UNA QUESTIONE SENSA SENSO – Fede e scienza viaggiano su binari diversi, che solo saltuariamente si incontrano. Non è questo il caso. La fede vuole che Gesù Cristo sia esistito, che sia morto e risorto, che sia figlio di Dio con tutti i poteri sovrannaturali annessi e connessi, miracoli compresi. Il fatto stesso che la sua immagine si sia “stampata” sulla Sindone è di per sé stesso miracoloso, per cui non è certo un esame al
radiocarbonio (che essenzialmente misura la quantità dell’isotopo Carbonio-14 presente nel materiale di origine organica) che può incrinare il significato della reliquia. Tanto per fare l’avvocato del diavolo (ops… del Cristo): se la storia di Gesù fosse vera, chi potrebbe capire i segreti della miracolosa energia che si sprigionava dal suo corpo, in grado di risuscitare i morti, moltiplicare pani e pesci, trasformare acqua in vino… Chi potrebbe stabilire in che modo questa energia può aver alterato le fibre di lino e gli elementi chimici di cui è fatto il lenzuolo? E all’opposto, se la scienza stabilisse che la Sindone risale a 2000 anni fa, forse questo proverebbe in qualche modo l’esistenza di Cristo e la storia tramandata dal Nuovo Testamento? Non a caso la stessa Chiesa non si fa poi tanti problemi. Sul sito che la Diocesi di Torino ha dedicato alla Sacra Sindone leggiamo: “A tutt’oggi le prime testimonianze documentarie sicure e irrefutabili relative alla Sindone di Torino datano alla
metà del XIV secolo…” , frase che si dimostra pienamente allineata con il dato storico e non lascia spazio alle argomentazioni di chi afferma l’esistenza di riferimenti più antichi. E vien da sorridere, leggendo nella sezione del sito dedicata agli studi scientifici: “La ricerca compiuta sulla Sindone che più ha destato scalpore in questi ultimi anni è stata, nel 1988, la datazione radiocarbonica, che, come noto, farebbe risalire il tessuto della Sindone ad una data compresa tra il 1260 ed il 1390. Questo risultato ha creato un certo sconcerto tra gli studiosi, non tanto perché mette in dubbio la compatibilità della Sindone di Torino con la tradizione che la vuole essere il lenzuolo funerario di Cristo, quanto perché, da un punto di vista scientifico e logico, pone dei seri problemi di contrasto con quanto la ricerca ha sino ad oggi assodato sulla Sindone… a un punto di vista logico e probabilistico una collocazione medievale della sua origine pone più problemi di quanti ne presenti una provenienza più antica.” E’ come se il sito dicesse: “Il problema non è nostro, ma della stessa Scienza”. E ha ragione. Gli esami scientifici hanno accertato la presenza di sangue, hanno accertato la provenienza dal Medio Oriente, hanno riscontrato le ferite tipiche della crocifissione (supplizio abolito nel 337) e vari altri elementi in profondo contrasto con la datazione al radiocarbonio. La Sindone mette in difficoltà la Scienza più di quanto non faccia con la Fede e quanto più la Scienza è in difficoltà nel conciliare le sue stesse affermazioni, tanto più la Fede stessa si rafforza. In fin dei conti, per un ateo o un “miscredente” la Sindone è solo un lenzuolo che – forse – reca impresse le tracce di un individuo qualsiasi che vi è stato avvolto, a prescindere da quanto possa essere vecchia. E per un fedele, la Sindone resterà il sudario di Cristo, che ne riproduce miracolosamente le fattezze, in barba a qualsiasi controdeduzione scientifica. Alla fine della giostra, la storia – anche recente – dimostra che la Scienza non è mai riuscita a soffocare la Fede. Mentre, purtroppo, è spesso vero il contrario.


Due spunti:
1) l’ipotesi da Vinci prede in considerazione il divario temporale. Per creare un falso vecchio di secoli usi un lenzuolo nuovo? Certo che no. Per farlo te ne procuri uno vecchio. Quindi la differenza temporale non è una confutazione. Il che non toglie che la teoria possa essere campata in aria.
2) Gesù è nato in Palestina; è fuggito in Egitto (o così dicono) quindi aveva tratti somatici tipici dell’area, altrimenti l’avrebbero riconosciuto facilmente. ebbene l’uomo della sindone è troppo alto per l’epoca (1,70) e ha lineamenti occidetali. Io focaizzerei l’attenzione su questi punti.
Su cosa sia ci sono altre ipotesi: c’è chi dice che sia un dipinto, altri dicono che sia un negativo di una foto (il che spiega la tridimensionalità dell’immagine e la differenza d’altezza fra avanti e retro).
io credo alla Befana
e pure a Babbo Natale
se mi levate queste certezze cosa mi rimarrà per addolcire la mia vita ?
chi mi darà lo stimolo a comportarmi “civilmente” se avrà perso la speranza dei regali in cambio dei miei “fioretti”
con quale animalesca cattiveria alcuni uomini vogliono convincermi che la Befana non esista e così pure Babbo Natale ?
che ci guadagnano, a togliere le mie certezze senza darmi niente in cambio ?
figli di Satana, amari torturatori del genere umano……aridi essere senza gioie spirituali nè speranze future
ve mettaria sui carboni ardenti e ve faria bruler nella fiamma viva onde redimervi delli peccata vostra
Parti dal presupposto che l’etica derivi dal soprannaturale (dio? il grande puffo?), ma sei sicuro che sia così?
