Oggi, 31 dicembre 2009, guardiamo dietro di noi, e ricordiamo con un pizzico di nostalgia sui piccoli grandi fatti di questo straordinario 2009 che tra poche ore se ne va

Il 2009 è stato un anno indimenticabile. Un anno che ci ha dato poco, è vero. Ma in compenso, ci ha tolto molto. Ne sono successe di cose, di cotte e di crude. A pensarci, non sembrano neppure accadute davvero. L’anno si è aperto il 20 gennaio, con un piccolo evento di provincia, l’insignificante insediamento del presidente USA Barak Obama, di cui l’unica cosa che si ricorda è l’assenza dell’unico grande protagonista della politica mondiale Silvio Berlusconi. Senz’altro più importante la nascita, il 27 marzo, del Partito delle Libertà, il PdL, seguita in tutto il mondo, Thaiti compresa. Un partito vero, con gruppi dirigenti scelti democraticamente. Come voluto fortissimamente da Fini, lo statuto infatti non prevedeva l’elezione del presidente Berlusconi per acclamazione. Silvio ha scelto – più sobriamente – di farsi solo incoronare imperatore. Anche se poi, sorprendendoci come solo lui sa fare, ha preferito direttamente autoincoronarsi. Nessuno può dimenticare la commozione e l’entusiasmo di quel giorno.
Un entusiasmo mondiale, che si è fatto irrefrenabile quando la grande conferenza di pace del G20, riunitasi il 24 aprile alle Bahamas sotto la presidenza di Barak Obama e la regia di Hillary Clinton, ha impresso una clamorosa svolta alla definizione di un nuovo ordine mondiale. Dopo tanti discorsi e pacche sulle spalle, finalmente un comunicato che lanciava al mondo un grande messaggio, già entrato nella storia: “State buoni se potete“. Un successo il cui merito va soprattutto all’ Italia, come ha sottolineato il presidente Berlusconi. Successo non scalfito neppure dal piccolo incidente capitato al ministro degli esteri Franco Frattini, picchiato dalla polizia dell’isola perché scambiato per un maggiordomo dell’albergo intrufolatosi alla riunione plenaria, e che si è difeso dicendo: “I’m on holiday, I’m only a tourist”. Sono in vacanza, sono solo un turista.
Un evento altrettanto indimenticabile è la fiaccolata che si è svolta il 13 maggio in Lombardia, a Gemonio, Varese, e giù giù fino alla Val Seriana, Val Trompia e Val Sabbia, organizzata dalla Lega nord con la partecipazione di 47 miliardi di lombardi per festeggiare il trionfo in parlamento della Legge Calderoli che ha approvato i principi generali del Federalismo Fiscale. Umberto Bossi aveva gli occhi pieni di lacrime mentre ha annunciato alla folla commossa che la Lega era riuscita ad ottenere, nero su bianco nel testo della legge, l’attuazione del federalismo in appena 52 anni (salvo complicazioni): entro il 2061. Dopo il grandissimo successo della difesa di Malpensa, un vero trionfo. Mancava Roberto Maroni, cacciato dal governo e dal partito quando si è scoperto che il suo vero nome era Robert Maromba, che non è di Varese ma è nato a Nairobi, in Kenia, da padre africano e madre siciliana: aveva falsificato i documenti e non era in regola con il permesso di soggiorno. Lo hanno espulso dall’Italia, come ricorderete tutti, il 28 aprile.
E ricorderete tutti anche il 4 giugno, il giorno che il ministro Tremonti – dopo aver ascoltato il Governatore della Banca d’Italia Draghi nelle considerazioni finali snocciolare tutti i dati sul crollo della produzione industriale, dei consumi, dell’occupazione, del Pil – ha sfoggiato il suo colto aplomb istituzionale a metà tra Colbert e Toqueville con influenze di “Er Monnezza” e ha dichiarato ai suoi colleghi in una riunione a Bruxelles “Quello lì è una gVandissima testa di cazzo, pVima o poi lo tVonco“. E ha poi proseguito, a metà tra Adam Smith e il Mago Otelma, commentando il fatto che le entrate fiscali fossero in caduta libera e le spese lievitassero come “un semplice incidente astVologico“. Il Governo, comunque, non stava con la mani in mano: con decreto legge, subito convertito con la fiducia del parlamento, l’espressione “avanzo primario” era stata proibita, cancellata dal dizionario e chi la pronunciava sarebbe stato incatenato nelle segrete di Arcore assieme a Tommaso Padoa Schioppa.
