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Shibari: cosa è, chi lo pratica, dove si fa

La tecnica di bondage giapponese spiegata dai suoi cultori

Ieri un velo si è squarciato e una parola prima sconosciuta ai più forse diventerà un termine di uso comune, un po’ come il Bunga Bunga, diventato sinonimo di esagerazione boccaccesca. Lo Shibari, la tecnica di legatura giapponese che ha portato alla morte una ragazza a Roma nell’attuazione di un gioco erotico, soffia con il suo suono esotico come un venticello  nelle orecchie di molti italiani, che si ritrovano, come sempre in queste situazioni, ad improvvisarsi Ct del bondage. Come racconta Paolo Berizzi su Repubblica la tecnica ha diversi nomi più casarecci:

«Altalena». «Ascensore ». «Strozzo». I meno edotti lo chiamano così. Definizioni più prosaiche per una pratica descritta come nobile, o ex nobile.

VIAGGIO TRA I CULTORI DELLO SHIBARI– Ma chi pratica quest’arte, e chi e dove la si insegna? Non è solo questione di tecnica ma di sentimenti racconta un bondager:

Chi sono i praticanti dello shibari (o kinbaku)? Chi lo insegna? Quando e dove attecchisce la tendenza della “legatura erotica” giapponese — in realtà si è trattato di un Breath Play, “giocare con il respiro”? DrFatso, che nella vita si chiama Angelo e che nel suo sito mette la faccia, è un bondager di Torino. Tiene corsi di bondage in cui insegna alle coppie come legare e legarsi. Mani. Polsi. Gambe. Gomiti. Caviglie. Posizioni. Sospensione distesa. Sospensione a testa in giù. E nodi di ogni tipo. Dice Dr- Fatso che il bondage «non è una questione di tecniche ma di sentimenti. Chi viene legato sa di appartenere a chi ama, e che è amato per quello».

IL GIRO DEI GARAGE – Per non essere disturbati i cultori dello Shibari hanno escogitato sistemi che gli permettano di poter agire in tranquillità e allo stesso tempo trovare ambienti adatti alle performance:

«Sì, c’è un “giro dei garage”. Chi sta nell’ambiente lo sa — racconta un ragazzo di 30 anni che vive a Roma nord e frequenta i forum bondage — . Per praticare questi giochi è preferibile, a volte necessario, un luogo dove ci siano dei tubi o delle travi di ferro o delle griglie dove si fissano le corde. Nei garage ce ne sono quasi sempre». «Meglio andare in quelli degli uffici — è la dritta di Bebo, 23 anni, Borgo Panigale, Bologna — che di notte non c’è il rischio che arrivi nessuno ». Ma come si arriva a questi livelli di perversione? «Chi ha legato le ragazze — ragiona DrFatso — ha fatto quello che viene definito Breath Play, giocare con il respiro. La cosa più stupida e pericolosa che si possa fare. Perché se si mette una corda intorno al collo, non è più un atto di piacere ma è un atto di violenza». Il nawashi in Giappone è l’artista della corda, colui che esegue la legatura. In questo caso, è un ingegnere meccanico con l’hobby del bondage. «In un esercizio sempre più estremo, non ha pensato che se una ragazza scivolava, impiccava l’altra. Né si è portato con sé qualcosa per tagliare la corda in caso di emergenza».

LA MODA DEL BONDAGE E IL WEB – Il bondage è diventato una tendenza? Di sicuro non bisogna improvvisarsi, ma se si vuole praticarla è necessario conoscere i rischi che si corrono e prevenirli mettendo in atto tutte le norme di sicurezza necessarie:

I colleghi di DrFatso si chiamano Andrea Ropes (“corde”, in inglese), Maestro BD, Stefano Bird of Pray (“uccello da preda”). Sono bondager professionisti. Ropes opera a Bologna. Gli altri due a Roma. Si esibiscono nei locali, allestiscono performance che mischiano arte e eros. «Negli ultimi anni è diventata una moda. E come tutte le mode ha un aspetto pericoloso: quello di chi pratica senza avere conoscenza e preparazione». Dr- Fatso mette in guardia. «Da me vengono clienti dai 18 ai 60 anni. In Italia sono migliaia. Dico a tutti: non prendete rischi inutili. Non giocatevi la vita».

E su internet ci sono forum e siti dove gli appassionati si ritrovano per scambiarsi opinioni e segreti:

Illuminante è il frutto dell’esplorazione in due territori virtuali: le sezioni “sesso” e “sessualità” dei siti dedicati a “giovani” e “studenti” — dove lo Shibari è rubricato nella famiglia del porno soft — e quelli specializzati in pratiche bondage. La galleria che si apre è sbalorditiva: esperienze, testimonianze, pareri, consigli per l’uso. Quasi che le corde, tra i pre e i tardo ventenni, fossero diventate un sublime rinforzo del rapporto sessuale: il capolinea proibito della “pomiciata”, dello “strusciarsi”. «Accorcio il respiro e allungo il piacere. Schiavo», scrive Rainbow84. «Giocare a soffocare: è come unire l’umano al divino».