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La storia dei gemelli scambiati in provetta all’ospedale Pertini

La storia l’ha riportata ieri per prima La Stampa: all’ospedale Pertini di Roma dal 4 dicembre scorso una donna che si è sottoposta alla PMT (procreazione medicalmente assistita) porta in grembo una coppia di gemelli che non sono suoi: I gemelli hanno il patrimonio genetico diverso dalla donna incinta e dal marito: è questo il risultato della «villocentesi », l’esame che viene effettuato dopo 12 settimane di gestazione per verificare eventuali anomalie genetiche nel feto. Il Corriere riporta l’elenco dei centri italiani per la procreazione assistita:

fecondazione assistita pertini

Racconta il quotidiano:

La direzione della Asl Roma-B, che comprende anche il Pertini, ha subito disposto la chiusura del Centro di fisiopatologia della riproduzione dell’ospedale e, d’intesa con la Regione Lazio, ha incaricato una commissione di esperti, presieduta dal genetista e rettore dell’università Tor Vergata, Giuseppe Novelli, di capire come sia potuto avvenire l’errore. «Siamo ancora in attesa del test di conferma definitivo sul caso della presunta incompatibilità genetica per una fecondazione assistita — spiega cauto il direttore generale della Asl Roma-B, Vitaliano De Salazar —. Il 27 marzo l’avvocato della coppia mi ha segnalato il caso. La fecondazione risale al 4 dicembre 2013. Ho chiesto la documentazione medica di supporto e di effettuare un test di conferma definitivo e, ad oggi, attendo risposte». Parole confermate dal rettore Novelli: «È ancora tutto da provare: al momento non abbiamo nulla in mano, né una denuncia alla magistratura. Quindi io posso andare al Sant’Anna e ottenere senza alcuna autorizzazione preventiva della coppia il loro materiale genetico ». Secondo l’esperto comunque «i protocolli sono molto rigidi: per questo tenderei a escludere che ci possano essere stati problemi anche per altre coppie. Serviranno alcune settimane per chiarire la vicenda». Tra le ipotesi, oltre allo scambio di embrioni il 4 dicembre, Novelli non trascura «un errore nei referti oppure tra le provette a livello di diagnosi prenatale». Del resto i primi di marzo al Sant’Anna sono state eseguite altre 6 villocentesi. Ma Filomena Gallo, segretario dell’Associazione «Luca Coscioni», attacca: «Il Lazio risulta essere l’unica regione d’Italia dove i centri di fecondazione assistita, così come prevede la legge 40, non sono stati autorizzati e dove non vengono effettuati controlli». Opinione condivisa da Roberto Crea e Maria Paola Costantini, segretario per il Lazio e referente nazionale per la Pma di Cittadinanzattiva. Ma Zingaretti replica: «I centri di Pma hanno l’autorizzazione provvisoria a operare e stiamo effettuando entro giugno i controlli per concedere l’accreditamento definitivo a chi ha i requisiti ».

Intanto il quotidiano racconta anche la reazione della donna:

Saranno le verifiche subito disposte dal direttore generale della Asl B di Roma (da cui dipende il Pertini), Vitaliano De Salazar, a stabilire come sia potuto accadere il clamoroso scambio di provette. Che sono iniziate quando Ambrosini ha inviato una raccomandata ai responsabili dell’ospedale per segnalare il dramma che stavano vivendo i clienti. Dramma emerso dopo un controllo delicato — ma di routine — per una quarantenne che apprende di essere incinta di due gemelli: la «villocentesi » eseguita a inizio di marzo al «Sant’Anna » di Roma (centro pubblico specializzato nell’assistenza materno-infantile) aveva escluso che lei fosse la madre naturale. Un altro dubbio serpeggia tra gli «addetti al lavori»: che ci sia stato un errore nella compilazione dei referti al «Sant’Anna»? Ipotesi non del tutto scartata, almeno fino a ieri. Ma sicuramente residuale, rispetto a quella dello scambio di provette. Una ulteriore, piccola perplessità negli esperti l’ha destata il fatto che il responso ufficiale del «Sant’Anna» non sia stato ancora consegnato dagli psicologi (per motivi di privacy, solo loro possono divulgarlo) ai responsabili del Pertini, che avrebbero così potuto confrontare il profilo genetico dei gemelli con quello delle altre coppie che il 4 dicembre si sono sottoposte alla fecondazione assistita: l’unico test in grado di stabilire chi siano i genitori naturali. In tre occasioni sono stati sollecitati a farlo ma, almeno fino a ieri, in ospedale nulla era arrivato. Replica di Ambrosini: «Informalmente, l’esito della “villocentesi” già lo hanno. Non capisco… ».