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La Gabbia con Laura Castelli e Francesca Donato

LA GABBIA, I DEBITI SI PAGANO O NO? – La Gabbia propone due servizi. Il primo è dedicato agli imprenditori che aspettano il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione, con gente che ha rifiutato di aspettare il pagamento di 5.000 euro perché le cause costano meno. Il secondo invece si occupa di analizzare i test d’ingresso per le facoltà a numero chiuso con gli aspiranti architetti che provano nonostante non siano convinti di ciò che fanno. I genitori li accompagnano perché dicono che alla fine un laureato ha possibilità anche se fa il facchino. Poi si racconta la storia di un ventottenne che dopo la laurea triennale in Fisica ha aperto una falegnameria (triennale, ricordiamo). Poi ci sono i giudizi dei ragazzi che ritengono che un laureato ha un impegno maggiore di artigiano sia dal punto di vista sociale sia dal punto di vista lavorativo, illustrando in sostanza una conclusione, ovvero che c’è la percezione di una sorta di superiorità dello studio. Anche se nessuno è preparato al mondo del lavoro. In studio viene presentata Veronica Gentili, attrice e blogger del Fatto Quotidiano e spiega che è irreale pensare che la laurea rappresenta il discrimine tra tipi di lavori a disposizione.


Il tasso di disoccupazione poi è irreale mentre invece chi lavora è in difficoltà. Poi se la prende con Ncd nel suo modo di fare politica sul tema del decreto sul lavoro dicendo che hanno colto l’occasione per fare propaganda politica attraverso una boutade. Oliviero Beha invece si sente d’accordo con Mughini che ha parlato di un deficit culturale incredibile, con gli italiani che non sanno cosa sono e cosa vogliono. E parlando della mancanza di nesso tra aspettative degli studenti e laurea, Mughini dice che già in Legge, in Scienze Politiche, in Comunicazione o in Lettere classiche non vai da nessuna parte. Ed anche lui con la sua laurea ci ha pulito le scarpe ma all’epoca la ricchezza copriva le magagne. Il ragazzo che ha scelto di diventare artigiano è stato un genio e qui si torna alla Gentili che mischia parole ricercate e concetti semplici per dire sostanzialmente che bisogna dare la possibilità agli studenti di scegliere se andare avanti con lo studio o con il lavoro manuale, denunciando la mancanza di un progetto. Iva Zanicchi dice che gli italiani sono un popolo paziente e che manca un’alternativa. Paragone chiede alla Schlein cosa deve fare uno studente di 30 anni che finisce il suo percorso e poi si trova da novizio nel mondo del lavoro, con il candidato alle europee per il Pd che dice che bisogna creare una competenza ed evitare di pensare alla formazione come un parcheggio.

