Europa alla canna del gas russo
16/01/2009 - Autunno: cadono le foglie e i milanesi chiudono le case al mare in Liguria; inverno: le folaghe migrano al sud e la Russia taglia il gas all’Europa. Come nel 2005-06 o ancora nel 2006-07 e ci risiamo ancora una volta
Autunno: cadono le foglie e i milanesi chiudono le case al mare in Liguria; inverno: le folaghe migrano al sud e la Russia taglia il gas all’Europa. Come nel 2005-06 o ancora nel 2006-07 e ci risiamo ancora una volta quest’anno. Perchè ci ritroviamo a rivivere sempre i soliti, triti, ripetitivi rituali stagionali?
Controcorrente è la rubrica periodica – piaccia o meno – di riflessioni abr-asive su argomento a piacere del noto “pessimo elemento” Abr. Lettura raccomandata dai migliori specialisti in disintossicazione dal pensiero predigerito e rigurgitato dal mainstream “progressive”. Può causare allergia, sonnolenza e dare assuefazione.Come ogni anno dal 2005 a questa parte, siamo al dejà vu per quanto riguarda l’approvigionamento energetico d’Europa.
I fatti sono noti: una buona parte del gas naturale con cui il Vecchio Continente alimenta non solo i consumi energetici privati e industriali ma anche la generazione stessa di energia elettrica, arriva dai giacimenti russi sotto il controllo Gazprom. In un continuum di dipendenza dalla canna (del gas) russa, c’è chi con esso alimenta “solo” il 30% dei suoi consumi come l’Italia, chi il 40% come la Germania, e poi su su fino a chi ne dipende per un catastrofico 96% come la Bulgaria la quale, ricordiamolo per i più distratti,
è Stato membro a tutti gli effetti della Unione Europea. Trattare con Gazprom è come farlo con la Libia: essa è la longa manus della politica estera Russia, uno Stato-Azienda compenetrati. Quasi Putin fosse Lando Calrissian della saga Star Wars e la Federazione Russa una specie di Cloud City nel pianeta Bespin avvolto di gas Tibanna. Questi i fatti di base, mentre i dettagli di cosa sia successo stavolta rimangono allo stato “gassoso“, avvolti dalla nebbia: intermediari, Stati di transito, accordi commerciali differenziati, furti e ispettori, strette di mano e moniti, non è politica ma dateci i soldi, noi invece abbiamo già pagato e vogliamo il gas. E il Putin mormorò, non passa il gas per lo straniero, zum zum.
PERCHE’ PUTIN OGNI ANNO CI RIFA’? – Siamo alle solite, ogni leader di Paese sfigato usa quello che gli passa il convento e lo forgia ad arma di pressione internazionale: dalle atomiche iraniane o nord-coreane ai civili presi in mezzo tra bombe e missili a Gaza, fino alle tecnologie, al gas e al petrolio. Nel caso in questione chilosà, forse Putin, sistemata la questione georgiana, ha pensato fosse arrivato il momento per l’Ucraina: una spintarella e via, il traballante equilibrio politico del Paese confinante sarebbe crollato dalla sua parte. Invece no: gli Ucraini han pagato un paio di miliardi di dollari di arretrati a Gazprom, hanno accettato gli ispettori russo-europei per monitorare il transito e scongiurare le “fughe di gas” sul loro territorio; han solo chiesto, visto che dovranno subire un aumento delle tariffe, un accordo un po’ più trasparente di determinazione del prezzo, simile a quello accordato all’Europa Occidentale e legato al costo del petrolio. I russi han tergiversato un paio di giorni, poi hanno firmato ma hanno lasciato chiusi i rubinetti. Perchè? Forse sono stati presi in contropiede: non pensavano che gli Ucraini potessero pagare, o forse han deciso di far sentire in ogni caso le redini sul collo degli ucraini e di tutti i Paesi ex satelliti così come di tutta la Ue. Del resto qualche mese fa, in piena fase di crollo dei prezzi del greggio, Putin se ne uscì con la sua famosa dich
iarazione: “Faremo in modo che tutti i Paesi consumatori comprendano come l’era del gas a basso costo sia finita“. Il tutto ovviamente per distrarre l’opinione pubblica interna dai veri problemi economici e finanziari di un Paese che può continuare a mantenere i suoi trend di sviluppo, le sue riserve valutarie e le sue costose e ambigue politiche estere solo se il petrolio tornasse presto sopra i 70 dollari il barile.
