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La denuncia dell’Aifa sui casi simil-Stamina

Non solo Stamina. Il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Luca Pani, ha denunciato come «ci siano almeno altri tre casi simili in questo momento in Italia», alcuni definiti «gravissimi». Vicende sulle quali stanno indagando sia l’Aifa che i Nas, come ha precisato Pani, durante un’audizione in commissione Sanità del Consiglio regionale della Lombardia. «Due ispezioni sono state fatte e una la faremo nei prossimi giorni», ha spiegato il direttore.

Stamina casi simili 2
La prima pagine de “Il Mattino”

 

Sui nomi c’è ancora stretto riserbo, anche se, secondo quanto riportato dal Mattino, uno dei centri sotto accusa sarebbe la clinica “Villa Floria”, di Mignano Montelungo, in provincia di Caserta. Gli altri due si trovano in Emilia Romagna e Toscana. Come ha precisato il quotidiano campano, nei centri sotto osservazione verrebbe somministrato ai pazienti – malati di Parkinson, Sla e cancro – una sorta di «frullato miracoloso», come «terapia alternativa» a quelle ufficiali. In alcuni casi, le presunte “cure” sarebbero rimborsate dal Servizio sanitario nazionale.

STAMINA E I TRE CASI SIMILI –  Durante l’audizione Pani ha avvertito come sia necessario, per il futuro, allontanare possibili deregolamentazioni del settore: «Dobbiamo chiederci perché c’è stato un caso Stamina e perché succederà ancora. Le staminali potenzialmente sono un vantaggio per la medicina, ma solo se regolamentate adeguatamente», ha chiarito. Se il Mattino ha citato la clinica di Mignano Montelungo tra quelle sotto accusa, il il proprietario del centro, il medico e docente universitario Giovanni De Luca, ha allontanato le ombre sul suo conto, spiegando la sua totale estraneità al caso Stamina. Sul Mattino si ricorda come per gli investigatori sia considerato come una sorta di «santone», ma De Luca ha negato tutto:

«Non ho nessuna paura dei controlli. A gennaio scorso ne abbiamo avuto uno ed è risultato tutto in regola», dice De Luca. Presso la clinica casertana si praticano cure innovative, come quelle del Prp-Fct, autorizzate anche in una convenzione con l’ospedale San Sebastiano di Caserta. S’indaga dietro gli acronimi: il Prp è una terapia autologa rigenerativa, parte liquida di sangue arricchita di piastrine e molecole bioattive oltre che Fct, cioè fattori di crescita, capaci di attivare cellule staminali presenti nell’organismo. «Ma le pare che io, ex funzionario di polizia – dice il professor Giovanni De Luca – passato con successo alla medicina, mettevo in atto un meccanismo curativo non scientificamente riconosciuto?». Parla così De Luca, che tiene anche a precisare una quota di attività della clinica destinata alla beneficenza. «Noi siamo di ispirazione francescana, il 30 per cento di malati li curiamo gratis »,aggiunge. Farà pure del bene, come lui sostiene,ma ancora non sono state chiarite le circostanze misteriose, e in terra casertana, di ben tre attentati. «Sì – ammette -, mi hanno sparato contro,sono salvo per miracolo», si legge sul quotidiano campano. 

De Luca ha spiegato di essere agli antipodi rispetto al metodo ideato da Davide Vannoni, , di non voler essere confuso né accostato con Stamina. «Pratichiamo soltanto terapie regolarmente autorizzate e diffuse in numerosissimi ospedali, con fattori di crescita. Si tratta della “pappa piastrinica”, per stimolare nel paziente lo sviluppo di cellule staminali proprie, in modo da accelerare i processi di guarigione», si è difeso il direttore del centro. Secondo le indagini dei carabinieri, ricordate dal Mattino, è emerso come Antonio Minerva, primario del centro trasfusionale dell’ospedale di Caserta – con cui la clinica di Mignano Montelungo ha un rapporto di collaborazione, ndr – abbia inviato una lettera a De Luca, nella quale si spiegava come fossero «pervenute segnalazioni extra-regionali riguardo all’applicazione del gel piastrinico in patologie neoplastiche, in assenza di evidenze cliniche specifiche». In pratica, ai pazienti sono state somministrate terapie alternative per la cura di tumori. Fuori dai protocolli approvati e in convenzione (che non prevedevano il trattamento per malattie neoplastiche, ndr), ha ricordato il Mattino. Cure forse rimborsate dal Ssn.

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GIAPPONE E UCRAINA – L’Aifa non sta tenendo sotto osservazione soltanto gli altri possibili casi Stamina italiani. Il mercato delle “staminali” “miracolose” porta fino al Giappone e all’Ucraina, così come ha denunciato all’Ansa la senatrice a vita Elena Cattaneo. La ricercatrice ha denunciato il caso di cellule staminali giapponesi, senza alcuna verifica, offerte a pagamento da alcuni medici per la cura di varie patologie. «Abbiamo la percezione che ci siano situazioni totalmente fuori controllo e molto nascoste. Io stessa ho ricevute lettere da pazienti ai quali alcuni medici, in alcune strutture, avevano proposto per malattie gravi staminali giapponesi. Mi veniva riferito che ai pazienti era stato detto che arrivavano direttamente dal Giappone», ha spiegato. I medici però non sapevano nulla delle cellule, conoscendo invece bene costo e conseguenze. «Ho esortato in ogni caso a non procedere e ad informare chi di competenza. Io stessa non ho potuto fare altro che informare chi indaga in tali direzioni», ha aggiunto Cattaneo, denunciando l’effetto domino del caso Stamina. Soluzioni? «A nessuno deve essere consentito di agire con superficialità, medici, strutture sanitarie, informazione, istituzioni. Ci troviamo in un momento di massima allerta e quanto emerso sull’inganno Stamina dice quanti rischi si possono correre», ha concluso la senatrice.