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La polizza vita che ha inguaiato Maurizio Gasparri

Il Corriere della Sera, in un articolo a firma di Fiorenza Sarzanini, racconta oggi la storia della polizza vita che ha “messo nei guai” Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, che andrà a processo per peculato a ottobre:

Accusato di essersi appropriato di 600 mila euro del partito per acquistare una polizza vita. Il giudice accoglie le richieste del procuratore aggiunto Nello Rossi e del sostituto Alberto Pioletti, conferma che dietro la segnalazione della Banca d’Italia sulla movimentazione sospetta c’era effettivamente un trasferimento di fondi a scopo personale. E dunque respinge la richiesta di archiviazione del parlamentare imputato.

Tecnicamente, è andata così:

Nel capo di imputazione — che dà conto dei risultati delle indagini svolte dal Nucleo Valutario della Guardia di Finanza guidato dal generale Giuseppe Bottillo — si parla di «appropriazione dei fondi indispensabili per l’acquisto — con il versamento del relativo «premio unico spot» — di una polizza Bnl Private Selection intestata a lui, avente quale durata la sua intera vita e i cui beneficiari in caso di morte erano i suoi eredi legittimi (la moglie e la figlia)». E si specifica come Gasparri abbia poi «proceduto al riscatto anticipato il 1 febbraio 2013 (liquidata in 610.697 euro) e alla restituzione di 600 mila euro al gruppo pdl del Senato con due bonifici di 300 mila euro ciascuno in data 20 febbraio 2013 e 12 marzo 2013 a seguito di specifiche richieste della direzione amministrativa del gruppo». Una scelta obbligata visto che erano stati i vertici del partito a chiedergli conto dell’ammanco.

Ci sono anche alcuni interessi restituiti in misura minore rispetto ai calcoli. Lui si difende dichiarandosi pronto a dimostrare la propria innocenza in tribunale. L’intero articolo è disponibile sul Corriere della Sera in edicola.