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La favola del diesel pulito

Un nuovo test svela come le macchine con motori a diesel siano molto più inquinanti di quanto sua consentito dagli standard europei. L’adeguamento ai parametri di emissioni fissati dall’Euro VI è completamente mancato, così da rendere probabile lo stesso declino dei diesel, visto che l’unica tecnica che ne riduce l’inquinamento è troppo costosa per autovetture di piccole e medie dimensioni.

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L’INQUINAMENTO DEI DIESEL – Il quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung anticipa i risultati di uno studio della società di consulenza ambientale e scientifica TNO, commissionato dal governo olandese, che svela come i motori a diesel siano molto più inquinanti rispetto ai dati ufficiali. Sz rimarca come le più grande case automobilistiche tedesche, come BMW, Audi o Daimler, la società che produce le Mercedes, pubblicizzino nuovi modelli di diesel pulito, una tesi che però si scontra con la realtà. Secondo gli standard fissati dal regolamento europeo Euro VI queste vetture dovrebbero emettere solo 80 milligrammi di ossidi di azoto a chilometro. Lo studio di TNO ha però prodotto risultati molto negativi, visto che molte delle nuove macchine a motore diesel producono emissioni di ossidi di azoto per quantità comprese tra i 500 e gli 800 milligrammi a chilometro. La soglia massima verrebbe così superata di sette o anche dieci volte per alcuni modelli, che dimostrano di conseguenza, secondo il test TNO, di non esser molto diversi dalle più antiquate vetture che utilizzano la combustione interna del gasolio.

IL TEST DEL DIESEL – Il quotidiano tedesco rimarca come il test di TNO sia più credibile rispetto a quelli realizzati per valutare il rispetto delle normative europee. Il test UE, concepito negli anni ottanta, prevede di far viaggiare una macchina su dei rulli ad una velocità di percorrenza piuttosto bassa, 33 chilometri orari in media, per circa venti minuti. Secondo Süddeutsche Zeitung le case automobilistiche si sono specializzate nel creare motori che inquinano molto poco a queste condizioni, ma che quando le condizioni di circolazione diventano normali producono una quantità di emissioni di ossidi di azoto non così diversa rispetto al passato. Un dato confermato anche da altri test, realizzati in Norvegia così come in Germania. L’ADAC, l’Aci tedesca, aveva rilevato alcuni anni fa che i diesel Euro 6 producevano emissioni di diossidi di azoto da più di mille milligrammi a chilometro. Particolarmente negativa risulterebbe la prestazione dei motori a diesel quando viene spinto a velocità sostenute, come capita normalmente quando le vetture percorrono le autostrade. I valori delle emissioni superano in media di quattro volte gli standard fissati dall’UE secondo questi test riferiti da Süddeutsche Zeitung.

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IL DIESEL E L’UE – Un aggiornamento dell’irrealistico metodo di rilevazione delle emissioni dei gas di scarico delle macchine è previsto per l’autunno del 2017. Da quella data in poi entrerà in vigore il regolamento Real Driving Emissions, che costringerà le macchine automobilistiche a progettare motori capaci davvero di ridurre l’inquinamento prodotto dalla combustione interna del gasolio. Secondo Sz questo obiettivo non sarà facile da raggiungere, visto che il limite fisico alla riduzione delle emissioni per il diesel è già stato raggiunto. Solo tramite l’utilizzo dell’additivo AdBlue permette una significativa diminuzione della produzione di ossidi di azoto. Questa tecnologia è però molto costosa, e secondo diversi esperti non conveniente da utilizzare su macchine di piccole o medie dimensioni. In questi anni di rincaro dei prezzi della benzina la diffusione del diesel è aumentata in modo rilevante, ma alla luce dei nuovi standard fissati dall’Unione europea, la difficoltà nella riduzione dell’inquinamento prodotto dalla combustione interna determinerà una flessione, anche drastica, di questo tipo di vetture.