Guadagno? Non c’è ne è, si tratta solo di umili tentativi di raggiungere la verità. La funzione:
verità= assunto teorico indimostrabile + ragionamento circolare privo di analisi empirica
non è ritenuto da alcuni valido. Tutto qua. Uno se vuole può credere cheil cielo sia viola, ma la verità è un’altra cosa.
Quanto alla tortura, rammento ai religiosi che la loro felicità (il giudizio universale) costa l’infelicità non di assassini o stupratori, ma di semplici non o diversamente credenti. Per l vostro paradiso mandate all’inferno gente per via di reati d’opinione. Non è etico chiedere di essere lasciati in pace? Lo è condannare gli altri all’infelicità per la propria felicità?
Per creare un falso vecchio di secoli usi un lenzuolo nuovo? Certo che no. Per farlo te ne procuri uno vecchio.
In effetti… Leonardo Da Vinci avrà pensato: “Se fanno l’esame al radiocarbonio mi fottono. Meglio usare un lenzuolo antico…”
“Ma 2009… questa cifra che quasi universalmente sarà utilizzata a segnare i prossimi 365 giorni significa 2009 anni dall’anno Zero, l’anno in cui Cristo è nato, proprio secondo la tradizione cristiana”
Una piccola precisazione. Non esiste l’anno Zero.
In realtà gli anni (come i giorni, il primo del mese è l’1 non lo zero) sono numeri ordinali, non cardinali.
Questo per il semplice motivo che fino al 1200 e a Fibonacci, in occidente non si conosceva l’uso dello zero e quindi si usavano solo i numeri ordinali.
Quindi in realtà siamo adesso nel duemilanono anno dopo la nascita di Cristo (avvenuta il 25 dicembre del primo anno PRIMA della nascita di Cristo). Per questo motivo il vero passaggio del millennio è stato il 31/12/2000 (e non il 31/12/1999 come propagandato da tutti i somari).
Poi ci sarebbe tutta la storia relativa al primo giorno dell’anno, che era differente da luogo a luogo e città e città, a Venezia per esempio era il 1° marzo, in Calabria il 1° settembre.
Ecco uno spunto per un bel pezzo di debunking
‘az, AG: fregato sul tempo. È lo stesso motivo per cui il secondo millennio è iniziato nel 2001 e non nel 2000 come gli astuti giornalisti odierni ci hanno voluto far credere. (ed all’epoca non esisteva ancora Uicchi su cui scaricare la colpa).
IN pratica l’abbiamo festeggiato un anno prima.
Leonardo da Vinci aveva costruito una macchina del tempo, è semplice.
complimenti, ottimo articolo serio, critico e onesto.. davvero raro.
Per creare un falso vecchio di secoli usi un lenzuolo nuovo? Certo che no. Per farlo te ne procuri uno vecchio.
In effetti… Leonardo Da Vinci avrà pensato: “Se fanno l’esame al radiocarbonio mi fottono. Meglio usare un lenzuolo antico…”
Ovviamente non era quello il suo pensiero… Ma immgino che per fare un falso vecchio di millenni un panno appena filato non funzioni molto. Il procurarsi oggetti vecchi non era difficile un tempo. La mania usa e getta è tutta contemporanea. E comunque è solo un’ipotesi, più o meno campata in aria, più o meno divertente.
Sarà, ma mi sembra che credere in un oggetto come la sindone non sia fede ma idolatria, e che se quando si è scontrata con la chiesa la scienza ha perso, come nel caso di Galileo il tempo poi è sempre stato galantuomo.
” Contrasto ” con la datazione al Medioevo?
http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=100420
Certo Asgardian, ma la datazione del radiocarbonio coincide con il periodo cui risalgono le prime documentazioni certe della sua esistenza, il che evidenzia che chi la fece non si preoccupò di cercare un lenzuolo antico.
Ho capito il senso della tua osservazione, ed è formalmente corretta. Ma come giustamente noti che la tendenza a buttare via le cose è storia di oggi, allo stesso modo la tendenza a falsificare qualcosa in modo che regga di fronte alle analisi scientifiche è anch’essa storia di oggi, visto che all’epoca la scienza non aveva alcun modo di distinguere un lenzuolo vecchio da uno più recente (se ci fosse stato, ci avrebbero fatto ritrovare un lenzuolo vecchio di duemila anni…!).
Sono poco più che battute, in ogni caso. Il succo del discorso è che uno può sostenere che la Sindone è un falso, e il test al radiocarbonio gli dà obiettivamente ragione.
Ma al complottista questo non basta: il fatto che la scienza stessa dimostri il “complotto” (in questo caso la falsificazione), sembra lasciarlo con l’amaro in bocca.
Deve costruire un complotto ancora più complotto ed ecco spuntare la teoria che quello è l’autoritratto di Leonardo…
Faccio presente che, a parte possibili errori che si possono fare con l’esame del C14 (come per qualsiasi campione non sindonico), nel caso della Sindone l’esame così come è stato fatto non s’era da fare; verrebbe sempre sbagliato. La Sindone ha avuto troppe traversie e non sappiamo nemmeno quali effetti possa aver prodotto sulla tela nel suo complesso il fenomeno che ha provocato l’immagine somatica sulla tela stessa. Sino a quando non si risale alla ricostruzione della modalità di formazione dell’immagine dell’Uomo della Sindone non è possibile fare una esatta datazione.
Ho cercato di fare una mia personale e attenta osservazione dell’autoritratto di Leonardo e del volto della sindone e ho notato una cosa:
se si proporzionano i due volti in modo che la distanza fra la bocca e gli occhi coincida, la scatola cranica di Leonardo è molto più alta di quella del volto sindonico.