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12 inni dei Mondiali di calcio dal più bello al più brutto

Oggi è stato presentato il nuovo inno dell’Italia ai prossimi Mondiali in Brasile. Il brano, cantato dai Negramaro, è «un amore così grande», originariamente interpretata dal Reuccio, Claudio Villa. Le polemiche legate alla scelta ed all’interpretazione di tale brano ci hanno spinto a scegliere quelli che secondo noi sono i 12 inni più significativi nella storia dei Mondiali di calcio, a partire dal migliore, quello scritto da Ennio Morricone per Argentina 1978, al peggiore, che è…Leggete per scoprirlo! Eccoli qui dal più bello (12) al più brutto (1)

12) ENNIO MORRICONE, EL MUNDIAL (Argentina 1978) – Niente da dire. Forse il più bello di tutti per stile e musica. Niente parole, solo note che accompagnano ancora oggi i tifosi nonostante siano passati ormai 36 anni.

11) EDOARDO BENNATO E GIANNA NANNINI – UN’ESTATE ITALIANA (Italia 1990) – Il brano diventato famoso in tutto il mondo per l’interpretazione di Edoardo Bennato e Gianna Nannini, che hanno riscritto il testo, venne in realtà composto dal due volte Premio Oscar Giorgio Moroder, italiano di Ortisei, con il testo originale scritto da Tom Withlock. Il titolo originale era: «To Be Number One».

10) WEEZER, REPRESENT (Team USA, Sudafrica 2010)

Molto «americana» nel testo, nella musica e nel sound, rappresenta l’inno ideale della squadra statunitense. Il video, arricchito da alcuni momenti importanti della squadra a stelle e strisce, sicuramente inorgoglisce i tifosi di quella squadra.

9) BADDIEL, SKINNER & THE LIGHTNING SEEDS – THREE LIONS ’98 – (Inno Inghilterra, Francia ’98) – La storia di questo pezzo è estremamente divertente. Scelta come inno degli Europei del 1996 giocati in Inghilterra, non esalta le gesta dei campioni ma ricorda come le speranze britanniche di vincere qualcosa dopo il Mondiale 1966 siano sempre naufragate in un mare di amarezza, rabbia e rancore. La sconfitta ai rigori in semifinale contro la Germania ha rinfocolato tale sentimento negli inglesi tanto che il brano, nella sua versione ri-arrangiata per Francia ’98, fu il vero inno della Nazionale dopo aver superato nelle vendite quello originale sponsorizzato dalla Federazione.

8) NEW ORDER – WORLD IN MOTION (Inno Inghilterra, Italia ’90) Gli appassionati di musica non potranno rifiutare quello che è stato l’inno della nazionale inglese a Italia ’90. Bernard Sumner e compagnia hanno tenuto fede al loro talento ed al sound dell’epoca e chissà, forse il quarto posto dei tre leoni è stato vaticinato da una canzone forte e piena di personalità.

7) MANO NEGRA, SANTA MARADONA (Usa 1994) – Non è stata scritta per un Mondiale ma il brano contenuto nell’album Casa Babylon è diventato un’istituzione del calcio per via del suo essere inno dedicato a coloro che vivono di calcio e che aspettano le magie dei campioni, a partire dal Pibe De Oro celebrato nel video con il goal più bello del mondo contro l’Inghilterra a Messico ’86.

 

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6) SHAKIRA, WAKA WAKA (Sudafrica 2010) – L’inno scelto dalla Fifa per l’edizione 2010 dei Mondiali di calcio non custodiva in sé la gioia e la vitalità propria dello sport più bello del mondo. Ma divenne una hit mondiale. Forse lo sarebbe stato anche senza Mondiali. E per questo merita di stare in alto.

5) RICKY MARTIN – A COPA DE LA VIDA (Francia 1998) – Come per Shakira, pezzo orecchiabile, testo tutto sommato condivisibile ma brano privo della pathos dei precedenti. Manca la febbre, e si sente.

4) WHITE STRIPES, SEVEN NATIONS ARMY (Inno Italia, Germania 2006) – Chi si dimentica il po-poo-poo-pooo-po-pooo-pooooo delle notti Mondiali? Nonostante siano passati otto anni dal cielo azzurro sopra Berlino, il motivetto torna ciclico nelle partite dell’Italia, segno di un’eredità che non si vuole perdere. Ma chissà chi si ricorda che dietro quel brano ci sono i White Stripes. (Che poi, diciamo la verità, dopo un po’ il motivo diventa fastidioso come il suono di una vuvuzela).

3) CLAUDIO BAGLIONI, DA ME A TE (Inno Italia, Francia 1998) – Si sa. «Agonia» piace e non piace. E l’inno della Nazionale Italiana per Francia 1998 è entrato di diritto nel capitolo delle canzoni amate da molti ed odiate da altri. Lo stile è quello del cantante di quel periodo, per intenderci quello di Anima Mia. Un brano che comunque ha accompagnato la Nazionale per tanti anni con alterne fortune.

2) TONY HILLER, STAN JAMES E BOBBY JAMES – WE’VE GOT THE WHOLE WORLD AT OUR FEET (Inno Inghilterra, Messico ’86) – La gufata. L’Inghilterra doveva avere il mondo ai propri piedi ed è stata presa a pesci in faccia dall’Argentina e da Maradona.

1) NEGRAMARO, UN’AMORE COSÌ GRANDE (Inno Italia, Brasile 2014) – I Negramaro hanno uno stile che dev’essere apprezzato. E la loro versione di «un amore così grande» di Claudio Villa appare privo di mordente. O meglio, simile alle altre canzoni dei Negramaro. Non ti fanno certo venire voglia di vincere un mondiale, che diamine.