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«Jonathan Lucas ucciso dagli amici»

Jonathan Lucas sarebbe stato ucciso dagli amici durante una lite o per errore. Questa è l’ipotesi di indagine su cui lavorano gli inquirenti romani che indagano sulla morte del 16enne svizzero, ucciso da una coltellata e con un grosso ematoma sulla testa. Repubblica riporta in un articolo di Massimo Lugli le ipotesi degli inquirenti:

La questura ha individuato il negozio del centro dove sono stati acquistati ma il proprietario non rischia nulla. I coltelli di ogni tipo (ad eccezione della “molletta” a scatto) non sono considerati armi ma “oggetti atti a offendere” e possono essere venduti liberamente anche ai minorenni. La prima delle tante versioni ufficiose parlava di un gioco a lanciarseli ma la segnalazione delle volanti arrivate sul posto era molto più esplicita: «Omicidio a seguito di lite». Se così è stato, il motivo del diverbio è tutto da scoprire: uno screzio banale?

Una questione di gelosia?

L’invidia verso uno studente bello e simpatico, con l’orecchino e un taglio di capelli da boy band che, secondo una compagna «era la star della scuola»? Ai quattro indagati sono state prese le impronte digitali ma anche questo significa poco: è quasi sicuro che, dopo aver comprato i “balisong” i ragazzi se li siano scambiati e ci abbiano giocato per un po’. Gli investigatori parlano di “atto dovuto ”ma il fatto che l’intero gruppo (accompagnato dai tre professori arrivati con la scolaresca e da a altri due giunti in Italia nelle ultime ore) sia stato lasciato libero di ripartire la dice lunga sul probabile esito dell’indagine: un processo che non si farà mai. I ragazzi sono saliti, alle 18.30, su un pullman con i vetri oscurati dalle tendine e il ritorno collettivo è confermato Michel Fiaux, portavoce del dipartimento del cantone di Vaud.