IL PROBLEMA RIMANE NOSTRO – Aldilà dei rapporti concupiscenti tra Russia e i suoi vicini, investigare sui perchè di Putin resta poco più che una curiosità: qualunque sia la ragione e il suo livello di correttezza, il problema rimane dell’Europa, riproponendosi fatalmente come le foglie che cadono e le folaghe migratrici ad ogni inverno che Dio mette in Terra.
Uno potrebbe dire: “Cosa ci vuoi fare?” E’ la stessa situazione prona che si vive nei nostri paesi nei confronti della lobby araba, per via del petrolio e degli immigrati. Il fatto e soprattutto la sua inesorabile ripetitività sono rivelatrici di uno dei principali difetti dell’Europa come è stata concepita e costruita. L’Unione pare infatti molto propensa a investire cervelli e risorse in tutto quanto sia poco rilevante, mentre se ne frega delle cose essenziali per i suoi cittadini. Nel nome della difesa del “consumatore” (il nuovo status politically correct di noi occidentali, essendo evidentemente la categoria “cittadino” a rischio discriminazione) sono ingaggiati consulenti, burocrati e comitati per regolamentare i raggi di curvatura corretti delle banane, i processi per la lavorazione delle salsicce o lo svilupppo del dialogo interculturale. Ma non si parli di politica energetica comune e neppure di politica estera: ivi ogni Paese dell’Unione vada per sè in ordine sparso. Per non dire di politiche comunitarie per una strategia comune di difesa o nei riguardi dell’immigrazione. L’Europa insomma pare atteggiarsi come certe mamme con tante cose da fare – amiche, tennis, circolo, parrucchiera – prodighe di mance e giochini per i loro figli, quando ciò che servirebbe è ben altro: presenza, vicinanza, ascolto e protezione.
Così la Gazprom, nulla più che il braccio armato della politica estera di Putin, può stipulare accordi con in singoli Paesi Europei presi a uno a uno: accordi speciali “sulla fiducia” con l’amico Berlusconi, puro ricatto nei confr
onti di politici tedeschi, strozzamento dell’Ucraina e chissene di Grecia e Bulgaria, nell’indifferenza pressocchè generale. Il più classico e suicida dei divide et impera autoinflitto, stile Sarkozy che si sovrappone ai dialoghi del presidente Ue pro-tempore ceco per la pace in Medio Oriente, squalificandone due tra cui sè stesso in un colpo solo. Che vuoi che sia in fondo, chi fa per sè fa per tre: chi ha fatto scorta usa le sue riserve, altri chiedono ad Algeria o Norvegia di aumentare il pompaggio e tutti si spera che ‘a nuttata tra Ucraina e Russia passi rapidamente.
NOI NO – Avete presente uno dei punti più caldi dell’intero dibattito presidenziale americano? Fu proprio sull’indipendenza energetica. A noi qui il tema ci fa bao: come si scalderanno e accenderanno il fuoco sotto le pentole non dico i nostri figli ma noi stessi tra un po’, è tema che non pare appassionare le cicale europee. Venirne fuori una volta per tutte o perlomeno minimizzare i rischi investendo in carbone pulito, generatori alternativi o centrali nucleari (non sia mai)? Mmmm, roba troppo controversa per i volubili elettorati “not-in-my-backyard” del Vecchio Continente: qualcuno potrebbe rimanere offeso.
Dopotutto i russi hanno bisogno dei nostri euri tanto quanto noi abbiamo bisogno del loro gas, giusto? E allora, alla fine un accordo si trova, vedrete …. Nema problema come dicono gli slavi, a Bruxelles non mancano mai pedofili o burocrati abili negoziatori da inviare presso Gazprom negli inverni venturi. Per intanto noi europei che mai faremo sistema stiamo pure nudi disarmati e dispersi, sperando che chi ci vuol prendere per il c…ollo eviti all’ultimo o non ci faccia troppo male, nello nome del nostro smidollato amore per la pace, uguale a non disturbate il nostro presente senza futuro. Da mentalmente vecchi.












