riconosce in altri amministratori delegati, specialmente quando a chiamarli non è l’azionista di maggioranza (che sarebbe il Tesoro, e non la presidenza del Consiglio), o per lo meno il ministro del Lavoro (se di vertenza trattasi) o quello delle Attività Produttive, che viene correttamente chiamato in causa visto che la vertenza-Sardegna è di sua competenza. Ma purtroppo questo non è accaduto. “Certo, si vede che ci sono le elezioni regionali tra meno di un mese, eh?“, si commenta con ironia dalle parti dell’Isola. Meno voglia di scherzare dovrebbe destare invece il fatto che non si capisca in che veste Berlusconi abbia convocato l’amministratore delegato di una società quotata in Borsa, che, fino a prova contraria, risponde all’azionista di riferimento in primo luogo, e non certo alla presidenza del Consiglio. Anche perché, il punto è un altro, e a spiegarlo è proprio chi della storia dell’Eni se ne intende, perché la conosce bene: “Il cane a sei zampe ormai da anni tenta di smantellare la chimica in Sardegna, visto che non crede all’investimento e lo ritiene improduttivo. E non lo fa proprio perchè mandare a casa le persone è politicamente sconveniente“.
APERTI PER LUTTO – Sconveniente nel senso più brutto, per un’azienda: ovvero, che pur essendo economicamente non remunerativo, siccome è importante per l’occupazione nell’isola (così come succede in molte altre parti d’Italia), lo si tiene in piedi. Ben sapendo che ad ogni tornata elettorale le richieste da parte della politica si fanno sempre più pressanti, perché distribuire prebende consente un ottimo ritorno di voti, e i voti servono a vincere le elezioni. Specialmente quelle regionali, dove il centrosinistra ricandida Renato Soru governatore già dimissionario, una contraddizione intrinseca che oggettivamente stride e influirà sulla campagna in atto. Ora, ci sarebbe la necessità di spiegare anche agli azionisti dell’Eni - soprattutto a quelli più piccoli – perché l’azienda si decida così pronamente a sottostare alle deliberazioni della politica, soprattutto quando queste contrastano in modo così deciso con l’obiettivo della massimizzazione del profitto. Che porterebbe sicuri influssi benefici su un dividendo sul quale conta sia il ministero dell’Economia che chi ha in portafogli i titoli della società.




Per chi pensa che nazionalizzare le aziende sia una soluzione alla crisi basterebbe questa notizia – per non parlare la storia italiana degli ultimi 35 anni. L’interferenza politica a fini elettorali è la norma, non l’eccezione.
Certo che l’imperatore è un uomo miracoloso:
non solo gli ricrescono i capelli dal nulla ma addirittura i pregiudicati lo stanno a sentire
e si convertono!
Incredibile!
Si dovrebbe istituire una commissione vaticana per studiarne i miracoli!
Ecco quanta autonomia potrà avere Capellacci, candidato alle elezioni regionali isolane, qualora vinca contro Soru… D’altra parte non è questo l’unico caso: il manifesto elettorale che ritrae la sua faccia con in basso il simbolo “Berlusconi Presidente (sic)”, i 45 minuti del discorso di Silvio alla Fiera di Cagliari contro i 15 del candidato. Capellacci, sorridi: sei tra MICI.
Governatori che si fanno troppo i cavoli propri e mancano di rispetto al gran visir de tutch’i democrats, stile Bassolino? Bastaaaaa …
Governatori succubi che devono tutto al piccolo grande uomo? Cheschifoooo …
(Mettetevi un po’ d’accordo vah ..)
Sulle richieste all’Eni di far vincere quaccheccosa nella regione dove si sta per votare, sottoscrivo Falkenberg: ‘ndo ‘sta ‘a notizia?
E aggiungo: preferibile il modello calabro-campano, cioe’ assumerne un po’ in Regione a fa’ “lavori socialmente utili”?
ciao, Abr
“(Mettetevi un po’ d’accordo vah ..)”
andò è che ho scritto il contrario, scusa, puoi linkarmi gli articoli?
“E aggiungo: preferibile il modello calabro-campano, cioe’ assumerne un po’ in Regione a fa’ “lavori socialmente utili”?”
stessa domanda di sopra. Puoi linkarmi, per favore, gli articoli dove ho sostenuto il contrario? Cercali bene, eh?
“Sulle richieste all’Eni di far vincere quaccheccosa nella regione dove si sta per votare, sottoscrivo Falkenberg: ‘ndo ’sta ‘a notizia?”
