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Le Isole Marshall fanno causa alle potenze nucleari

Le Isole Marshall, stato insulare del mezzo dell’Oceano Pacifico, ha fatto causa a nove potenze nucleari in tutto il mondo, accusandole di non aver rispettato gli impegni presi nell’ambito del programma internazionale di disarmo sottoscritto negli anni Settanta.

atollo di bikini test nucleari (2)
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LE ISOLE MARSHALL, BIKINI E I TEST NUCLEARI – Il caso è stato portato davanti alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia: come sottolinea il Guardian si tratta di un’azione legale senza precedenti, che coinvolge gli stati più potenti del pianeta. Tra il 1946 e il 1958 alcuni degli atolli che compongono le Marshall furono usati come base per una serie di test nucleari condotti dall’esercito statunitense: nelle acque di queste piccole isole del Pacifico furono eseguiti in tutto 67 test, tra questi figura anche il Castle Bravo -che vide la detonazione di un’ordigno termonucleare da 15 megatoni, che liberò un’energia pari a circa mille volte quella della bomba di Hiroshima. Il test Castle Bravo ebbe luogo nelle acque dell’atollo di Bikini il 1 marzo 1954 e, per poter eseguire i test, l’esercito statunitense dispose il trasferimento degli abitanti delle isole coinvolte su altre isole vicine, sostenendo che si sarebbe trattato di una soluzione temporanea: tuttavia, la maggior parte degli abitanti di Bikini non ha mai fatto ritorno sulle proprie isole, in molti si sono ammalati a causa della radioattività e i danni ambientali prodotti dai test sono stati enormi.

 

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LE NOVE POTENZE NUCLEARI CITATE DALLE ISOLE MARSHALL – Oggi, lo stato delle Isole Marshall ha fatto causa a cinque potenze nucleari «storiche»: Stati Uniti, Cina, Francia, Regno Unito e Russia, che ha ereditato l’arsenale sovietico, armamenti nucleari compresi. Insieme a questi paesi sono stati citati anche India, Pakistan e Corea del Nord, che hanno dichiarato il possesso della bomba atomica e Israele, sebbene il governo di quest’ultimo stato non abbia mai ufficialmente confermato di possedere un arsenale nucleare.

LE 17.000 TESTATE NUCLEARI CHE ANCORA CI SONO NEL MONDO – Quello che la causa intentata dalle Isole Marshall vuole ottenere è una spinta verso disarmo globale: nonostante le dimensioni degli arsenali nucleari delle grandi potenze mondiali si siano notevolmente ridotte con la fine della Guerra Fredda, al mondo ci sarebbero ancora 17.000 testate nucleari: di queste, 16.000 sarebbero in possesso di Stati Uniti e Russia e, potenzialmente, sono sufficienti a distruggere l’intero pianeta. «Questo ritardo nel portare a termine quanto stabilito dal Trattato di non proliferazione nucleare rappresenta una flagrante negazione della giustizia» – si legge nei documenti depositati presso la Corte dell’Aia. Entrato in vigore nel 1970, il Trattato prevede infatti il disarmo, la non proliferazione e l’uso pacifico dell’energia nucleare ma, secondo il governo marshallese, gli impegni presi sarebbero stati disattesi.

«L’IPOCRISIA DEL DISARMO» – Dal Regno Unito è arrivato il commento di Kate Hudson, segretario generale della Campagna per il Disarmo Nucleare, che ha dichiarato: «Gli stati dotati di armamenti nucleari continuano ipocritamente a dirsi impegnati in iniziative multilaterali per il disarmo, mentre in realtà stanno sperperando miliardi per modernizzare i propri arsenali. Oltre alla forte opposizione dell’opinione pubblica, ora il Regno Unito dovrà affrontare anche questa azione legale».

(Photocredit copertina: Getty Images)