Economia

Telecom, la Banda larga è anche assai rapace

13 gennaio 2009

In un libro quasi clandestino fatti e misfatti del management dell’ex monopolista: nepotismo, etilismo, cortigianeria e clientelismo a carico di clienti, piccoli azionisti e dipendenti. Una case history del capitalismo all’italiana?

 

A questo libro sta capitando la stessa cosa che succedeva a “L’odore dei soldi” di Marco Travaglio: qualche “piccolo fanentra nelle librerie e ne acquista tutte le copie disponibili. E non si fatica a comprenderne il perché, visto che “La banda larga di Telecom Italia“, firmato da Joe Basilico (pseudonimo sotto il quale si cela un gruppo di “insider“) e pubblicato da una piccola casa editrice di Reggio Calabria Città del Sole , è un libro di denuncia, che racconta “fatti e misfatti rigorosamente accaduti“, come si dice nella prefazione. E sostiene, come ha scritto Alessandro Gilioli, che “l’ex monopolista è una gigantesca salma attorno alla quale pasteggia un centinaio di avvoltoi, nugoli di megadirigenti da 10 mila e più euro al mese che brillano non solo per incompetenza ma soprattutto per nepotismo, etilismo, cortigianeria, clientelismo e sprechi spaventosi, il tutto all’interno di una cultura aziendale di tipo feudale e iper conformista, che frustra ogni meritocrazia in nome dell’autoconservazione della “banda” e dei suoi ruoli di comando“. Ovviamente, ciascuno è libero di pensare che la questione non sia affar suo, ma di dipendenti, dirigenti, proprietari e piccoli azionisti. Però basta rendersi conto del ruolo “pubblico” che ricopre Telecom – se non altro, a causa della proprietà della rete di telecomunicazioni attraverso cui devono passare quasi tutti i suoi concorrenti – per capire che il problema è un po’ meno “privato” di quello che sembra. E che forse la Kasta della politica non è l’unica da esecrare, nell’Italia dell’indignazione un tanto al chilo.

NUMERI CHE FANNO GIRARE… – Ma perché “Banda“? Joe Basilico ce lo spiega, e ci avverte che è un meccanismo che funziona in generale nelle grandi imprese: “Gruppi o cordate di manager assumono il “comando” di imprese, non con l’obiettivo di realizzare il massimo profitto dell’impresa stessa, ma quello del loro gruppo di appartenenza a discapito delle aziende, degli azionisti, dei clienti, dei dipendenti e del sistema Paese“. Tale fenomeno è un’evoluzione rispetto al concetto di casta e, non ben arginato, può produrre danni, non solo alle malcapitate imprese, ma all’intero equilibrio economico e finanziario del Paese (vedi Parmalat, Cirio, Enron, Worldcom, Banca Popolare Italiana, Arthur & Andersen). Poi nel libro – scritto prima dell’addio di Marco Tronchetti Provera e dell’avvento di Telco, quando ancora amministratore delegato era Renato Ruggero – si racconta della spartizione della “polpa” di Telecom avvenuta tra i gruppi di potere, certifica la divisione in due bande: la numero uno (i “pirellini“) si è presa la parte costi, investimenti e finanza (la cassa), la numero due si è assunta il compito di presidiare il mercato e sviluppare i ricavi. E si descrivono le varie guerre tra i due gruppi, prima sul mondo acquisti, poi, sulla spesa e infine sui numeri del commerciale. Le bande minori sono quella Opus Dei, quella di Comunione e Liberazione e la Comunità di Sant’Egidio.

