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Quella volta che Arcidiacono festeggiò un gol con la maglietta pro-Speziale

Una continua sfida allo Stato e alle istituzioni, oltre che un affronto alla memoria dell’ispettore capo della polizia Filippo Raciti. Non soltanto la maglietta con la scritta «Speziale libero», mostrata in mondovisione da Genny ‘a carogna, durante la finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina. Così come la minaccia della curva partenopea –  a quanto pare ora esclusa – di far indossare la stessa maglia offensiva allo stadio San Paolo da tutti i supporter azzurri, schierandosi dalla parte del ragazzo condannato in via definitiva a otto anni per l’omicidio del poliziotto Filippo Raciti nel 2007. C’è un altro precedente ad aver fatto discutere nel passato. Costato un Daspo di tre anni al calciatore del Nuovo Cosenza calcio (allora in serie D), Pietro Arcidiacono. Nel novembre del 2012 l’attaccante, originario dello stesso quartiere catanese dove viveva Speziale, festeggiò una rete  esibendo un’offensiva maglietta con la scritta «Speziale innocente». Con l’intenzione di mostrare la sua “solidarietà” con l’ultras del Catania condannato per la morte dell’ispettore capo di polizia Filippo Raciti, in occasione dei disordini del derby con il Palermo.

Speziale
La maglietta indossata da Pietro Arcidiacono pro-Speziale nel 2012

LA MAGLIA «SPEZIALE LIBERO» E  IL PRECEDENTE DI PIETRO ARCIDIACONO – Anche l’iniziativa controversa che fu messa in atto dal giocatore del Nuovo Cosenza fu condannata dall’opinione pubblica: una ferita riaperta per la vedova del poliziotto, Marisa Grasso. Non mancarono i provvedimenti: il Questore di Catanzaro Guido Marino impose tre anni di lontananza dagli stadi per l’attaccante Pietro Arcidiacono, di 24 anni. Come ricordò la Stampa, alla fine arrivarono le scuse del giocatore: «Chiedo scusa alla famiglia Raciti e alla Polizia, non volevo andare contro di loro. Ho fatto una c…», ammise Arcidiacono.


Videocredit: Pippo Gatto

«La mia intenzione era quella di stare accanto alla sua famiglia perché conosco questo ragazzo che è del mio quartiere», spiegò Arcidiacono, facendo riferimento al ragazzo condannato in via definitiva per l’omicidio del poliziotto Filippo Raciti. Il giocatore si disse «dispiaciuto» di quanto accaduto. Fu punito con i tre anni di Daspo.

PARTITA SOSPESA IN CASO DI INIZIATIVE OFFENSIVE – Intanto, la Questura ha avvertito i tifosi della curva partenopea, dopo che era emersa l’intenzione degli ultras di far indossare questa sera al San Paolo la stessa maglia offensiva e pro-Speziale mostrata sabato scorso da Genny ‘a carogna. Le autorità sono state chiare: iniziative offensive non saranno tollerate. Con l’ipotesi di sospendere la partita. Ma non solo: la Questura ha chiarito che sarà negato il fischio d’inizio – oppure sarà sospesa la partita – anche nell’eventualità che vengano esposti nello stadio, striscioni, stendardi, emblemi o altro materiale stampato che incitano alla violenza.