13 gennaio 2009
Oggi comincia la nuova gestione della Cai. Ed ecco i veri numeri del ridimensionamento del servizio rispetto all’offerta di Alitalia ed Air One: 40% di voli e 30% di passeggeri in meno. Mentre le tariffe aumentano, a dispetto dell’Antitrust.
Più piccola, più povera e più costosa. Oggi è il primo giorno della Nuova Alitalia: L’AZ205 che si è alzato in decollo alle 6 del mattino da Londra Heathrow ed è arrivato a Fiumicino alle 9.30 (ritardi permettendo) rappresenta l’esordio assoluto della nuova gestione (quella della Cai) per il vettore di via della Magliana; mentre la “prima” sul mercato domestico è arrivata alle 6,10, con il decollo del volo che collega Palermo a Roma. Subito è arrivato il primo blocco a Malpensa e Linate, con l’agitazione dei lavoratori aeroportuali che ha fermato l’attività dei due scali lombardi. ”Credo che siano le ultime manifestazioni che riguardano una minima parte dei problemi che abbiamo dovuto affrontare dal punto di vista sindacale” è stato il commento del presidente di Cai-Alitalia, Roberto Colaninno, intervenuto a Panorama del giorno. “Lufthansa ed Air France sono due grandi multinazionali, hanno le loro strategie e le loro tattiche – ha poi detto Colaninno tornando sul perché alla fine la scelta della partnership internazionale sia caduta sui transalpini -. Air France si è aperta a noi circa un mese e mezzo fa, ha gestito rapporti concreti, e ci siamo trovati a discutere di contratti e condizioni“.
PRONTI, PARTENZA, VIA - E l’evento è stato pubblicizzato dagli uomini Cai con una campagna d’informazione davvero capillare: “Maggiore copertura del territorio italiano, portafoglio più ricco di destinazioni internazionali, ampio ventaglio di soluzioni tariffarie: sono gli elementi della ‘carta d’identita presentati dalla nuova compagnia che decolla il 13 gennaio puntando a una fetta di oltre il 55% di mercato domestico nel 2009″, recitava qualche giorno fa il testo di un’agenzia di stampa. Accompagnata da una tabella che presentava la nuova realtà frutto della fusione tra la vecchia Alitalia e Air One con numeri che mettevano in mostra un ridimensionamento tutto sommato sopportabile del servizio. La tabella qui riprodotta, messa in circolo dall’Ansa e pubblicata da molti giornali italiani, ne dava conferma:
| ALITALIA-CAI | ALITALIA + AIR ONE | |
| Voli al giorno | 669 | 733 (500 Az; 233 Ap) |
| Voli settimanali | 4.678 | 5.128 (3.496 Az; 1.632 Ap) |
| Destinazioni | 70 | 76 (69 Az; 26 Ap) |
| Aeromobili | 148 | 239 (170 Az; 69 Ap) |
| Media voli giorno/aereo | 4,52 | 3,06 (2,94 Az; 3,37 Ap) |
| Media voli settim/aereo | 31,6 | 21,45 (20,56 Az; 23,65 Ap) |
Insomma, un boccone non troppo amaro da inghiottire per avere in cambio finalmente una gestione “privata” e quindi più efficiente: la privatizzazione del trasporto aereo in Italia, nonostante tutti i costi impliciti ed espliciti per il cliente e il contribuente italiano, può nascere sotto auspici non proprio neri. Peccato che la tabella dell’offerta di Cai abbia un “peccato originale” difficile da superare a cuor leggero. Ovvero, il confronto tra le due offerte veniva fatto partendo dall’ultimo anno, quello dei ridimensionamenti conseguenti al piano Prato e alla gestione del commissario Augusto Fantozzi. “Il confronto corretto va fatto con la somma dei voli di AZ (la vecchia Alitalia) ed AP (la vecchia Air One) nel 2007, prima dei differenti ridimensionamenti subiti” – dice il professor Ugo Arrigo, ordinario di Economia dei trasporti all’Università Milano Bicocca – “solo così si possono comprendere le vere dimensioni dei tagli del servizio”.



La forza delle “aride cifre” (che poi non sono sempre così aride…
Purtroppo, niente di nuovo sotto il sole: siamo, ancora, anzi sempre di più, il paese del “Capitalismo all’amatriciana”.
Il costo, tanto, lo paga Pantalone. Curioso però che una parte di questo Panatalone faccia finta di essere comunque contento, pur di non ammettere che (almeno in questa occasione) il governo Berlusconi ha toppato alla grande.
Il desolante corollario di una vicenda da “insonnia della ragione” che Giornalettismo (bravi!) ha egregiamente seguito e monitorato passo dopo passo, senza tregua…
era “sonno della ragione”: lapsus dopo nottata insonne!:-)
@ comicomix: guarda il lato positivo: da qui al 2013 ne abbiamo da scrivere
@ cordapazza: e mica finisce qui, neh?
ci mancherebbe, continuate a monitorarmi la Puglia soprattutto, neh
@corda: Eh sì, che è da un po’ che aspettiamo il tuo ritorno dalle nostre parti
@gregorJ:
Un eccellente punto di vista.
E penso che, comunque vada, avremo da scrivere anche DOPO il 2013.
“Alitalia: finalmente l’ultimo atto
@just: e mi manca tremendamente, specie la pizzica salentina!;-)
Complimenti per l’articolo vero, intendo con numeri alla mano! In tutti questi mesi mi è capitato di leggere quasi e
d esclusivamente articoli scritti ad hoc su questa sporca vicenda politica italiana.
Grazie.
@cordapazza:
Anche a me manca la pizzica salentina…anche se non sono di quelle parti..
^_^
comicomix, in realtà io e just detestiamo la pizzica e le tarantelle, da buoni pugliesi:-)
E’ roba da turisti milanesi, prima settimana di agosto, indigestione di mare, sole, pizzica, tarantella, serate a tema “Lino Banfi”, orecchiette e cime di rape (mai mangiate).
Quando tornano su si sentono un po’ pugliesi. Poveri illusi
Melpignano, vade retro!:-))))
Credo che la “cifra” apparentemente più ‘sconsolante’ sia quella degli aeromobili. Dico apparentemente perchè – ma vado a memoria – gran parte degli aerei di Alitalia dovrebbero essere stati fino alla scorsa settimana in leasing. In uno dei tentativi di fare cassa si vendette una buona fetta della flotta, solo in parte – se non ricordo male – riacquistata. Quindi pare normale che ci si disfacesse di un costo vivo come quello di aerei in affitto… soprattuto potendo contare su aeromobili più nuovi di (ex) proprietà AirOne..
Discorso a parte va fatto sui prezzi ovviamente, e oggi in prima pagina c’è un altro lampante esempio dell’incapacità tutta italiana di impedire Trust… Qui invece è stato creato d’ufficio e la storia è perfino peggiore!
Capitalismo fai-da-te: di solito con un’operazione di privatizzazione lo stato ci guadagna un bel gruzzoletto. Qui addirittura c’è da rimettere!
Air France finirà per diventare proprietaria di una quota di maggioranza di Alitalia tra 5 anni, quando questi 15 incompetenti la avranno ridotta a piccolissimo vettore di trasporto nazionale.