In effetti pensare che la russia con una spesa militare di 35 miliardi di dollari possa impensierire seriamente gli usa che ne spendono 500 è veramente ingenuo.
Francesco non ha capito che è stato proprio il fatto di spender soldi per le armi e far crepare di fame la popolazione che ha già fatto crollare miseramente la Russia una volta, per fare la guarra ci vogliono i mezzi e la Russia è con le pezze al culo.
E’ tutto sulla carta: ci sono progetti per ammodernare la flotta navale tornando ad almeno 6 portaerei di nuova generazione, ma tirano avanti con la Kutznetsov. L’aviazione sta come abbiamo detto (hanno anche seri problemi a reperire i ricambi, col risultato che molti apparecchi volano per miracolo o restano a terra), le forze di terra sono ancora basate sui vecchi T72, che in Iraq hanno fatto regolarmente la fine del sorcio.
Ora, io non vorrei affatto passare per filoamericano, anzi: ci terrei a precisare che mi auguro che quanto prima anche gli eserciti occidentali finiscano con le pezze al culo, impossibilitati a mantenere questo livello di spesa militare così fuori di testa. Purtroppo la situazione è ancora quella che è.
Dai numeri che ci sono qui
http://www.disarmo.org/rete/a/21951.html
risulta che la Russia ha il 2% della produzione mondiale di armi.
Cari raccontacazzate io penso che per schiarirvi un po le idee dovreste leggere attentamente questo contributo, badate non viene dall’Iszvestia o dalla Tass, ma da Panorama, un settimanale non proprio filo-Russo:
http://forum.panorama.it/viewtopic.php?pid=206056
Il fatto e’ che piaccia o no, la superiorita missilistica russa e’ schiacciante, sia nei missili intercontinentali, sia nei missili da crocera, gli USA non sono ancora riusciti a fare un cruise supersonico, i russi gia’ da 10/15annni.
l’Arsenale strategico russo non annovera solo i modernissimi Topol-M ma anche i terrificanti SS-18-SATAN dell’Era sovietica, gli americani non sono mai riusciti a costruire un’arma intercontinentale di tale inaudita potenza:
http://it.wikipedia.org/wiki/SS-18_Satan
Gli americani con la loro solita propaganda dicono che starebbero contruendo uno scudo antimissile, ma come si puo’ credere che si riesca a fermare 8/10 ogive che ti piombano addosso alla velocita di 30.000 KM/H? e soprattutto se queste ogive sono moltiplicate X 1.000?!
E’ chiaramente solo propaganda.
Il bilancio alla difesa americano?
Si il bilancio alla difesa americano e’ alto ma al 90% sono soldi che servono per spese di gestione delle 700 basi che hanno sparse per il mondo, cioe soldi spesi in stipendi, affitti, carburante, logistica ecc.
Inoltre di sicuro i badget alla difesa denunciati ufficialmente da Russia e Cina non sono veritieri, i badget reali sono segreti e secondo gli analisti sono almeno 5 volte quelli pubblicizzati.
Un’altra cosa che fa sinceramente dubitare delle capacita’ militari americane e’ il fatto che nella loro storia gli USA non hanno mai vinto una guerra contro una grande potenza, a meno che si debbano ritenere grandi potenze i pellerossa od gli scalcinati giapponesi del 1941.
I Russi sebbene a prezzi altissimi una guerra contro una grande potenza l’hanno vinta, hanno vinto il più immane conflitto della storia dell’Umanita’, quello contro la Germania-nazista, il mondo nella sua storia non ha mai visto una lotta immane e titanica come quella del fronte orientale durante l’ultima guerra mondiale, un fronte lungo 3.000 km, con milioni di combattenti schierati da una parte e dell’altra, migliaia di carri armati, migliaia di aerei, migliaia di cannoni, cos’e stata in confronto la guerra del Pacifico? Nient’altro che una burletta con battaglie combattute fra 4/5 portaerei e qualche centinaio di aerei.
