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Giuliano Poletti: «Pensione anticipata per senza lavoro over 60»

Ottenuta l’approvazione definitiva del decreto lavoro, diventato legge, il ministro Giuliano Poletti è convinto che «le imprese non abbiano più alibi» e che non esistano più ragioni per evitare le assunzioni. Intervistato dal Messaggero, ha spiegato come bisognerà aspettare un paio di mesi per «avere i primi riscontri». Se i sindacati hanno contestato le nuove norme, denunciando il rischio di un aumento della precarietà, Poletti ha replicato sfidando la segretaria della Cgil Susanna Camusso: «Si ricrederà». Il motivo? Per il ministro strumenti come il contratto a termine senza causale (con la durata salita da 12 a 36 mesi, prorogabile per un massimo di 5 volte, ndr) e la «semplificazione» dell’apprendistato permetteranno alle imprese di «liberarsi dalle preoccupazioni della congiuntura».  Non senza rilanciare: l’esecutivo sta adesso riflettendo su un «ponte» che permetta ai disoccupati di over 60 di incassare l’assegno pensionistico «un anno o 18 mesi prima». Non un “prestito“, come aveva immaginato il predecessore Enrico Giovannini, ma una maggiore flessibilità. Anche se non si conoscono ancora né la data del progetto, né chi dovrà farsi carico degli oneri.

Camera dei Deputati. Comunicazioni in aula del Presidente del Consiglio

GIULIANO POLETTI E LA FIDUCIA SUL DECRETO LAVORO – Nonostante l’ottimismo di Poletti, dopo l’ultimo “sì” al suo decreto e l’intesa raggiunta sulla vertenza Electrolux, il Pil italiano è tornato ad arretrare: -0.1% nel primo trimestre 2014. Con l’Italia unica tra i paesi più importanti dell’Unione con segno negativo. Se Matteo Renzi ha escluso il rischio di una manovra correttiva ai microfoni di Radio 24, Poletti ha spiegato come «la consapevolezza della fragilità della ripresa spinga il governo a lavorare per rafforzare gli elementi in grado di portare il nostro Paese fuori dalla crisi». Secondo il ministro, diverse misure decise dall’esecutivo, come gli sgravi fiscali Irpef – con i noti 80 euro in più in busta paga, ndr –  , la riduzione dell’Irap sulle imprese, l’accelerazione del pagamento dei debiti della pubblica amministrazione, rispondono a questa necessità. Nonostante gli scontri avuti con i sindacati – con i fischi incassati a Rimini durante l’ultimo congresso nazionale della Cgil – , Poletti ha ribadito l’autonomia decisionale del governo:

«Esecutivo troppo duro con le parti sociali? Sulla vicenda Elecrolux è giusto riconoscere che i sindacati abbiano avuto un comportamento costruttivo e positivo. Come quello dell’azienda e del governo. Ma se parliamo di azioni di politica economica, il governo ha già spiegato come si comporterà: elaboriamo una proposta, ascoltiamo le posizioni delle parti sociali che vengono tenute in considerazione, ma alla fine è il governo che assume le decisioni e se ne prende le responsabilità di fronte ai cittadini».

DISOCCUPAZIONE E GIOVANI –  Sul programma Garanzia Giovani per l’inserimento lavorativo, ha ricordato come siano già state 40mila le iscrizioni ai portali. «Sicuro che dopo i 4 mesi dall’iscrizione arriverà una proposta di lavoro o formativa? È un impegno che abbiamo anche con l’Europa. Saranno diverse le tipologie che proporremo: un contratto di lavoro, di apprendistato, almeno sei mesi di stage, un’attività di formazione, servizio civile», ha aggiunto. Per Poletti, saranno «un’opportunità per avere una piccola retribuzione e fare esperienza». C’è infine il nodo degli over50 espulsi dal mercato del lavoro: il ministro ha ricordato come «sia in campo una norma che prevede aiuti alle imprese che li assumono, sotto forma di riduzione degli oneri».