Esteri

Il nuovo eroe della Russia contemporanea

14 gennaio 2009

Sequestrato l’archivio documentale di una ong sulle vittime dello stalinismo. Con l’appoggio del governo di Putin, il mito di Iosif Stalin sembra riprendere vigore.

Lo scorso dicembre a San Pietroburgo la polizia russa irrompeva nella sede di una organizzazione non governativa dedicata alla raccolta documentale sulle vittime dello stalinismo, la “Memorial – International Historical-Enlightement Human Rights and Humanitarian Society”. Secondo l’accusa della presidente dell’organizzazione – Irina Flige – i poliziotti, con mandati di perquisizione poco chiari, hanno portato via con la minaccia delle armi, gli archivi documentali che hanno permesso a diverse università di approfondire i venticinque anni di potere del dittatore russo. A un mese di distanza, però, la situazione piuttosto che chiarirsi, si fa più complessa.

ADA’ TORNA’ BAFFONE - Il muro del silenzio su una vicenda i cui contorni continuano ad essere sfumati, si è rotto di nuovo in questi giorni, questa volta grazie all’Italia. Sono ventinove gli accademici italiani che si accodano – assieme alla casa editrice Odradek e l’archivio Marco Pezzi – alle denunce partite da decine di paesi nei confronti dello Stato russo. Contro un’operazione non solo discutibile, ma che non sembra vedere all’orizzonte una conclusione. La domanda che ci deve porre innanzitutto, per poter cercare di capire poi quel che sta succedendo anche da un punto di vista diplomatico, è perché il governo Medvedev-Putin abbia interesse a bloccare le attività e sequestrare gli archivi su Stalin. Iosif Vissarionovič Džugašvili, detto Stalin, è diventato una nuova celebrità. E’ lontano il 1956, quando Nikita Chruščёv, succedutogli a capo dell’Unione Sovietica e del Partito Comunista, ne denunciò gli orrori. Oggi in Russia il vecchio dittatore gode di una nuova popolarità: secondo un recente sondaggio condotto dalla televisione di Stato russa, Stalin sarebbe stato votato da più di cinquecentomila spettatori, diventando il quarto personaggio più rappresentativo di tutta la storia russa (per la cronaca, ha vinto Aleksandr Nevskij, eroe medievale che difese la terra dagli svedesi e dai tedeschi nella metà del 200). Questa ondata di celebrità è sponsorizzata direttamente dal governo a detta di numerosi studiosi e della stessa ong Memorial, che sta pagando le sue denunce e la sua attività di raccolta di informazioni. “La linea ufficiale è che Stalin e il regime sovietico sono riusciti a fare dell’Unione Sovietica un grande paese” – ha spiegato senza mezzi termini Irina Flige“e se il terrore e i metodi di Stalin sono giustificati, allora il governo di oggi può sentirsi libero di fare ciò che vuole per raggiungere i suoi obiettivi”.

DAVIDE CONTRO GOLIA – Memorial ha classificato circa 100.000 testimonianze sugli orrori dell’era staliniana. Numerosi terabyte (migliaia di gigabyte) di materiale cartaceo e audio visivo, dalle fotografie a immagini video clandestine sulle fosse comuni, fino ad alcuni documenti redatti dall’apparato statale. Materiale scottante, tra le poche prove storiche ufficiali in grado di confutare ciò che invece si sta dispiegando in tutto il suo devastante potere propagandistico. Putin ha già finanziato un documentario sulle reti pubbliche che mostra Stalin come eroe moderno della Russia e un grande statista che ha cambiato le sorti della seconda guerra mondiale, ed è appena giunto sui banchi di scuola un nuovo libro di storia che glissa sulle morti delle purghe staliniane.

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