La inettitudine dell’esercito americano e’ risultata ben visibile anche dopo la guerra: Corea, Vietnam, dove i cari americani nonostante il loro budget sono tornati a casa leggermente bernoccolati, ed anche adesso in Iraq ed in Afganistan, nonostante i soldi spesi e gli anni di impegno, i risultati sono assolutamente insoddisfacenti, diciamo che i marines non assomigliano nemmeno lontanamente alla Wehrmacht.
Io sinceramente non sono filorusso, non sono nemmeno filoamericano, non ho una cultura fatta guardando Emilio Fede e Sky-TV come voi, ma nonostante tutta la mia buona volonta’ e nonostante mi impegni con tutte le mie meningi, in un’eventuale guerra futura, NON MI RIESCE PROPRIO DI VEDERE I MARINES CHE FANNO STRAME DELL’ARMATA ROSSA, scusate ma quando provo con tutte le mie forze di immaginare una cosa del genere MI VIENE DA RIDERE.
Adesso andate avanti a raccontare le Vostre cazzate sull’America e sulla sua supposta potenza militare che immagino avrete visto nei film e nei docimentari di propaganda fatti ad hoch per i fessacchiotti che ci credono, (come voi).
ahahah
ahahahah
Il bello è che l’articolo che posti conferma il reale stato di decadenza che noi stiamo cercando di inzuccare in quel cervellino minuscolo.
Producono economicissimi missili antinave perché non hanno soldi per costruire le loro navi
Sono riusciti a sviluppare il carro T90 solo grazie alle vendite all’estero, ché loro non si possono permettere di usarli, costano troppo. L’esercito usa ancora carri risalenti a decenni fa, T72, T64, addirittura T55!
Sono andati a bombardare la Georgia con un attrezzo risalente al 1959 (Tupolev-22, 1 abbattuto) e un Sukhoi 25 (4 abbattuti), altro ferrovecchio che starebbe meglio in un museo con la sua bella strumentazione analogica a lancette, così vintage sovietico.
Devo continuare, o ne hai abbastanza di fare la figura del cazzaro?
P.S: ci dici di quale aereo inesistente stavi parlando, che è in produzione da anni solo nella tua testolina? E finiscila con i missili nucleari, ché tanto l’Apocalisse non è domani.
Per non parlare di quando Putin annunciò la ripresa dei voli permanenti dei bombardieri strategici, causando l’ilarità generale.
http://www.fnrmedia.net/openmedia/?p=1969
Per “Francesco” da quel comico di Comicomix.
raramente mi è capitato di leggere cose più divertenti del commento che mi hai dedicato. Ti faccio i miei complimenti. Ho imparato moltissimo in quelle righe
L’effetto comico lo ottieni non per il merito del tuo scritto, ma perchè ti scagli (con impegno degno di migliori cause) contro quanto AVREI – secondo te – affermato – riguardo Russi, Usa ecc…
Peccato che io nei miei 2 commenti a questo pezzo ho solo parlato (molto molto modestamente, d’altronde per fortuna quelli “intelligenti” non mancano, in questa sfilza di commenti) dell’EUROPA. Del fatto che l’Europa deve smetterla di essere un coacervo di paesucoli che marciano in ordine sparso su tutto, (anche sulla questione energetica, a cui più puntualmente e come esempio si riferisce abr in questo pezzo).
Perchè così l’Europa finisce per essere sempre dipendente da qualcuno, e finisce per non contare nulla
Ti consiglio di rivolgere quindi al tua VIS COMI(comix)CA a soggetti più all’altezza di me in queste divertentissime esalazioni di sapere sputato in faccia al tuo prossimo.
IO (altri, non so) sono consapevole di non sapere e di avere (ancora) molto da imparare. Ma sono sicuro di non essere il solo. Solo di essere meno presupponente di (molti) altri
Un sorriso (ti serve molto, più che ad altri) socratico
Comicomix, detto copy
Questa e’ la drammatica situazione della disastrata economia americana: nel solo mese di dicembre sono stati persi più di 500.000 posti di lavoro, nell’intero anno 2008 i posti di lavoro persi sono stati 2.600.000.
