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La grande trollata dei manifesti dei fascisti inglesi

Come succede spesso anche da noi, la comunicazione politica dell’estrema destra in gran Bretagna ha registrato un rumoroso fallimento alla presentazione dei manifesti dell’UKIP per le europee.

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GLI XENOFOBI E L’EVOCAZIONE DELLA MINACCIA – «26 milioni di europei sono in cerca di lavoro. E di chi sono lavori che cercano?», così, sobriamente, recita il posterone affisso per conto dell’UKIP, (mini-partito dell’estrema destra britannica) che fa il verso a quelli di leghisti e fascisti nostrani. Pessima idea, proprio nei giorni scorsi il primo ministro David Cameron era stato sepolto d’improperi per aver affermato che la Gran Bretagna è un paese cristiano, anche se i cristiani non sono la maggioranza dei britannici e la Gran Bretagna in generale è poco tollerante con razzisti e xenofobi.

ED È SUBITO MEME – Così in men che non si dica il manifesto, che ovviamente afferma una cretinata quando agita lo spauracchio di 26 milioni di disoccupati che bramano il lavoro dei britannici, è stato sovvertito e la social-sfera del Regno Unito si è riempita di rielaborazioni spassose ed è spuntato anche l’equivalente del nostro «generatore automatico di poster», in questo caso dell’Ukip, che comunque non è nuova a scatenare l’ilarità con la sua propaganda.

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RIDERE DEI RAZZISTI – Ecco allora il manifesto che attacca le agenzie pubblicitarie francesi che rubano il lavoro a quelle britanniche (la campagna è affidata a un’agenzia che fa base in Francia), poi c’èil messaggio: «26 milioni di europei sono in cerca d’amore. E di chi sono le donne che cercano?» e l’immancabile «Indovina di chi sono i bambini che gli immigrati dell’Unione vogliono mangiare». Poi c’è quello che evoca la minaccia rappresentata dai peni dei romeni, che sarebbero più lunghi e farebbero contente le mogli dei poveri britannici e altre facezie, molte delle quali potrebbero stare tranquillamente su un manifesto dell’Ukip,  da noi su uno di Lega Nord e Forza Nuova, per citare due formazioni che quando c’è da offendere gli immigrati non si tirano mai indietro.