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La vera storia del segreto sulle stragi tolto dal governo

Matteo Renzi firma il decreto che toglie il segreto di stato sulle stragi che hanno insanguinato la storia del paese, dal blog di Beppe Grillo arriva un attacco incomprensibile.

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VIA IL SEGRETO – Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha firmato oggi a palazzo Chigi, alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla sicurezza della Repubblica, Marco Minniti, e del Direttore del Dis, l’ambasciatore Giampiero Massolo, la direttiva che dispone la declassificazione degli atti relativi ai fatti di Ustica, Peteano (1972), Italicus, Piazza Fontana (1969), Piazza della Loggia (1974), Gioia Tauro, stazione di Bologna, rapido 904. Secondo quanto stabilito nel CISR dello scorso venerdì – prosegue una nota di palazzo Chigi – la direttiva consente il versamento anticipato di carte classificate in possesso di tutte le amministrazioni dello Stato che rappresentano un importante contributo alla memoria storica del Paese.

COME SI PROCEDE – I documenti verranno versati secondo un criterio cronologico (dal più antico ai tempi più recenti), superando l’ostacolo posto dal limite minimo dei 40 anni previsti dalla legge (fatto che vale per tutte le Amministrazioni, ma che per alcuni dei fatti ricordati è già stato superato ampiamente senza che si assistesse ad alcuna pubblicazione) prima di poter destinare una unità archivistica all’Archivio Centrale. “Uno dei punti qualificanti della nostra azione di governo è proprio quello della trasparenza e della apertura”, sottolinea il presidente del Consiglio. “In questa direzione va la decisione di oggi che considero un dovere nei confronti dei cittadini e dei familiari delle vittime di episodi che restano una macchia oscura nella nostra memoria comune”, dice ancora Renzi.

LA PAROLA AGLI STORICI – “Con l’atto odierno trova concreta applicazione la legge 124/2007 in un aspetto rilevante come quello del riconoscimento degli archivi dell’intelligence come patrimonio a disposizione degli studiosi, del mondo dell’informazione e di tutti i cittadini”, osserva il sottosegretario Minniti, che h aggiunto poi: «Stiamo lavorando alla declassificazione degli atti relativi a Ilaria Alpi, rispondendo cosi’ a una precisa richiesta della presidente della Camera», in ripsosta ai giornalisti che lo hanno interpellato  sulla direttiva per la declassificazione dei documenti relativi alle stragi in Italia, dal 1969 al 1984. “Pensiamo di concludere questo lavoro entro la prima settimana di maggio”

GRILLO NON CI STA – Incomprensibile l’attacco portato dal blog di Grillo a firma di Nicola Biondo, pubblicato prima della firma del decreto, che parte dalla tesi secondo la quale il segreto non è opponibile per le stragi e conclude dicendo che delle stragi si sa già tutto e che sono ben altri i segreti che bisognerebbe svelare:

Quelle di cui parla Renzi sono tutte arrivate nelle mani dei Pm nell’ultimo ventennio e, pur svelando qualcosa di importante, non hanno certo portato alla verità. I colpevoli non sono stati trovati, anzi nell’ultimo processo per la strage di Brescia – che ha attinto a piene mani e liberamente agli archivi dei servizi e della Presidenza del Consiglio – gli indagati sono stati assolti. Mentre Piazza Fontana è ormai un caso chiuso e nulla al momento fa pensare ad una riapertura. E buona parte sono state acquisite dalle commissioni parlamentari di inchiesta ma poi messe in scatola e basterebbe rendere pubbliche quelle senza annunci falsi e roboanti. Le carte di cui parla Renzi sono quindi desecretate e in molti casi già consultabili.
Insomma siamo alla solita cinica televendita per dire “qualcosa di sinistra“. Ovviamente il segreto di Stato esiste, ed è stato opposto – recentemente – nel processo per il rapimento di Abu Omar, uno degli ultimi esempi di servilismo e di svendita dell’interesse nazionale. Sono proprio carte di questo tenore a rimanere “intangibili“: i documenti Nato, quelli che parlano di accordi sulle basi militari, della presenza di testate atomiche in Italia, di interessi stranieri nel Paese o anche le carte che riguardano il Quirinale.

UNA RICOSTRUZIONE ASSURDA – C’è però una fallacia evidente nel ragionamento su cui fa perno questo attacco, perché è solo da una ventina di anni che il segreto di stato non è opponibile alla magistratura che procede per reati di strage o eversione dell’ordine democratico, il che significa che la magistratura ha potuto ottenere i documenti che è riuscita ad individuare e acquisire e quelli che non ha richiesto giacciono ancora coperti dal segreto. E che prima d’allora il segreto di stato opposto eccome. C’è poi da dire che una cosa è ricercare i documenti negli archivi giudiziari, o considerarli «conosciuti» perché sono passati da commissioni parlamentari che nemmeno hanno letto tutte le carte prima di richiuderle in scatoloni inaccessibili, altra è che siano messi a disposizione degli studiosi dagli archivi di stato e che tutte le amministrazioni siano tenute a fornirle a semplice richiesta a chiunque, non potendo più invocare né il segreto di stato né altri limiti.

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UNA SCIOCCHEZZA TIRA L’ALTRA – Inutile poi dire che il ragionamento grillesco parte da una premessa per la quale quelle carte hanno importanza solo se possono portare alla condanna di qualcuno, dismettendo per comodo o per ignoranza l’enorme valore storico che conservano, sicuramente superiore a quello giudiziario anche qualora potessero ancora essere usate con efficacia in un procedimento giudiziario. La fregola di attaccare Renzi ha spinto di nuovo Grillo in fuorigioco, perché non è vero per niente che il decreto sia privo di valore e non è per niente vero che delle stragi si sappia già tutto, mentre è vero il contrario di quello che l’articolo afferma in conclusione, cioè che sono perfettamente noti i termini della collaborazione atlantica, del dispiegamento di armi nucleari nel nostro paese, perché quelle le hanno già desecretate gli americani e sono da tempo a disposizione degli studiosi ed è altrettanto vero che i documenti di cui si parla si possono richiedere alle amministrazioni americane tramite il FOIA, che ha già permesso l’accesso a documenti molto più recenti e scottanti che riguardano le oscene relazioni tra Washington e molti leader e politici di altri paesi. E, inutile dirlo, le pur clamorose rivelazioni, che hanno compreso i crimini commessi e le enormi stragi stragi perpetrate in Vietnam, Laos, Cambogia, Indonesia, Pakistan, in Asia come in Africa e in America, hanno spostato poco e niente, negli Stati Uniti come nei paesi interessati.

AL NETTO DELLA PROPAGANDA – Non si può quindi che dismettere con un sorriso di commiserazione l’ennesimo attacco kamikaze pentastellato e per una volta plaudire all’operato del governo, la trasparenza non è mai abbastanza, ma attaccare Renzi perché finalmente procede nella direzione invocata da decenni dagli storici e dai parenti delle vittime appare del tutto pretestuoso.