LA GABBIA, IL CASO AGILE EX-EUTELIA – Dopo la pubblicità si racconta la storia di Agile Ex-Eutelia con i lavoratori che dal primo luglio verranno licenziati. Guido Basile, rappresentante dei lavoratori, si sente accoltellato dalla politica e dalla sinistra. Laura Castelli, deputato del Movimento Cinque Stelle e vicina al caso Agile-Ex Eutelia, si fa tramite della trasmissione tv La Gabbia con una telecamera nascosta riprendendo una trattativa sindacale. Il ministro non c’è ma incontra il viceministro ed un funzionario che segue la vertenza. Questi dice che molti sono operai dalle competenze non di punta secondo il finanziario nonostante i loro sistemi informatici fornissero difesa e giustizia. Ed all’incontro tra operai e rappresentanti del ministero dello Sviluppo, l’assenza di un ministro viene sottolineata da una reazione rabbiosa del funzionario che va via con i suoi collaboratori. Poi tornano e dopo tre ore viene promessa l’estensione della cassa-integrazione. Viene presentata Francesca Donato di Eurexit con Paragone che ringrazia la Castelli per il suo contributo nell’inchiesta. La Castelli rivendica il suo essere cittadino al servizio delle istituzioni e dice che anche in questo caso c’è una politica che uccide i cittadini sani con un distacco tra politica e mondo reale e c’è la volontà di non occuparsi di nulla. Lei ha spiegato chiudendo il suo intervento ritenendo che, come parlamentare, pensava fosse opportuna la presenza di un qualche personaggio istituzionale lasciando il lavoro in mano ad un funzionario che da 20 anni vede le stesse cose. Oliviero Beha fa i complimenti alla Castelli sottolineando che nonostante si possa dire quello che si vuole è giusto aprire le porte delle segrete stanze smascherando le bugie. Iva Zanicchi dice di essere amica di Grillo e che lui dice cose sacrosante. Ma che allo stesso tempo è facile dire che tutto va male ma bisogna anche fare. La Zanicchi viene portata dai lavoratori di Eutelia ricevendo le parole di Basile che dice che si aspettava dal centrodestra un’ignoranza diffusa anche perché cinque anni fa nessuno si è occupato di loro tra i Berluscones mentre il Pd prima ha fatto lo sciopero della fame con loro aizzandoli contro il governo di centrodestra per poi una volta arrivare al governo e chiudere la vertenza con il licenziamento. Guido Basile se la prende con la Zanicchi dicendo che lei non ha fatto niente come esponente del governo Berlusconi con il parlamentare europeo che prima dice di essere europarlamentare, di aver adottato una famiglia con cinque persone trovando ai genitori un lavoro e dopo aver invitato tutti a fare lo stesso va via mandando a fare in culo (purtroppo ha usato queste parole) gli ospiti. Giampiero Mughini coglie la palla al balzo chiedendosi se è in grado di partecipare a tale dibattito chiedendosi perché Eutelia è in crisi. Francesca Donato dice che bisognerebbe avere politici eletti per esercitare il proprio potere intervenendo sulla crisi economica investendo in spesa pubblica per rilanciare l’economia, come fanno i popoli con sovranità monetaria. Da notare che rispetto al passato la Donato è stata presentata come vicina alla Lega Nord.

