ASSISTENZA SANITARIA - I programmi sanitari di Obama e McCain sono molto diversi tra loro. McCain vuole aumentare la concorrenza nel settore delle
assicurazioni sanitarie, eccessivamente regolamentato, per ridurre i costi. Vuole tagliare le tasse sull’assistenza sanitaria. Ottima l’idea di estendere gli HSA (Health Saving Accounts), fondi personali per fini di spesa sanitaria e previdenziale. Vuole concentrare gli sforzi assistenziali pubblici sui malati ad alto rischio, più difficilmente assicurabili. Ottima l’idea di consentire il commercio internazionale di farmaci, aprendo il mercato a farmaci stranieri più economici, e il supporto ai farmaci generici. Generici purtroppo anche i piani sul contenimento della spesa per malattie croniche, il 75% del totale della spesa sanitaria. Interessante l’idea di ridurre i risarcimenti per errori medici, notoriamente eccessivi negli USA.
ASSICURARE CHIUNQUE? - Il piano Obama è del tutto velleitario. Vuole la “guaranteed eligibility”: costringere le imprese di assicurazioni ad assicurare chiunque. Ma per chi costa più di quanto paga di premio cosa si fa? Se la spesa pubblica sale, del resto, non c’è niente di meglio di farla salire ulteriormente estendendo i piani di assistenza sanitaria pubblica. Anche Obama, come McCain, vuole aumentare la concorrenza nei mercati dei servizi sanitari e dei farmaci, e questa è un’ottima idea.
POLITICHE AGRICOLE - Per quanto riguarda le politiche agricole, McCain e Obama sono abbastanza diversi. Il che stupisce, visto che i Farm Bill mi sono sempre sembrati bipartisan. McCain punta sul libero commercio, con qualche tentennamento sulle clausole del WTO, che potrebbero reintrodurre il protezionismo tramite regolamentazioni anziché tariffe. Obama vuole incoraggiare i giovani a zappare la terra, impiegare i già scarsi risparmi americani per dare l’ADSL alle zone rurali, e ovviamente vuole finanziare l’agricoltura verde e biologica, slogan immancabili.
BILANCIO FEDERALE - McCain non ha una pagina specifica sul deficit, e i maligni penseranno che, essendo repubblicano, farà un macello a riguardo, come del resto i suoi predecessori. Ma afferma che vuole il bilancio in pareggio, anche se senza tagliare le spese discrezionali in politica estera. “Tagliare le spese inutili” è però uno slogan vuoto, se non si specifica cosa è inutile. Nella storia, praticamente nessuno è mai riuscito a tagliare la spesa pubblica, fallirà anche McCain. Obama ha un’intera pagina sull’argomento. Con tutti i piani di spesa che propone, non è chiaro come possa anche essere favorevole al bilanciamento della spesa. Per farlo dovrebbe aumentare molto le tasse, danneggiando l’economia. Fa però l’ottima proposta di finanziare anticipatamente ogni aumento di spesa e ogni taglio alle tasse.
IN CONCLUSIONE - Obama fa promesse che non potrà mantenere, come ogni politico: ma ad un livello tale da far apparire il più populista dei politici un grande statista. Anche se si può sperare nel suo trasformismo (è stato definito “il Rutelli degli USA”) , il suo programma elettorale è illeggibile: pieno di slogan, verboso, centrato sul culto della sua personalità, velleitario, privo di logica economica. Entrambi dicono di voler combattere lobby e corruzione. Il che è velleitario: finché il governo muoverà centinaia di miliardi, ci saranno gruppi di pressione che cercheranno di sfruttarlo a proprio vantaggio. Il principale problema di McCain è l’essere repubblicano: dopo otto anni di Bush il GOP meriterebbe di perdere, ma i democratici hanno deciso di mandare avanti un politico che, finora, si è dimostrato un populista da record. Obama pensa solo alla popolarità immediata, senza curarsi degli effetti di lungo termine, e non sembra avere la minima cognizione di come funzioni l’economia; McCain è decisamente migliore da entrambe i punti di vista. Purtroppo nessuno dei due dice come risolvere i problemi macroeconomici strutturali dell’economia americana: e se non si vogliono affrontare questi problemi, tanto vale chiudere la Casa Bianca.




Topinamburs sostiene Obama nel 2008.
Buuuuhhh. Obama è un Rutelli dipinto.
A me quel negro-comunista-light ha già cotto il razzo prima di iniziare, indipendentemente dal programma. E’ costantemente in tv, in congressi, in convention. Giri i canali e c’è lui ovunque che recita quasi come Denzel Washington, leggi le news e lo chiamano già presidente. Tra un po’ chiama anche i dragonball sul palcoscenico a dichiarare che sono con lui. Dicono che sventano un attentato contro di lui ma poi non è vero ma poi forse sì ci siamo sbagliati era vero, perchè sappiate a questo mondo c’è ancora gente razzista eh. E grazie al razzo. Voterò Mac Cain, ha un nome più da patatine, quantomeno.
mioddio mi hai asfaltato dalle risate
ok quindi libertyfirst alla fine come l’hanno presa i superdelegati quando gli hai spiegato che devono ritirare la candidatura di obama?
