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Il condannato iraniano graziato a un passo dalla morte

Ha fatto un gran discutere, sui social media, la grazia concessa a un prigioniero iraniano, condannato a morte per omicidio. La sentenza sarebbe dovuta essere eseguita tramite impiccagione sulla pubblica piazza ma, quando l’uomo aveva già il cappio stretto attorno al collo, accade qualcosa che ferma la mano del boia.

Foto: Arash Khamooshi
Foto: Arash Khamooshi

GRAZIATO A UN PASSO DALLA MORTE – Protagonista di questa storia, raccontata in una drammatica fotosequenza di Arash Khamooshi, è Balal, un giovane poco più che ventenne che sette anni fa ha ucciso un suo coetaneo, Abdollah, durante una rissa. All’epoca avevano entrambi 17 anni e Balal è stato condannato a morte. Il giorno della sentenza era fissato per il 15 aprile 2014 o, secondo il calendario persiano il 26 Farvardin 1393. Come spesso accade in Iran, anche l’impiccagione di Balal era pubblica: nelle foto si vede la piazza gremita di gente e la forca pronta con la sedia vuota. Il condannato viene portato fuori dal carcere, bendato e sorretto dalle guardie. Il cappio gli viene stretto al collo. A quel punto si avvicina la madre del ragazzo ucciso, che lo colpisce sulla guancia e poi lo perdona, risparmiandogli la vita. A Balal viene tolto il cappio dal collo. La sentenza non verrà eseguita.

Guarda le foto (QUI la fotosequenza completa di Arash Khamooshi)

LEGGE DEL TAGLIONE – Secondo i dati di Amnesty International l’Iran è, insieme alla Cina, uno dei paesi con il più alto numero di esecuzioni capitali del mondo. Nei casi di omicidio, la legge iraniana applica la qisas che, secondo la legge islamica, equivale al principio dello «occhio per occhio». Soltanto i famigliari delle vittime hanno il potere di perdonare il colpevole e, se lo fanno, la sentenza di morte viene immediatamente annullata, come è successo a Balal.

 

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L’IRAN, I SOCIAL MEDIA E LA PENA DI MORTE – La mancata impiccagione di martedì è stata oggetto di un ampio dibattito da parte dell’opinione pubblica e, sui social media, in molti hanno approvato il perdono da parte della madre del ragazzo ucciso definendolo un atto «coraggioso, onorevole e commovente». Gli utenti del web iraniano si erano mobilitati perché a Balal fosse concessa la grazia: tutto era partito da un appello lanciato da Adel Ferdowsipour, giornalista sportivo locale che, durante il proprio programma televisivo aveva chiesto agli spettatori di inviare un sms di solidarietà a Balal. Secondo la redazione del programma, racconta la BBC, sarebbero arrivati più di un milione di messaggi e sul web sono partiti diversi appelli per chiedere la messa al bando della pena di morte in Iran.

(Foto: Arash Khamooshi)