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Maria Elena Boschi regina di Vanity Fair

Il sito di Vanity Fair anticipa il servizio di copertina del numero in edicola  dal 23 aprile, che esibisce Maria Elena Boschi anche come protagonista di un servizio fotografico e di un’intervista.

boschi
via Vanity Fair

VUOLE TRE FIGLI – La prima rivelazione è che il ministro più giovane del governo Renzi vorrebbe avere dei figli e per ora : «Figli? Ne vorrei tre. E a volte penso di essere già in grave ritardo… Desidero molto trovare un compagno. Sono single da un anno e la vita di coppia mi manca. Torno tardi dal lavoro, la casa è sempre vuota, sono lì da sola a bermi una tazza di latte e magari ho passato la giornata a discutere di emendamenti con uno dell’opposizione. Vorrei almeno trascorrere il mio tempo libero con qualcuno con cui sognare un futuro insieme».

INTERVISTA SU MISURA – Intervista light da quel che par di capire dalle anticipazioni, sulla questione femminile Boschi se la cava con il riconoscimento di una discriminazione che non definisce neppure così: «Dobbiamo dimostrare di essere due volte più brave», mentre su temi come fecondazione assistita, aborto e unioni civili galleggia sugli espedienti retorici tipici dei cattolici. Bisogna aiutare la donne che ricorrono alla fecondazione artificiale, per l’aborto cavalca invece la retorica formigoniana:«si potrebbe fare di più rispetto alla parte della legge che è stata poco o per nulla attuata. Mancano strutture che portino le donne a fare questa scelta sempre così lacerante in modo più consapevole, non dettato dalla disperazione, come avviene in troppi casi.» Un modo come un altro per disconoscere gli ostacoli poste a quante vogliono abortire e proporre d’investire in «strutture» che interferiscano nella scelta. Lei però non giudica le donne che abortiscono, ci tiene a precisarlo.

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LA SOLITA IPOCRISIA PER GLI OMOSESSUALI – Il Ministro poi difende il diritto al matrimonio per gli omosessuali, ma con un caveat: «Niente in contrario in linea teorica, però credo che troppo spesso si usi questo tema delle adozioni per far saltare il banco della discussione sulla parità dei diritti. Io sono per un approccio più moderato, che tenga conto di tutta la complessità del mondo “arcobaleno”. Cominciamo a riconoscere la parità tra coppie gay ed etero e poi, un passo alla volta, aspettiamo che il Paese sia davvero pronto ad accogliere le “nuove” famiglie». Tipica ipocrisia cattolica, il paese «non è pronto» a riconoscere agli omosessuali e ai loro figli l’identico status riconosciuto agli altri cittadini e quindi anche se in teoria si riconoscono come diritti ci si schiera da parte di chi glieli nega, in attesa che il paese evolva come per magia, ma più probabilmente che la chiesa dia il via libera «Niente in contrario in linea teorica» significa che in pratica è contraria, anche se non per motivi edificanti. Nell’insieme comunque il patinato servizio gioverà a Boschi e a Vanity Fair, il mix di foto vagamente sensuali e banalità vende tantissimo.