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LA GABBIA, IL CASO DUCATI – Oliviero Beha dice che tutti dovrebbero fare un esame di coscienza, sindacati compresi. Laura Castelli interpellata sugli 80 euro resuscita il reddito di cittadinanza e rivendica il ruolo partecipativo dei cittadini. La legge è stata depositata e proposta con emendamenti all’interno della Legge di Stabilità ed è stata bocciata alla Camera ed al Senato. Gli 80 euro sono stati dati allo zoccolo duro dell’elettorato Pd mentre nel Def c’è un aumento della Tasi e delle tasse con il risultato che questi soldi entrano dalla porta ed escono dalla finestra. Pierpaolo Falasca dice che la proposta è giusta ma che mancano le coperture ed è sbagliato che lo Stato dia soldi senza dare nulla perché bisogna crearlo il lavoro. Falasca difende poi Renzi dicendo che bisogna ridurre le tasse e che il governo Berlusconi ha portato ad un calo del Pil, con la Zanicchi che dice che rispetto ad oggi almeno nel bene e nel male la disoccupazione in passato era al 7 per cento. E la Schlein dice che da conservatore si sente stupita nel sostenere che come Falasca ritiene che bisogna abbassare le tasse, difendendo anche il reddito di cittadinanza pasticciando però sui conti, dicendo che un supporto di 400 euro costerebbe 3,1 milioni. E dopo parte un servizio sul sostegno eventuale del governo nei confronti delle aziende che delocalizzano. E dopo aver smentito il ministro Guidi sul caso Ducati Energia, azienda di famiglia, si va ad intervistare il papà, Guido Alberto Guidi, che spiega come la delocalizzazione con la cassa-integrazione (negata dal ministro) è servita per rimanere in vita. Inoltre la Simest, società della Cassa Depositi e Prestiti, è entrata nell’azienda per 10 milioni con il ministro che aveva parlato di un finanziamento di 720.000 euro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA GABBIA, I SONDAGGI – Gianluigi Paragone lancia un servizio a firma Nello Trocchio in cui si parla del decreto lavoro, di Jobs Act, dell’uso di parole inglesi per nascondere problemi non affrontate dagli ultimi ministri che a parole han promesso molto e poi non si sono accordati su casi come Eutelia. Si parla della rottura definita per finta tra Alfano e Renzi. In studio si presentano gli ospiti, Iva Zanicchi, Piercamillo Falasca, direttore di stradeonline.it, Oliviero Beha, Elly Schlein. Oliviero Beha parte spiegando che secondo lui l’Italia è un paese deprivato della fiducia e sente che al momento l’Italia non interessa a nessuno. E dopo un tripudio nello studio alla presentazione di Laura Castelli, parlamentare a Cinque Stelle (con Paragone che dice che non c’è nulla di organizzato e che l’ingresso è libero), la Zanicchi rifiuta il pensiero di un Bondi che sostiene Renzi spiegando che lui è fedele a Berlusconi, con Beha che risponde dicendo che non può essere fedele come un cane ma è meglio dire che è leale. La Zanicchi poi dice che i renziani sono diventati dei nuovi berlusconiani perché siamo tornati al 1994. L’aquila di Ligonchio ribadisce il paragone che ha fatto di Renzi che appare un tacchino tronfio. Ribadisce poi il peccato originario di Renzi che ha defenestrato Letta dopo aver promesso che non l’avrebbe mai toccato. Elly Schlein dice di aver votato contro il governo Renzi in direzione Pd ma di essere anche contro ad un’alleanza contro-natura con il centrodestra. Laura Castelli, interpellata sul ruolo del Senato in cui si parlerà del decreto lavoro, spiega che i decreti ed i comizi di Renzi rimangono fermi al Senato perché non si mette d’accordo con la sua maggioranza come accaduto con la legge elettorale. E questo dimostra che a Renzi serve fare una campagna elettorale perché il suo partito lo blocca e non c’è nulla che procede. Si ribadisce poi uno studio del Sole 24 Ore secondo cui in 60 giorni il governo Renzi non ha dato vita a nessun provvedimento. Falasca dice che al momento in Italia c’è una politica a forma di freccia. In testa c’è Renzi e dietro ci sono i due conservatorismi rappresentati dalla sinsitra Pd e da Forza Italia. E poi c’è il Movimento Cinque Stelle che è antipolitica. Oliviero Beha si arrabbia dicendo che è offensivo chiamare i Cinque Stelle antipolitica e che lui da montiano non puo’ parlare di successi. Viene presentato poi un dato di sondaggi politici che in passato è stato il più bravo a cogliere i risultati delle politiche 2013 che mostrano una distanza tra Pd e Cinque Stelle dello 0,7 per cento. Laura Castelli dice che questi dati dimostrano che i cittadini sono l’antipolitica, ovvero la politica dei cittadini che non sopportano più la politica attuale fatta di grandi opere, di cooperative, di modifiche del 416-ter. E se questo è il risultato vuol dire che i cittadini onesti sono l’antipolitica. E si dice dispiaciuta di chi vede qualcosa di sinistra nel Jobs Act con i sindacati che in merito a questo non hanno minacciato scioperi. Le parole della Castelli, seguite a quella della Schlein che aveva ribadito che la sua idea di lavoro è quella di un impiego garantito da tutele. E dopo tocca alla Zanicchi che prima dice che Berlusconi non è ancora morto e che la politica deve rendersi conto di chi è in difficoltà e che la prossima volta che verrà a La Gabbia canterà. La Zanicchi poi racconta la storia del marito, piccolo imprenditore con 50 operai che non prende da due anni lo stipendio quando poi ci sono operai che fanno malattia e tornano a lavoro e per questo deve avere la possibilità di lasciare a casa la gente se sono dei lazzaroni. E qui l’intervento non scalda la platea.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA GABBIA, LA PRESENTAZIONE – Questa sera a La Gabbia, il programma di approfondimento politico condotto da Gianluigi Paragone ed in onda su La7 a partire dalle 21.10 si parlerà di Europa, di Italia, delle promesse del governo Renzi, delle difficoltà riscontrate nell’approvazione del decreto sul lavoro e sulla prossima consultazione del 25 maggio che sancirà probabilmente il destino dell’esecutivo nato dalle elezioni del 2013.

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LA GABBIA, GLI OSPITI – Spazio anche all’Euro, al Movimento Cinque Stelle ed ai sostenitori dell’uscita dalla moneta unica. Ospiti della puntata, Iva Zanicchi (Forza Italia), Laura Castelli (M5S), l’economista Piercamillo Falasca, l’avvocato Francesca Donato, la candidata Pd alle europee Elly Schlein, i giornalisti Oliviero Beha e Giampiero Mughini.