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Il fiore che ci salverà dal cancro

Gli scienziati dell’Università di Bradford hanno scoperto le proprietà miracolose del “falso zafferano”

Dai fiori la speranza per cure anticancro più efficaci e con meno effetti collaterali. Partendo dal colchico autunnale, chiamato anche “falso zafferano” perché simile al croco sativo dal quale deriva la spezia gialla, ricercatori inglesi hanno messo a punto un candidato farmaco che “sulla carta” si annuncia letale contro tutte le forme tumorali.

IL PRINCIPIO ATTIVO – Gli scienziati hanno modificato il principio attivo del fiore, la colchicina già nota per le sue potenzialità farmacologiche, ma fortemente tossica, trasformandola in una “bomba intelligente” anticancro. Un ordigno programmato per esplodere solo all’interno del tumore, secondo il principio del cavallo di Troia: una volta penetrato nella massa malata, il farmaco si attiva e uccide il cancro affamandolo. Del nuovo composto, denominato con la sigla ICT2588, si è discusso al British Science Festival in corso a Bradford. Proprio all’università della città del West Yorkshire lavora il team di Laurence Patterson, che coordina gli studi sul farmaco sperimentale.

I TEST SUI TOPI – Finora i test sono stati condotti sui topi, ma gli autori sono ottimisti. In alcuni casi una singola iniezione è riuscita a distruggere completamente metà dei tumori contro cui è stata usata la molecola. Il tessuto sano viene risparmiato e secondo gli scienziati la sostanza potrebbe funzionare almeno contro tutti i tumori solidi, big killer inclusi (seno, polmone, prostata, intestino). I primi studi sull’uomo sono previsti fra minimo 18 mesi e “se tutto andrà bene – dice Patterson – speriamo di poter mettere a disposizione nuove terapie da somministrare in combinazione con i farmaci tradizionali”.

LA COLCHICINA ANTICANCRO – E’ noto da tempo che la colchicina nasconde una possibile attività anticancro, ma finora la sostanza estratta dal colchico è stata considerata troppo tossica per un impiego in terapia. Per aggirare l’ostacolo, gli scienziati britannici hanno attaccato alla molecola originaria una specie di “coda”, in modo da rendere la colchicina inattiva fino a quando non arriva al cuore del cancro. Una volta che la colchicina modificata si è introdotta nel tumore, un enzima presente soltanto nei tessuti cancerosi (MMP) provvede a tagliare la coda posticcia aggiunta in laboratorio.

NIENTE OSSIGENO AL TUMORE – E’ il cancro stesso, in altre parole, a “togliere la sicura” attivando la bomba che lo distruggerà. Entrata in azione, infatti, la colchicina smantella la rete di vasi sanguigni che nutre il cancro portandogli ossigeno e nutrienti. Il meccanismo “è entusiasmante”, commenta al Daily Mail Henry Scowcroft, della charity Cancer Research UK, che invita però alla prudenza: “Si tratta di un lavoro ancora agli inizi, la molecola non è ancora stata testata sui pazienti”. (Adnkronos)