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L’esperto spiega il futuro del cinema in 3D

Lo Squalo, Matrix e la trilogia di Star Wars. Sono questi alcuni dei film che sarebbe stato interessante vedere in 3D. A spiegarlo in un’intervista è Robert Mayson, managing director della divisione europea di Reald, una delle principali aziende al mondo specializzate nel settore delle tecnologie per il cinema tridimensionale. Intervistato dall’edizione britannica dell’Huffington Post, Mayson ha parla del futuro del grande schermo prevedendo per gli anni a venire un ruolo centrale delle riprese in tre dimensioni.

 

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IL FUTURO A TRE DIMENSIONI – Il 3D – ha spiegato l’esperto – è uno strumento cinematografico prezioso che il regista può utilizzare per ottenere una risposta emotiva da parte del pubblico o per raccontare una storia in un modo unico e più coinvolgente. Come un determinato tipo di musica può creare uno stato d’animo, così – ha continuato Mayson – l’illuminazione può rendere una scena più scura e più cupa o più chiara e allegra, e nello stesso modo il 3D può dare maggiore impatto ad una particolare ripresa rendendola più vicina o più lontana dallo spettatore. Quest’ultima tipo di proiezione cinematografica, dunque, già utilizzato da molti registi di primo livello, sarebbe destinato ad essere sfruttato sempre più spesso anche per pellicole ben distanti dal genere fantasy, horror o animazione.

L’OCCASIONE MANCATA – Mayson all’Huffington Post dice dunque di essere pienamente d’accordo con l’opinione di James Cameron, secondo il quale a beneficiare del 3D dovrebbero essere anche perfino i dialoghi dei film di Woody Allen, e sottolinea che negli ultimi 18 mesi il ricorso al cinema tridimensionale da parte di registi come Ang Lee, Baz Luhrmann, Peter Jackson e Alfonso Cuaron ha reso ancora più agevole l’innovazione. La percezione del 3D sta inevitabilmente cambiando – ha affermato Mayson – rivelando il vero potenziale sia ai produttori che al pubblico. Quest’ultimo  – spiega l’esperto – vive la storia in modo più completo e realistico. Viene trasportato in un modo iper-sensoriale. È un peccato, insomma, non aver potuto godere della stessa tecnologia negli scorsi decenni, ai tempi d’oro di Steven Spielberg, George Lucas e Lana ed Andy Wachowski.

(Credit foto: Gravity. Fonte: Huffington Post)