IO SONO JOVANOTTI – Il capo della banda è il principe, alias Renato Ruggiero. Un principe dalle regali esigenze: si ricorda il pagamento di una fattura per un suo viaggio in Argentina per il valore di 180mila euro + Iva, o la raccomandazione di lasciare un paio di posti vuoti intorno a quello dove si siede, in quanto soffre la vicinanza fisica. Oppure le esigenze di alloggiare in suites da 2mila euro a nottte, con tanto di asciugamani di lino, o quella volta in cui al suo tavolo doveva assolutamente sedere Victoria Silverstedt, la cui presenza viene remunerata con 65mila euro. Ma è a suo modo interessante anche l’aneddoto che lo vuole pronto a cazziare un autista in occasione di una convention in terra catalana, colpevole di averlo lasciato a 50 metri dall’ingresso. I cortigiani vengono indicati con soprannomi, ma è facile riconoscerli: Trinchetto, uomo dalle abitudini etiliche ben definite che guadagna 500mila euro l’anno; Richelieu, l’eminenza grigia; Harry Potter, il guru dei call center, dotato di uno sviluppato senso estetico nei confronti del genere femminile, tanto da incappare in un incidente di percorso con una prosperosa segretaria che sporse denuncia e che è stata costretta alle dimissioni e al ritiro (dietro comunque lauto compenso); il Piotta, ad di Telecom Sparkle, che pretende il Corriere dello Sport nella mazzetta dei giornali; Miss Rottermaier, l’assistente dell’AD con stipendio da 75mila euro annui pur avendo soltanto la terza media. Dulcis in fundo, c’è il popolarissimo Napoleone, alias Luca Luciani, direttore generale già famoso per la gaffe di Waterloo e oggi “promosso” a responsabile delle attività brasiliane.

Un commento a Telecom, la Banda larga è anche assai rapace

  1. STEFANO

    UN ALTRO METODO PER FAR CASSA:
    Trento: Si ripropone nuovamente il caso del Bimbo di 17 mesi con il messaggio che girava nel Settembre 2007 «Fallo girare per favore, bimbo di 17 mesi necessita sangue B+ per forma di leucemia fulminante tel. 035-556625 Riccardo Capriccioli. Grazie.» Tale messaggio ha origine nel Marzo 2007 dove veniva smentita la notizia.. ma nulla è servito.. e la psicosi continua..

    Oggi riceviamo l’ennesimo SMS.. che si ripropone con un’altra variante Gennaio 2008 «Fallo girare per favore, bimbo di 17 mesi necessita sangue B+ per forma di leucemia fulminante tel. 328 2694447 Riccardo Capriccioli. Grazie.»

    Cambia solo il telefono… che risulta essere connesso ad una segreteria telefonica di un utente WIND..

    Sta diventando un caso studio abbiamo verificato che il passa parola subisce alterazioni, si evolve in un caso deformato nel contenuto e poi nel numero telefonico. Il messaggio originale era il caso riproposto già da noi nell’Aprile 2007, Tale caso aveva intasato interi centralini, producendo veri problemi di smistamento e soccorso mancato a chi veramente aveva bisogno di cure immediate. Ricordate sicuramente tutti il caso Meyer «Bambino leucemico, scorte di sangue al Meyer».. Noi di LSNN abbiamo telefonato in ospedale e siamo stati rimproverati di intasare linee di soccorso per un caso di cui esistevano solo messaggi illusori di personaggi presi dal panico per un fatto inesistente.

    Il nostro Test di verifica ci ha lasciati perplessi.. nessuno ricorda il caso.. Meyer (vedere foto articolo e troverete la frase del bambino di 17 mesi), tutti vedono questo caso come un caso nuovo..

    Noi di LSNN avevamo già parlato nel mese di Aprile 2007, a questo link : Meyer: non c’è emergenza sangue di tipo B+ per Bimbo Leucemico Pubblicata – 24 Aprile 2007 – h 23:25:03..

    Pensate che su LSNN la notizia del bambino, è stata letta quasi 800 volte, da aprile a oggi. Se pensassimo a quanti messaggi SMS sono stati inviati attraverso il passa parola, solo di persone attorno a noi, hanno ricevuto almeno 10 SMS.. una media di 1 messaggio a telefonino

    In media gli italiani hanno due numeri di cellulare e, facendo un breve calcolo arriviamo a ipotizzare un moltiplicatore che ci fa pensare ad un business di 15 Cent. di Euro.. per SMS che ha generato un vero business per le compagnie telefoniche che supera abbondantemente i 2.5 milioni di euro e, un danno alle strutture sanitarie del Meyer e di altre strutture prese d’assalto, producendo ansia nelle persone, come se non bastassero tutti i problemi che ci assillano nel quotidiano tra tasse e ingiustizie di ogni genere.
    LORO:BASTARDI
    NOI:APRIAMO GLI OCCHI

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