Licenziamenti a tappetto in tutti i settori Ford, GM, Chrisler, Boeing, Microsoft ecc. ecc.
http://investitoreaccorto.investireoggi.it/numeri-notizie-e-disoccupazione-negli-usa.html
Ufficialmente la sicoccupazione americana e’ al 7,2%, ma e’ un dato falso in realta e’ molto più alta, bisogna aggiungerci 1.500.000 di forza lavoro che si trova in carcere, 3.000.000 in liberta’ vigilata, e tutta la forza lavoro che si trova in casa integrazione, la cassa integrazione americana sono i marines: gente che non avendo sbocco sul mercato del lavoro e disperata,si arruola nell’esercito per l’Iraq o per l’Afganistan, con la prospettiva di tornare a casa avvolti in quattro assi di legno o su una sedia a rotelle.
ALTRO CHE RUSSIA!!!!!!!
Chiaramente gli USA hanno imboccato la fase finale della loro disgregazione economica e sociale, perche il peggio con l’inevitabile fine arrivera nei prossimi due lustri.
JOHAN GALTUNG e’ uno studioso norvegese che nel 1980 previde la fine dell’URSS entro i successivi 10 anni, cosa che poi avvenne effettivamente nel 1989, nel corso di una libera docenza nel 2004 all’Universita’ di Foggia, ha previsto che la dissoluzione degli USA sarebbe avvenuta nei successivi 20anni, ora siamo nel 2009: per cui secondo le sue previsioni le contraddizioni interne dell’impero americano esploderanno entro il 2024, entro i prossimi 15 anni, attenzione entro non fra 15 anni, per cui tutti gli anni da qui al 2024 sono buoni, perche l’America imploda esattamente come l’URSS, difatti la similitudine degli USA attuali a quella degli ultimi anni dell’URSS e’ agghiacciante, economia a pezzi (ridotta al solo funzionamento dell’apparato militar-industriale) e bancarotta incombente,
Sinceramente vale la pena di leggere l’analisi del professore:
http://www.ilgridodeipoveri.org/gdp/a/15600.html
Ovviamente la RAI, la Fininvest, Sky TV a cui voi siete molto affezzionati, e le cui stronzate non fate altro che riperle qui in forum, queste cose non ve le dicono, e non ve le dicono nemmeno Emilio Fede, Bruno Vespa, Enrico Mentana, ma non ve le dicono nemmeno Fini, Calderoli e Berlusconi.
Scusate non per offendere, ma sembrate nati ieri o perlomeno due bambini dell’asilo, qualsiasi merdata propagandistica che viene dall’America: tipo l’America e’ grande ed iperpotente, l’Europa e’ debole, la Russia e’ in rovina, non ha più ne esercito ne armi: VOI LA PRENDETE PER ORO COLATO, esattamente come i bambini. Quando la realta’ e’ esattamente l’incontrario: l’Europa dell’Euro e’ di gran lunga la prima potenza economica mondiale, la prima economia tecnologico-industriale del pianeta, nonche primo esportatore mondiale non sono ne la Cina ne gli USA, ma la GERMANIA, e la Russia e’ un paese immenso ricchissimo di risorse naturali, minerarie ed energetiche, ed una potenza militare ed un deterrente nucleare terrificante una potenza talmente terrificante che gli USA non si sogneranno mai di sfidare, se non vorranno sparire dalla faccia della terra.
Adesso andate avanti con le vostre fesserie prese a prestito dal Corriere o dal Foglio.
Prosit
Mi sa che l’unico che guarda tutti i giorni SKY-TV qui – visto che ne parli in continuazione – sei proprio tu. Io la tv la tengo lì a prendere polvere…
1) non ho mai detto io che l’economia americana vive giorni di gloria. Per la verità, non ne ho mai parlato, capendoci poco di economia.
2) rispondi, orsù, alle mie precedenti domande:
è vero o non è vero che l’industria aeronautica militare russa è indietro di 10-15 anni rispetto a quella americana? E’ vero o non è vero che stavi probabilmente parlando del Su-30, aereo eccellente per carità, ma che è progettato per competere (e lo batte) con l’F-15, che però è sulla via del pensionamento? E’ vero o non è vero che la marina militare russa è composta in buona parte da bagnarole sovietiche che a malapena galleggiano? E’ vero o non è vero tutto quel che ho detto prima?
Rispondi sine divagare, quaqquaraqquà