Niente porno col seno piccolo e altri divieti assurdi

Undici leggi che esistono davvero: in Italia anche un seguito gruppo su Facebook le divulga In Australia le pornostar non...

Undici leggi che esistono davvero: in Italia anche un seguito gruppo su Facebook le divulga

In Australia le pornostar non possono avere misure piccole di seno, e fra i tanti video porno disponibili quelli che presentano modelle un po’ piatte sono vietati sia da girare sia da guardare, perché “incoraggiano la pedofilia”. Tutto vero: la legge è diventata operativa dopo essere stata proposta dal senatore Barnaby Joyce. Ora la censura australiana, invece di assegnare il rating X, normale per i porno, rifiuta la classificazione di questi contenuti che così non possono essere diffusi.

I DIVIETI ASSURDI IN CINA  - E’ solo uno dei divieti più assurdi al mondo che Oddee, blog che raduna stranezze, stramberie, cose incredibili del mondo oggi riassume. Ad esempio, in Cina, nonostante esse siano perlopiù assemblate proprio nel gigante asiatico, le consolle per videogames sono vietate. “Non si può giocare invece di lavorare”, dice il governo; non solo, è anche vietata la visione di Avatar, il film di James Cameron, se proiettato in due dimensioni, il che è risultato essere un divieto generalizzato neanche troppo celato: sono pochissimi i cinema 3D in Cina, e così nessuno vede il film. Terzo divieto che arriva dal paese asiatico è quello della “reincarnazione senza previa autorizzazione dello Stato”, il che è impossibile da attuare ovviamente, ma è un modo per inibire e punire l’attività dei monaci tibetani del Dalai Lama. Quarto, e abbiamo fatto poker, in Cina sono vietati i gelsomini: da poco, visto che in Tunisia è successo ciò che è successo e dunque il gelsomino richiama troppo la storia di un popolo che si è liberato dalla tirannide: casomai a qualcuno dovessero venire strane idee.

VIDEOGAMES – Analogamente in Grecia, dove per un periodo sono stati vietati tutti i videogames, ma proprio tutti. Era un errore, ovviamente.

Il governo greco ha vietato i giochi su computer e console come l’Xbox e la Playstation in luoghi come gli internet cafes. La legge è entrata in vigore all’inizio di agosto scorso come parte di una politica pensata per fermare le scommesse illegali nel paese. La legge è stata poi criticata per non stabilire alcuna distinzione fra le scommesse illegali e i giochi di computer. “Teoricamente la polizia può arrestarti se usi il tuo computer per giocare o se il vostro datore di lavoro vi becca a giocare a scacchi o a backgammon su Yahoo”, dice il sindacato degli Internet Cafè.

La legge è stata poi dichiarata incostituzionale. E che dire della Russia, che nel combattere un’ondata di suicidi fra gli adolescenti ha vietato lo stile Emo? “E’ un rischio per la sicurezza nazionale”.

TUTTI GLI ALTRI – Non si possono non menzionare i divieti vigenti nei paesi di cultura e religione islamica: in Iran sono vietati i “tagli di capelli” di quei depravati degli occidentali; in Arabia Saudita è proibito festeggiare San Valentino perché contrario ai dettami religiosi. In Danimarca è vietato vendere cibo integrato da nutrienti elementari, come vitamine; e sempre nel paese scandinavo, i nomi che si possono dare ai bambini sono 9mila, quelli approvati dal governo, e non altri. Sono molti, dunque, i divieti assurdi: in Italia 150mila utenti Facebook da tempo seguono un gruppo che posta ad intervalli regolari proprio le notizie sui divieti assurdi in tutte le parti del mondo. Si chiama “Leggi assurde nel mondo” e ce n’è davvero per tutti i gusti.

In Texas, USA un criminale è tenuto ad avvisare 24 ore prima (oralmente o per iscritto) la vittima designata del suo crimine, spiegando in modo chiaro la natura del crimine che sta per essere commesso.
A Cottage Grove, Minnesota, USA ai residenti con numero civico pari è vietato innaffiare il giardino nei giorni dispari, e ai residenti con numero civico dispari è vietato innaffiare il giardino nei giorni pari. Però tutti possono innaffiare il giardino il 31 di ogni mese.
In Birmania il possesso di un modem o di qualsiasi strumento per collegarsi alla rete è punibile con 15 anni di prigione.