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I Google Glass per aiutare i malati di Parkinson

«Prendo due o tre pillole ogni due ore, combinazioni diverse di farmaci in momenti differenti della giornata. Alcune sono da prendere solo con un bicchiere d’acqua, altre a stomaco pieno. Le istruzioni sono infinite. Avere qualcosa che te lo ricorda, letteralmente davanti agli occhi, ovunque tu vada e qualsiasi cosa tu stia facendo, è davvero di grande aiuto». Ken Booth è un malato di Parkinson. Il morbo gli è stato diagnosticato nel 1991 e tiene sotto controllo la malattia con i farmaci. Booth è entrato a far parte di un programma di sperimentazione dell’Università di Newcastle, in Inghilterra, dove gli esperti hanno decisi di testare i Google Glass come ausilio per i malati di Parkinson.

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I GOOGLE GLASS PER I MALATI DI PARKINSON – Come spiega l’Huffington Post francese, il centro di ricerca dell’università ha selezionato cinque volontari di età compresa tra i 46 e i 70 anni, tutti affetti dal morbo di Parkinson, per testare cinque paia degli «occhiali intelligenti» di Google. E, come spiega il dottor John Vines, del Digital Interaction Group della Newcastle University, i Google Glass si sono rivelati notevolmente utili per migliorare la qualità della vita dei pazienti, ricordando loro di prendere i medicinali, permettendo di fare una telefonata o cercare informazioni sul web anche in presenza di difficoltà motorie o addirittura di tenere sotto controllo alcuni sintomi della malattia come la scialorrea, l’eccessiva salivazione e l’incapacità di deglutire la saliva.

 

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MIGLIORARE LA QUALITÀ DELLA VITA DEI PAZIENTI – Non solo. Indossando i Google Glass, anche in caso di una caduta improvvisa, il paziente può chiamare aiuto in modo efficace e tempestivo senza avere la necessità di muoversi. Lo studio dell’università di Newcastle è stato accolto con entusiasmo sia dalla comunità scientifica che dai malati, e già altri venti pazienti si sono uniti alla sperimentazione. Gli occhiali di Google, quindi, potrebbero avere un futuro nel campo degli ausili medici?

(Photocredit: YouTube)