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Che cos’è Boko Haram e perché sta terrorizzando la Nigeria

Il caso delle 276 studentesse nigeriane rapite per essere vendute come mogli-schiave ha acceso i riflettori del mondo su Boko Haram, l’organizzazione terroristica di matrice jihadista responsabile dei rapimenti e di numerosi stragi, compreso il massacro di 300 civili di un villaggio al confine con il Camerun. Ed è Karl Vick sul Time a tracciare il profilo di questa organizzazione clandestina, attiva da oltre un decennio sopratutto nel nord-est della Nigeria.

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COS’È BOKO HARAM – Boko Haram, che nella lingua hausa diffusa nella Nigeria settentrionale significa «L’educazione occidentale è peccaminosa», è un’organizzazione nata intorno al 2002 nel nord del paese, una regione sahariana estremamente povera, a maggioranza musulmana, i cui abitanti lamentano di sentirsi sotto-rappresentati davanti alle istituzioni e alla vita culturale ed economica del paese, che si concentra sopratutto sulle aree costiere. Nei primi anni del Duemila Mohammed Yusuf ha fondato una scuola e una moschea, con l’obiettivo dichiarato di fornire un’educazione alternativa a quella offerta dal governo, dichiarando fin dal nome – «Persone impegnate per la propagazione degli insegnamenti del Profeta e della guerra santa» – la propria ispirazione ai principi jihadisti e della Sharia. Con il passare del tempo, il gruppo è diventato militante, cominciando a condurre attacchi non solo contro la polizia, ma anche contro i cristiani e chiunque si mostrasse critico nei confronti del movimento.

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BOKO HARAM HA LEGAMI CON AL-QAEDA? – Nel 2009 la battaglia del governo nigeriano contro Boko Haram culmina con la cattura del leader del gruppo Yusuf, che viene interrogato e ucciso in circostanze mai del tutto chiarite appena due giorni dopo il suo arresto. Ad assumere la guida dell’organizzazione è Abubakar Shekau, che recluta nuovi militanti e avvia una vera e propria campagna del terrore. Negli ultimi cinque anni si stima che Boko Haram abbia già ucciso più di 1.500 persone, compiendo blitz armati nei villaggi, ma è stato solo con il rapimento delle studentesse che tutto il mondo ha preso improvvisamente coscienza di quanto stia accadendo in Nigeria. Le autorità nazionali e internazionali ha ragione di credere che Boko Haram abbia legami con al-Qaeda: l’anno scorso gli Stati Uniti hanno inserito il nome del gruppo nella lista delle organizzazioni terroristiche, anche se nella babele di gruppi insurrezionalisti africani, Boko Haram avrebbe meno elementi in comune con al-Qaeda di quanti non ne abbia il gruppo qaedista somalo di al-Shabab o l’Esercito di Resistenza del Signore di Joseph Kony, che pure si professa cristiano.  «La brutalità del gruppo è un mix di quella dei ribelli africani e di quella di al-Qaeda così come era stata inizialmente concepita»  – ha commentato Sarah Margon, direttrice di Human Rights Watch. Secondo gli esperti, Boko Haram nasce da un problema di cattivo governo e, come spiega Rinaldo Depagne, che lavora per un’organizzazione di ricerca a Bruxelles – «inviare più militari sul campo non risolverà il problema». L’organizzazione, infatti, sarebbe cresciuta sulla spinta dell’insofferenza di una popolazione dimenticata, stremata dalla povertà, dalla progressiva desertificazione dell’area in cui vive, e dal pugno duro del governo nigeriano.

 

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ABUBAKAR SHEKAU, IL «VOLTO DEL TERRORE» – E mentre la comunità internazionale si mobilita per la liberazione delle ragazze rapite e gli Stati Uniti rimarcano la necessità di «annientare Boko Haram», il mondo ha fatto la conoscenza di Abubakar Shekau, il leader del gruppo apparso in un video in cui dichiara di aver rapito le studentesse per venderle, su mandato di Allah. «Il viso del terrore», titola Paris Match, che racconta l’ascesa al potere di Shekau dopo l’uccisione di Yusuf. Considerato ancora più violento del suo predecessore, Shekau sarebbe riuscito in pochi anni a trasformare il gruppo in una milizia armata, che ha già ucciso più di 3.000 persone, di cui la metà erano nigeriani.

«È il più folle leader che Boko Haram abbia mai avuto – ha detto al Guardian un ex responsabile della sicurezza del gruppo – Crede davvero di poter uccidere tutti quelli che non sono d’accordo con lui».

(Photocredit e videocredit: CNN)