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Piercamillo Falasca, il liberal pro Europa insultato dai “no euro”

Nell’Italia dei toni accesi, di una campagna elettorale combattuta a colpi di «vaffa…» e di giornali che enfatizzano le affermazioni più strampalate dei politici, può succedere che qualche elettore un po’ stupido, un po’ mitomane e un po’ rabbioso, decida di mandare lettere con tracce di escrementi ad opinionisti e studiosi che intervengono nel dibattito pubblico. È esattamente quanto successo circa tre settimane fa al consigliere regionale dell’Emilia Romagna Giovanni Favia e quanto accaduto più di recente a Piercamillo Falasca, giornalista economico liberale e direttore di stradeonline.it, lo scorso anno candidato alle elezioni politiche nelle liste montiane di Scelta Civica. Falasca ha ricevuto il messaggio offensivo all’indirizzo della sede legale del suo sito due notti fa, poche settimane dopo la partecipazione alla trasmissione di La7 La Gabbia, e ha poi deciso di denunciare quanto capitatogli sulla propria bacheca Facebook:  «Io non voglio comunque personalizzare troppo quanto accaduto», ci dice al telefono parlando della lettera e delle parole offensive ricevute a ripetizione sui social network da lui e da alcuni altri protagonisti  del dibattito pubblico. «È un fatto generale. Non sono l’unico che riceve questo tipo di cose o degli insulti», spiega. Poi sdrammatizza con una battuta: «Non è il caso di sopravvalutare l’accaduto. Il mittente? «Si sarà fatto un selfie. E poi la merda porta fortuna!».

 

piercamillo falasca lettera escrementi 2

 

Dott. Falasca, quando ha ricevuto la lettera? L’ho aperta due notti fa. Credo di averla ricevuta qualche giorno prima ma… sono fuori  Roma.

C’erano messaggi scritti oltre alle tracce di escrementi? È una classica lettera anonima con l’indirizzo della società Strade riportato a penna e come adesivo a chiusura della lettera c’era un indirizzo IGP arance rosse di Sicilia. Si capisce il collegamento sarcastico… hanno mandato escrementi definendoli di indicazione geografica protetta. In maniera molto scherzosa credo che chi mi ha mandato questa lettera abbia voluto mostrarmi un proprio selfie, la proprio fotografia…

Come mai ha deciso di pubblicare la foto della lettera e di raccontare quindi questo episodio?
Credo di aver ricevuto questa lettera a seguito della mia attività pubblicistica, degli articolo che scrivo, degli eventi pubblici a cui partecipo, delle trasmissioni tv alle quali vengo invitato, e durante i quali  esprimo la mia opinione intervenendo nel dibattito politico economico italiano, riguardo all’azione del governo, rispetto alla partecipazione dell’Italia al processo di integrazione europeo, rispetto all’euro, più in generale rispetto alla crisi economica, rispetto al quadro politico… io ho le mie posizioni, spesso sono posizioni antipatiche. Sono molto duro rispetto ad ogni forma di populismo, di demagogia.. cose che, proporzionalmente, sono oggi molto forti nel nostro paese… e questo chiaramente attira delle antipatie. Le ricevo costantemente ma non sono l’unico, accade anche ad altre persone che hanno posizioni simili alle mie. Ho deciso di pubblicare la lettera perché queste espressioni di violenza intellettuale sono frutto di un clima pubblico che si è deteriorato completamente. Si pensa che chi non è d’accordo con certe tesi è pagato da qualcuno, dalle banche, dalle multinazionali, o non si sa da chi, quando non si ha la capacità di portare avanti con la razionalità e linearità le proprie idee si scade in queste forme di attacco. Adesso mi rendo conto che ad esempio sui social network il dibattito politico è un dibattito incattivito, l’intuito prevale sul dialogo costantemente. Ogni qual volta mi capita di partecipare a trasmissioni televisive in cui provo ad esprimere la mia opinione vengo (ma non solo io) sommerso di insulti, accuse dietrologiche, complottistiche. Penso che questa cosa debba essere chiara a più persone possibili. O in Italia ritroviamo un clima politico di dibattito, anche sulla rete, civile, pacifico, democratico, oppure andremo con questa nuova modalità digitale verso situazioni che abbiamo vissuto nel secolo scorso…

Si riferisce al fascismo? Mi riferisco al fascismo, ma anche al clima d’odio degli anni ’70.

 

piercamillo falasca la gabbia

 

Su Facebook lei ha detto di avere qualche sospetto sul mittente. Su chi? Questo non lo dico perché sono garantista. Ma sarà un mitomane, sicuramente. Uno di quelli che dietro la tastiera, coperto dall’anonimato mostra i muscoli ma che davanti al loro interlocutore non avrebbero la capacità di supportare le loro tesi strampalate con numeri, dati.

Nulla a che fare con i movimenti politici con i quali lei è molto duro? Credo si tratta di mitomani singoli che chiaramente si lasciano ispirare da cattivi maestri nelle loro tesi di odio. Ma nessuno in particolare…

Sempre su Facebook hanno citato anche la trasmissione La Gabbia nei commenti alla lettera. Lei ritiene che il sistema dell’informazione abbia avuto una responsabilità in questo clima d’odio? Questo non lo so. Non so se è nato prima l’uovo o la gallina. Non so se i mezzi d’informazione raccontano una realtà o l’alimentano. A volte le cose sono circolari. Io non me la prendo affatto con i mezzi d’informazione. Me la prendo con le persone, i singoli, con chi dovrebbe avere la responsabilità di far ritrovare al dibattito pubblico e politico italiano un principio di verità, di lealtà, di ragionevolezza, e non lo fa. La colpa non è dei mezzi di informazione, ma dei responsabili della vita politica italiana.

Lei aveva ricevuto altre lettere offensive prima? No, ho ricevuto come tutti quelli che la pensano come me costantemente insulti sui social network. Sono stato accusato ad esempio di aver partecipato alla riforma delle pensioni Fornero e così di aver rovinato milioni di lavoratori italiani. Ma io non personalizzerei la cosa. Penso che sia (quello odierno, nda) lo stesso atteggiamento che ha assunto la folla di Milano nell’assalto ai forni raccontato dal Manzoni. Se qualcuno a quella folla prova a raccontare qualche elemento di verità la folla reagisce più duramente. Noi stiamo vivendo una situazione in cui in Italia c’è questa folla molto grande e i cattivi maestri che l’alimentano. Secondo me bisognerebbe davvero fare una sfida netta e chiara contro questi cattivi maestri. Da lì parte il problema e da lì probabilmente troveremo una soluzione e torneremo ad essere un paese occidentale democratico degno di questo nome.

Denunciando la lettera ricevuta non si corre il rischio di ottenere l’effetto contrario, di invogliare cioè altre persone a compiere gli stessi stupidi gesti, o anche di diventare una sorta di bersaglio per altri mitomani, come li definisce lei? Quando una partecipa alla vita pubblica mette in conto di poter essere esposto. Io preferisco raccontare le cose che accadono perché sono sicuro che sono sempre di più quelli che convinciamo della bontà delle nostre posizioni rispetto agli altri.

Al prossimo intervento in tv cambierà qualcosa? La lettera influenzerà il suo modo di esporsi in pubblico? No, assolutamente no. Comunque, ripeto. Non è il caso di sopravvalutare o drammatizzare. La merda poi porta fortuna!

(Fonte foto: Facebook / canale YouTube La Gabbia)