Devilmath: m’hanno offerto un Maine lobster da due pound, un clam chowder e due pinte di Blue Moon con spicchio d’arancia, spiegandomi gentilmente che io non capisco i profondi concetti di “hope” e “change”. Al che ho risposto, terminando gli ultimi pezzetti di pane del chowder all’Atlantic Fish & Co di Boylston Street, che io “hope” che la politica prima o poi smetta di trattare gli elettori come infanti mentalmente incapaci che si cibano solo di propaganda, e inneggiano al “change” in quanto “change” e non perchè hanno analizzato i “pros” e i “cons” razionalmente. Obama non è poi diverso da Berlusconi: conosce i suoi polli e li tratta come tali.
“Obama dice qualcosa di generico a favore del libero mercato, ma con tanti noiosi “se” e “ma”.”
questa potete linkarla nella sezione mass merda dai. libertyfirst ha mai letto un testo serio di economia o vai avanti a lezioni by capezzone su youtube?
Capezzone su youtube, of course. Tu, invece? Baci Perugina?
Se dovvessi scrivere un romanzo sull’idiozia umana, in certi commenti troverei materiale in abbondanza.
Possibile che ‘argomentare’ e ‘ingiuriare’ sono considerati sinonimi?
De Mauro:
A:
1 v.tr. BU dedurre logicamente in base a argomenti o indizi: dal tuo comportamento ho argomentato le tue intenzioni
2 v.intr. (avere) CO discutere adducendo argomenti logici: a. con lucidità, a. contro le teorie di qcn.; anche v.tr.: ha argomentato bene la sua tesi | TS filos., procedere per argomentazioni
B:
CO offendere con ingiurie
Secondo me associare ai due verbi le definizioni A e B è problematico per molti. L’intelligenza umana è sopravvalutata.
Libetyfirst due domande e un’osservazione:
-”tagliare le tasse sulla benzina (facendo aumentare il prezzo del petrolio)”
Perché un taglio delle tasse sulla benzina dovrebbe far aumentare il prezzo del petrolio?
-”Obama taglierà le tasse, ma sui redditi, con un effetto positivo miope sui consumi, ma negativo nel lungo termine sulla crescita, visto che gli americani già ora consumano troppo.”
Non capisco perché un taglio delle imposte sui redditi inferiori debba avere un effetto negativo sulla crescita nel medio-lungo termine…semmai è il classico sostegno alla domanda aggregata keynesiano che avrebbe un effetto del genere. Insomma la tua non mi sembra una visione liberista.
Infine l’osservazione su un punto che hai tralasciato sulle tasse: Obama proprone un aumento delle imposte sui redditi per gli scaglioni più elevati! Insomma è il classico del paradigma keynesiano: riduzione dell’aliquota media con un taglio delle aliquote sugli scaglioni inferiori ed un aumento per i redditi più alti.
p.s.Reisman si è dilungato molto sulla questione sul mises.org
Controcorrente.
Grazie per il commento.
“Perché un taglio delle tasse sulla benzina dovrebbe far aumentare il prezzo del petrolio?”
Meno tasse sulla benzina => più consumo di benzina => più domanda di petrolio => prezzo maggiore del petrolio. Credo che il 20% del petrolio sia usato per le automobili, quindi se il consumo di benzina aumenta del 10%, la domanda di petrolio aumenta del 2%. Allo stato attuale (capacità produttiva all’estremo) l’effetto potrebbe non essere trascurabile, anche se non mi aspetto nulla di fenomenale.
“Non capisco perché un taglio delle imposte sui redditi inferiori debba avere un effetto negativo sulla crescita nel medio-lungo termine…semmai è il classico sostegno alla domanda aggregata keynesiano che avrebbe un effetto del genere. Insomma la tua non mi sembra una visione liberista.”
Se i consumi aumentano, diminuiscono gli investimenti. Se diminuiscono questi, si riduce l’accumulazione di capitale e la crescita. Keynes diceva il contrario, ma ritengo che la sua teoria, ammeso che sia valida, al massimo sia valida per pochi mesi. Per analizzare la crescita non si può essere keynesiani (ammesso che si possa essere keynesiani per altri scopi).
Sì, ho dimenticato di citare l’aumento della progressività fiscale. Non ho dati precisi ma credo sia irrilevante: i ricchi sono troppo pochi per influenzare sul gettito. Ma non sono sicuro.
Grazie per la risposta:)
In effetti la risposta alla prima domanda era abbastanza semplice, subito dopo aver inviato il commento mi è venuto in mente l’aumento della domanda:)
Saluti liberali
Libertyfirst, come fai a dire che “mccain vuole ridurre le spese combattendo le lobby”? Solo questa frase fa capire quanto la tua analisi sia di parte e completamente poco affidabile per chi si intende poco di economia e politica.
Leggete qui
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/elezioniusanews/visualizza_new.html_74471887.html
e qui
http://valentinainamerica.blogspot.com/2008/07/mccain-e-le-lobby.html
e qui
http://www.corriere.it/esteri/08_agosto_29/mccain_vice_sarah_palin_e7acd518-75c9-11dd-b314-00144f02aabc.shtml
Confronto all’americana?
Io ho detto che dice di volerle combattere, che non ci riuscirà non ho dubbi.
Infatti concludevo l’articolo scrivendo:
“Entrambi dicono di voler combattere lobby e corruzione. Il che è velleitario: finché il governo muoverà centinaia di miliardi, ci saranno gruppi di pressione che cercheranno di sfruttarlo a proprio vantaggio.”