Cultura

Siamo tutti razzisti. Ma anche no

Il PARERE DELL’ ESPERTAMi chiedo piuttosto se l’esperimento metta in luce il razzismo “implicito” delle persone o non sveli qualcosa di più complesso” commenta la dottoressa Donatella Lai, la nostra psichiatra, e continua: “Ci sono vari aspetti: il fatto che le persone tendono spontaneamente ad aggregarsi fra coloro che percepiscono come simili, indipendentemente da fattori di razzismo (penso al fatto che quando noi andiamo all’estero finiamo per aggregarci sempre ad altri italiani, per esempio); il fatto che ci si aggrega più volentieri a qualcuno che percepiamo, a torto o a ragione, come una persona forte; il fatto che sia psicologicamente molto difficile immedesimarsi davvero con chi subisce un torto in quanto ci farebbe percepire la nostra fragilità; il fatto che buona parte degli esseri umani cerca di evitare i conflitti anche minimizzando la portata e la gravità di un evento … Questo per dirti così, a pelle. Gli aspetti legati al razzismo vero e proprio forse sono meno importanti di quanto non sembrino apparentemente. E’ anche vero che gli esseri umani reagiscono agli eventi in modo molto diverso da come possono immaginare a freddo. Pensare ad una sensazione e viverla sono due cose completamente diverse. Quello che a me piace poco di questi studi, se devo dire la verità, è che tendono sempre a dare delle spiegazioni univoche ai risultati, senza fare uno sforzo per valutare l’agire umano sotto punti di vista e interpretazioni più articolate“.

PSYCO CHAT- Per approfondire ulteriormente il suo punto di vista e per comprendere meglio la questione, le chiedo ancora di rispondere a qualche domanda e credo che ci troverete più di qualche spunto interessante.

Gloriademo (G): Si può dire che l’equazione “non reagisci all’episodio di razzismo uguale sei razzista” non sia del tutto giusta?

Donatella Lai (D): Sì. Il punto è che, per come è stato condotto l’esperimento (sempre che sia stato descritto in modo corretto), di fatto, si presta a molte interpretazioni tutte allo stesso livello, perché ci sono sicuramente persone che hanno pregiudizi forti, ma…come li distingui da quelli che, semplicemente, “non vogliono immischiarsi“? Il comportamento umano è tutt’altro che lineare! Fa molto figo dimostrare UNA cosa sola…

G: Anche perché altrimenti non si cattura l’attenzione, forse.

D: Oppure c’è il bisogno di dare risposte a tutti i costi ed impedire che si possa pensare

G: Non era nemmeno così evidente che il bianco stesse facendo qualcosa di razzista

D: Infatti, forse i suoi commenti potevano essere visti semplicemente come una battuta di cattivo gusto.Tra l’altro mi chiedo una cosa. Si parla del razzismo dei soggetti esaminati, ma di quello degli esaminatori vogliamo discutere?

G: In che senso? Perché hanno scelto i neri come vittime e non hanno pensato potesse accadere il contrario?

D: Anche per quello, ma soprattutto il fatto che abbiano pensato ad un esperimento così generico interpretandolo poi in modo così specifico. E poi, sai, se anche in fisica nucleare la presenza dello sperimentatore influenza il risultato dell’esperimento, figurati in psicologia…

G: Al di là di questo studio, secondo te, c’è un motivo preciso ed unico per cui si innesca il pregiudizio?

D: Dunque, il pregiudizio secondo me non s’innesca. Esiste ma è “addormentato” (quando c’è, ovviamente). Ricordo uno sketch che faceva molti anni fa Giobbe Covatta, quando venne fondata la Lega Nord. Lui faceva il leghista e diceva:”Non siamo noi che siamo razzisti, sono loro che sono napoletani“. Nessuno ammetterà mai di avere dei pregiudizi! E questo è molto pericoloso, più del pregiudizio stesso, perché tutto ciò che non si vuole vedere di sé salterà fuori e farà molto più danno!