Magari prima di sottoscriverlo leggilo meglio, visto che lui ha scritto: “Per chi pensa che nazionalizzare le aziende sia una soluzione alla crisi basterebbe questa notizia – per non parlare la storia italiana degli ultimi 35 anni. L’interferenza politica a fini elettorali è la norma, non l’eccezione.”. Il che mi sembra leggermente differente da quello che hai scritto tu.
IO direi che più che la storia italiana degli ultimi 35 anni dovremmo dire degli ultimi 100…:-D.
L’intreccio politica-economia (a cui aggiungerei anche la “ottima” pratica che il “grande” Cuccia nel suo “salotto buono” codificò nella frase “Le azioni non si contano ma si pesano” e quindi quel capitalismo incestuoso delle grandi famiglie che si autofecondavano nei diversi CdA) è uno dei grandi mali del nostro “capitalismo” (lo metto tra virgolette perchè ho un vcerto rispetto della parola, io).
Che in questo paese, il paese del “Parco buoi”, che da sempre pratica quella forma di sistema economico che alcuni chiamano capitalismo all’amatriciana, succedano queste cose purtroppo non stupisce (come dice Falkemberg).
D’altronde, il soggetto di cui si parla in questo pezzo è un alfiere del capitalismo (all’ammatriciana) e per non farsi mancare nulla nell’intreccio politica economia è contemporonaemenate uno dei più grandi (im)prenditori italiani e primo ministro.
Stupisce che fatti del genere continuino a non essere neppure raccontato (figuriamoci se stigmatizzato) dai non pochi veri “liberali” (ma libberali veramente!) che calpesatno il patrio suolo. Di questa notizia non c’è traccia, mi pare, nella cosiddetta “informazione” del nostro paese
Forse sono anche loro Liberali…all’amatriciana?
Un sorriso..angelico
Un sorriso da uno sconsolato
Chiunque abbia una sia pur vaga idea di quanto un industria chimica inefficente sia un pozzo senza fondo di debiti e quanto sia difficile ristrutturarla può dormire sonni tranquilli, se Porto Torres si può salvare l’intervento di Berlusconi è pura cosmetica preelettorale, se non è economicamente in grado di reggersi in piedi i profitti annui dell’ENI non basterebbero per impedirne la chiusura.
Il paragone con i lavori socialmente utili non regge per un semplice fatto: che un industria chimica ha un rapporto fatturato/N°dipendenti intorno al milione di euro a capa.
Insomma tenere in marcia gli impanti comporta delle perdita che sono almeno 10 volte il costo del lavoro.
“D’altronde, il soggetto di cui si parla in questo pezzo è un alfiere del capitalismo (all’ammatriciana)”
Non sarei così feroce con Berlusconi. Ha operato in un mercato non in regime di concorrenza perfetta (anche se non per sua scelta), eppure ha creato un’industria dal nulla (prima c’erano solo esperimenti), e l’ha fatta diventare una delle più grandi del paese (con l’aiuto della politica, così come molti altri qui da noi che però hanno conseguito risultati meno brillanti dei suoi). Questo è un merito, e sarebbe disonesto non riconoscerglierlo.
i sardi penso non si facciano turlupinare da quel’azzecca-garbuglio Più bugiardo del pianeta ed anche di marte!!!!! dik
Io come tanti altri torneremo in Sardegna per votare caro berluscao, siamo in tanti emigrati grazie alla tua politica fallimentare, ma torneremo proprio come siamo tornati per firmare contro il lodo alf Ano, allora piano piano rifaremo i conti, diversi molto diversi dai tuoi sondaggi……
Mettiamola così: meglio l’ENI dei lavori socialmente utili, anche perché, come fa notare Pietro, i costi sono macroscopici e ben visibili a tutti, ma meglio ancora sarebbe evitare certe scenette.
Purtroppo Comicomix ha ragione: quest’intreccio è una maledizione per più duratura dell’ultima generazoone, ma il tardo fascismo e la Prima Repubblica l’eressero a sistema, con la benedizione di quasi – ripeto, quasi – tuttii partiti politici.
In questo senso, la notizia di Porto Torres non è una notizia; la notizia è che Berlusconi ci sguazza come ogni altro, con la delusione dello iato fra come si predica e come si razzola. Continuo a tenermi Berlusconi, perché almeno ogni tanto si ricorda di predicar bene e qualche volta razzola decentemente; dall’altra parte, si predica anche peggio di come si razzola, almeno dla mio punto di vista.
berlusconi che si sbraga per l’eni e della Meridiana se ne fotte è fantastico ahhahaah Meridiana, per chi non lo sapesse, è il DIRETTO concorrente della CAI.
Cappellacci non lo conosce nessuno nell’isola. Il problema è che moltissimi sardi detestano Soru e pur di levarsi soru dalle balle voterebbero anche il diavolo (cioè, berlsKoni)
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