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Beppe Grillo e le proteste per la «poesia oscena» con Auschwitz e Primo Levi

«Un’oscenità su cui non è possibile tacere». Così Renzo Gattegna, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ha commentato l’ultimo post di Beppe Grillo che «parafrasa» Primo Levi per attaccare la politica italiana, aggiungendoci un fotomontaggio della foto dei cancelli di Auschwitz: un’immagine diventata tragicamente celebre insieme alla scritta che campeggiava all’ingresso del campo di concentramento nazista: «Arbeit Macht Frei» – «Il lavoro rende liberi» – che sul blog di Grillo diventa «P2 Macht Frei».

beppe grillo Auschwitz (12)

«INFAME PROVOCAZIONE» – La poesia di Primo Levi, che apre Se questo è un uomo, una delle testimonianze più tragiche e dolorose della Shoah viene interamente riscritta da Grillo, che – a poche ore dal ritorno in Senato del del sul voto di scambio politico-mafioso – tira in ballo la mafia e la morte di Falcone e Borsellino, un «paese schiavo della P2», consegnato a Berlusconi e a Dell’Utri, «comandato da un vecchio impaurito» e da un «buffone di provincia». Ma il post di Grillo che sfrutta una delle pagine più nere della storia dell’umanità per fare propaganda politica, non è andato giù a tanti. In un duro comunicato, il presidente dell’UCEI ha parlato di «infame provocazione» messa in atto dal fondatore del MoVimento 5 Stelle per per «solleticare i più bassi sentimenti antisemiti e cavalcare il malcontento popolare che si addensa in questi tempi di crisi». E ancora, Gattegna ha definito quel post una «oscenità sulla quale non è possibile tacere. Si tratta infatti di una profanazione criminale del valore della Memoria e del ricordo di milioni di vittime innocenti che offende l’Italia intera».

«DI CATTIVO GUSTO» – Ma non è solo la comunità ebraica a scagliarsi contro la «provocazione» di Beppe Grillo. Nei commenti al post, sul suo stesso blog, c’è chi obietta che questa volta si sia passato il segno, e proprio nel giorno della morte di Emanuele Pacifici, padre del presidente della Comunità ebraica di Roma nonché una delle voci del ricordo della Shoah. E mentre c’è chi deride i «sionisti» o i «piddini che si agitano», c’è anche chi promette una denuncia alla Polizia Postale e chi giudica «di cattivo gusto» il paragone tra i problemi dell’Italia e una strage da sei milioni di morti.

TOMMASO CURRO’ – ”E’ una parafrasi che non sta in cielo né in terra, è’ offensiva e peraltro tocca un tema rispetto al quale c’è una sensibilità profondamente diffusa. Si sa benissimo che se vai a toccare questo tema procuri dei problemi perché quella frase li’ rappresenta il simbolo di una tragedia di sconfinate proporzioni di cui noi tutti, sia chi ha una sensibilità orientata a sinistra ma anche a destra, ci facciamo carico. Non vedo perchè in una campagna elettorale bisogna tirare in ballo questo tema”. Lo afferma Tommaso Currò, deputato dissidente del M5S, che commenta a Radio 24 le parole di Beppe Grillo che ha parafrasato l’incipit di ”Se questo e’ un uomo” di Primo Levi riguardo la situazione attuale italiana

Leggi i commenti al post di Beppe Grillo:

I COMMENTI DI TWITTER  – I commenti contro il post di Grillo non si fermano al blog, ma si estendono nelle discussioni che trovano spazio sui social media: come tutti i suoi interventi, anche quello pubblicato questa mattina è diventato virale e le critiche non mancano né su Twitter né sulla popolatissima pagina Facebook del comico genovese. L’indignazione è sia per la strumentalizzazione dell’Olocausto, sintetizzata nel fotomontaggio dei cancelli di Auschwitz, che per la poesia di Levi usata per un mero scopo demagogico, una poesia che che reca intatta l’orrore e il dolore vissuti dall’autore, che proprio ad Auschwitz conobbe la follia nazista.

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«BEPPE, CERCA UN ALTRO PARAGONE» – E ancora, su Facebook si ricorda Pacifici e si chiede a «Beppe» di «trovare un alto paragone»:

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Una mossa, quella di Grillo, che in piena campagna elettorale viene considerata un clamoroso autogol e qualcuno ne consiglia la rimozione:

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«BEPPE GRILLO BANALIZZA LA SHOAH» – Reazioni che arrivano anche dal mondo della politica: Corradino Mineo twitta che Beppe Grillo «non è una persona per bene» perché «storpia Primo Levi, banalizza la Shoah, dice sciocchezze su Mafia e P2,che lui non ha combattuto».

 

 

E, sempre dal Pd arriva la voce di Giuditta Pini che, senza mezzi termini, accusa Grillo di aver «mangiato una cacca» solo per il giusto di «farsi notare dalla maestra»: una tattica che non sarebbe altro che un’escalation iniziata già con gli ultimi post del Semplice Portavoce del MoVimento 5 Stelle.

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