Pochi giorni dopo, il 6 e 7 giugno, come ricorderete si sono svolte le elezioni europee e amministrative, con risultati che hanno fatto scalpore. La Lega Nord, grazie anche ai successi già ricordati su Malpensa, federalismo fiscale e lotta all’immigrazione, ha ottenuto dal nord Italia riconoscente il 44,44% dei voti. Pare che Berlusconi non stesse nella pelle dalla gioia, quel giorno. Ma le elezioni saranno soprattutto ricordate per l’incredibile risultato elettorale del Partito democratico, il Pd, che ha raggiunto una percentuale di voti mai vista prima: – 15, meno quindici, come Santa Caterina Valfurva in pieno inverno. Un risultato che ha fatto gridare al principale esponente dello schieramento avverso alla sinistra italiana, un raggiante Walter Vetroni: “Distruggere il patrimonio storico dell Pci e della sinistra italiana? Yes, we can!“
Purtroppo però c’è stato anche qualche momento brutto. Il 29 settembre Roberto Villari è stato costretto a lasciare la presidenza della Commissione Vigilanza Rai, dopo che anche sua moglie e suo figlio lo avevano pubblicamente sfiduciato. Era affranto, e aveva ragione, poverino, visto che il suo posto è ancora vacante, maggioranza e opposizione non riescono ad accordarsi sulla rosa di candidati, scelta personalmente da Berlusconi, Veltroni, Di Pietro e Casini: Qui, Quo oppure Qua. Un altro momento difficile è stato il 12 ottobre, quando – dopo l’ennesimo crollo in borsa e l’ispezione aperta da Banca d’Italia per eccessiva esposizione debitoria – il CdA del più grande istituto di credito italiano con alla testa Cesare Geronzi ha deciso di licenziare l’amministratore delegato Alessandro Profumo, mettendo al suo posto il semisconosciuto Mauro Puzza, e ha modificato anche il nome della banca da Unicredit a Unidebit.
Ricorderete poi tutti il mercoledì nero, il 25 novembre, quando lo spread tra i nostri Btp decennali e i bund tedeschi è salito a 225 basis point, il debito pubblico ha sfondato quota 1.800 miliardi di euro e le aste dei nostri titoli di stato sono andate quasi deserte, appena una settimana dopo che il Fondo monetario internazionale ci aveva negato gli aiuti richiesti, dopo averli invece concessi a Grecia, Irlanda e Portogallo. Ma per fortuna, c’è Tremonti! Quel genio ha tirato fuori dalla sua lampada il colpo d’ala che ha salvato l’Italia dalla bancarotta e dalla fuoriuscita dall’euro: ha dato in leasing la Repubblica italiana ai Fondi sovrani degli emirati arabi. I mercati internazionali hanno mostrato subito di gradire il commissariamento di Tremonti e del governo Berlusconi e la loro sostituzione con Alì Babà e i 40 ladroni: nelle situazioni di emergenza, si sa, servono i professionisti. E l’Italia, anche stavolta, si è salvata.
Il nostro paese, infatti, come ha ricordato ancora ieri mattina, il 30 dicembre, nella consueta conferenza stampa di fine anno, il presidente Berlusconi “ha un’economia dalle fondamenta solidissime, proprio come il Colosso di Rodi“. Insomma possiamo continuare a stare tranquilli, va tutto bene, tutto come sempre: i gattopardi continuano a regnare, ovviamente accompagnati come sempre dalle iene. Bisogna proprio che tutto cambi perché tutto resti come prima. Perciò, cari amici, libiamo ne’ lieti calici, ed aspettiamo le poche ore che ci separano dal capodanno 2010 in fiduciosa attesa. D’altronde, come diceva la politologa Rossella O’hara, da cui trae ispirazione ogni classe dirigente che si rispetti: “Domani è un altro giorno“
Buon tutto!























non ho parole! la realtà supera di molto la fantasia.
@Ross:
E’ questa la cosa grave…..^_^
bravo carlo: si sorride, ma amaramente, ti chiamerò “Cassandro”!
Ma perché non hai fatto morire Andreotti?:-)(scherzo)
@cordapazza
Grazie…:-)
Spero tanto che questa retrospettiva resti solo immaginaria…
Quanto al divo Giulio…credo che ci seppellirà tutti!
2010 marcerò su Roma capitale e la ridurrò in un cumulo di macerie……per poi ricostruirla più bella che pria
uomini della legione avanti a voi si stende quella che fu la più grande, ricca e porca città della terra……avanzare necesse per farla nostra……indietreggiare è impossibile, la morte ci attenderebbe
queste pietre fetenti che ci circondano sono testimoni di secoli di storia,,,,ma oggi la storia la facciamo noi….prepariamoci alla pugna…la gloria ci attende ….bandita sia la pietà…..morte all’ oppressor
principe piropallo, ho appena disdetto, compattamente insieme ai miei colleghi, una visita con gli allievi alla “roma di cesare” (chiostro del Bramante, Roma) appena saputo chi c’era dietro agli organizzatori (coro: no, no, non se ne parla proprio):-)
Carlo, non ci hai detto se Moratti ha licenziato The special 3-1 e ripreso Mancini
@Tess:
No, ha ingaggiato direttamente George W.