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I tentacoli della Camorra su Ibiza

Alla maxi retata di una settimana fa è seguita la scoperta di diversi immobili acquistati dall’organizzazione criminale partenopea per il proprio traffico di droga

Tanti turisti aspirano ad avere casa lì per passarci le vacanze. Soprattutto i giovanissimi che amano passarci le estati tra mare e notti brave. Parliamo di Ibiza, tra le mete europee più ambite d’Europa. La Camorra ci è riuscita discretamente, investendo diffusamente in immobili al fine di creare basi dove poter svolgere tranquillamente il proprio lucroso traffico di droga nella località spagnola. Ma la Guardia civil ha posto fine a questo investimento nel mattone con secondi oscuri fini.

LA RETATA – La maggior parte degli arrestati (ben 60, di cui 26 rilasciati) sono coinvolti nella vendita di tutti i tipi di droghe “al dettaglio”, e vivono in appartamenti e alcune ville. Abitazioni non certo prese in affitto, bensì acquistate definitivamente. Il ‘business’ di distribuzione della droga è stato organizzato anche tramite alcuni ristoranti e pizzerie della zona, ovviamente sempre gestiti dalla Camorra. Possedevano diversi veicoli di lusso, tra cui una Porsche Carrera e una Hummer. Gli agenti sono intervenuti con 15 mezzi e hanno utilizzato soprattutto Taser. Fortunati, in genere i camorristi non si fanno scrupoli a sparare.

I BENI SEQUESTRATI – La droga rinvenuta dalla polizia spagnola è di tutti i tipi: ecstasy, hashish, marijuana, ketamina liquida, cocaina, speed. Oltre a svariate somme di denaro di diverse valute: euro, sterline e dollari sia americani che australiani.

L’IDENTIKIT DEI SEQUESTRATI – La polizia spagnola ha arrestato 60 camorristi mercoledì scorso, provenienti principalmente da Napoli e da altre zone della Campania. Sabato ne sono stati rilasciati 26 (di cui 18 devono restare a disposizione della polizia). La retata è frutto di un durissimo lavoro, con turni di circa dodici ore con solo brevi pause che hanno permesso loro di mangiare. Tra gli arrestati, un disc jockey che lavorava in un night club a Playa d’en Bossa. Non è ancora stato individuato il capo del commercio in quel di Ibiza,  ma potrebbe celarsi proprio tra i soggetti già arrestati.