G: Splendida osservazione

D: Ammettiamo che l’esperimento sia stato condotto in modo esemplare e che, effettivamente, il mancato intervento dei soggetti da esaminare e la scelta del “compagno bianco” siano stati comportamenti legati ad un pregiudizio. Non sarebbe tanto strano, in fondo, perché le persone, finché hanno il tempo e la calma di pensare, agiscono secondo quello che credono di essere, ma, se vengono messi di fronte ad una situazione reale, di botto, salta fuori ciò che c’è veramente dentro il proprio inconscio. Soprattutto tutte le cose che rifiutiamo di noi stessi perché ci farebbero vedere come persone magari un po’ meschine. E poi il compagno bianco può esser stato scelto in base all’età, magari era più giovane o più vecchio

G: O perché più carino…

D: Anche. L’aspetto fisico genera moltissimi luoghi comuni, a partire da concetto greco di “kalòs k’agatòs“:tutto ciò che è bello (“kalòs“) è anche vero e buono (“agathòs“). Insomma, le chiavi di lettura possono essere davvero tante.

G: Non sempre la ricerca e la sperimentazione vengono finanziate. Sbaglio se dico che questo studio appartiene alla categoria di quelli che, destando immediato interesse, lo sono più spesso?

D: Forse potresti aver ragione. Forse anche per questo hanno voluto leggere il risultato in modo così “univoco” e, per certi versi, semplicistico.

5 commenti a Siamo tutti razzisti. Ma anche no

  1. baron litron

    su una spiaggia sudafricana si trovano dieci neri, disoccupati e pure un po’ scazzati.
    uno tira un calcio a una lattina di coca, ed esce con grande fragore il Genio della Cocacola, che li mette in riga e dice: “bene, io posso esaudire dieci desideri, siete in dieci per cui svelti, uno a testa e facciamola finita”.
    al che il primo della fila dice “Voglio divendare biango!!!!” e puf! diventa di colpo bianco e biondo .
    il secondo dice anche lui “voglio divendare biango!!!!” e pure lui lo diventa.
    l’ultimo della fila inizia a ridere sgangheratamente, e il genio si altera un po’ e gli dice : “che hai da ridere? aspetta il tuo turno e non rompere…
    continua la conta, il terzo “voglio divendare biango!” il quarto “biango!” il quinto “biango, puf, puf, puf, man mano la fila diventa una sfilata di fustacchioni biondi, con l’ultimo in fondo ormai piegato in due dalle risate….
    sette, puf, ott, puf, nove, puf! bianco anche lui.
    qa quel punto il genio s’avvicina all’ultimo e gli dice: “e te, che ridi tanto, che cosa vuoi?”
    e lui, indicando gli amici col dito “falli tornare duddi neeri, duddi neeri “……

  2. gloria

    :) ma perché proprio la coca-cola?

  3. Paolo Zeriali

    Spesso si parla di razzismo a sproposito. In tutte le società ci sono dei pregiudizi verso altri gruppi sociali, penso al campanilismo o magari alle “guerre” tra i sessi. Ma questo non è il vero razzismo, non è quello pericoloso. Il vero razzismo, che ha condizionato pesantemente lo sviluppo della società occidentale, trae ispirazione da superstizioni medievali e lo si combatte solo con la ragione, solo con la scienza, l’intelligenza e la cultura. Le ragioni per cui abbiamo la pelle più chiara o scura (in realtà ci sono infinite gradazioni di colore e non siamo mai bianchi o neri) sono dovute all’adattamento dell’uomo al clima. Tutto qui, non c’è niente di magico o esoterico. Ma chi rifiuta la scienza – e nella “tecnologica” America sono in tanti a farlo – resterà per forza un razzista medievale.

  4. gloria

    @Paolo Zeriali:Mi piacerebbe conoscere almeno un po’ l’America. Perché dici che lì sono in tanti a farlo?

  5. Pingback: Sacro Profano » FaceBook e i discorsi sull’Uomo

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