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Cosa succede nel corpo ogni volta che sbadigliamo

Per quale motivo sbadigliamo? E cosa cambia nel nostro corpo quando lo facciamo? Sono questi due degli interrogativi sul funzionamento del nostro organismo che almeno una volta nella vita ci siamo posti e rispetto ai quali la scienza medica non ha mai fornito una risposta chiara e definitiva (nonostante siano molti studiosi a provarci). A fornire un quadro completo delle possibili spiegazioni di quel comportamento quotidiano è oggi un articolo pubblicato sull’Huffington Post che espone il parere recente di alcuni ricercatori confrontandolo con le vecchie teorie.

 

sbadiglio 2

 

LA VECCHIA TEORIA – Una prima ipotesi sullo sbadiglio fu avanzata nell’antichità dal medico greco Ippocrate di Cos, il quale sosteneva che quella più o meno improvvisa e violenta azione di inalazione e espirazione nell’uomo fosse dovuta alla necessità di espellere dal proprio corpo l’aria cattiva e di aspirare nello stesso tempo quella buona. Un’ipotesi molto semplicistica ma non molto lontana da quelle avanzate nello scorso secolo e che indicavano la necessità di espellere dall’organismo monossido di carbonio per catturare nuovo ossigeno e di conseguenza nuova energia.

LA TEMPERATURA DEL CERVELLO – La realtà sembra essere un po’ più complessa, perché oltre alla necessità fisiologica che causa lo sbadiglio, come rileva Steven M. Platek, professore di psicologia presso il Georgia Gwinnett College di Lawrenceville, c’è da prendere in considerazione lo sbadiglio contagioso. A causare l’inalazione e l’espirazione sarebbe innanzitutto un’elevata temperatura del cervello, organo che consuma il 40% della nostra energia metabolica. Diversi studi mai smentiti hanno infatti confermato che lo sbadiglio contribuisce a raffreddare l’organo principale del sistema nervoso ed impedire quindi un eccessivo surriscaldamento che potrebbe a sua volta diminuire la nostra lucidità. Le temperature cerebrali, spiegano gli esperti, aumentano quando siamo stanchi o annoiati e lo sbadiglio rappresenta un modo quasi meccanico per ritrovare la prontezza di riflessi perduta.

IL SANGUE CALDO SE NE VA – «Le temperature cerebrali sono determinate da tre variabili: il flusso di sangue arterioso, la temperatura nel sangue e la produzione di calore metabolico nel cervello», ha spiegato Andrew C. Gallup, assistente di psicologia alla State University New York di Oneonta, autore di diversi studi su termoregolazione e sbadigli. Quando si sbadiglia quindi, dicono gli studiosi, vengono influenzati i primi due fattori. Precisamente quando spalanchiamo la bocca e inspiriamo fortemente i muscoli intorno al cranio si contraggono e si allungano, e si lascia entrare aria dall’esterno. In questo modo sangue nuovo e più fresco viene spinto verso il cranio mentre sangue più caldo viene allontanato. «Questa azione – dice Gallup – aumenta il flusso di sangue al cervello e al cranio e allo stesso tempo costringe il sangue venoso caldo lontano dalla testa. L’allungamento muscolare aumenta la circolazione in quella zona». Anche la contemporanea distensione delle braccia o il movimento del capo inoltre – come sostiene Platek – sembrano avere la stessa funzione di contribuire all’allontanamento del sangue caldo e all’abbassamento della temperatura nella parte altra del corpo.

IL CONTAGIO – Questa teoria verrebbe confermata da alcune ricerche che hanno evidenziato come gli sbadigli siano più frequenti in condizioni di temperatura dell’ambiente molto elevata (che contribuirebbe ad innalzare la temperatura del cervello), ma non basterebbe comunque a spiegare del tutto il fenomeno. Molti studi si concentrano sullo sbadiglio contagioso, che si verificherebbe come reazione alla vista dello sbadiglio di un’altra persona, ma anche semplicemente al pensiero o alla menzione di quel gesto. In questo caso di parla di empatia, di gesti inconsci come quello compiuto quando assistiamo ad un violento infortunio di uno sportivo, quando immagini violente ci fanno ritornare alla mente la sensazione del dolore e provocano anche in noi di conseguenza per un istante la stessa sofferenza. Insomma, se sbadigliamo – ci dicono gli esperti – vuol dire che abbiamo bisogno di essere più lucidi e di raffreddare il cervello. Oppure vuol dire che lo abbiamo semplicemente visto fare.

(Fonte immagini: archivio LaPresse)