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La Mazda alla guerra con i ragni

La lotta tra la casa giapponese e i Cheracanthium Punctorium, volgarmente conosciuti come «ragni dal sacco giallo» dura almeno dal 2009, senza che Mazda sia riuscita ancora a risolvere completamente il problema.

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IL COLPEVOLE – Il ragno dal sacco giallo è un piccolo ragnetto dell’addome giallo, il suo morso è profondo e doloroso e può provocare eritema e gonfiore. Si può anche sviluppare una ferita che produce un’area necrotica solitamente guaribile in circa 8 settimane, ma non è questo che toglie il sonno agli ingegneri della Mazda, che da 2009 cercano di sconfiggerlo senza riuscirci.

LA PASSIONE PER LA BENZINA – Ai ragnetti piace infatti fare il nido negli sfiati dei serbatoi delle Mazda 6, che finiscono per occludere provocando un potenziale pericolo, anche se dal 2009, anno nel quale è emerso il problema. Il pericolo discende dal fatto che una volta chiuso lo sfiato c’è un altro sistema che reagisce per riportare la pressione nel serbatoio a livelli normali, ma la sua entrata in azione troppo frequente potrebbe lesionare l’impianto, se non lo lo stesso serbatoio, sottoposto a stress meccanici continui.

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IL RIMEDIO – La soluzione di Mazda è quella di dotare le auto di una spia attivata dallo stesso sensore che muove lo sfiato alternativo in modo da avvertire i guidatori del problema. Per questo negli Stati Uniti la casa procederà a un richiamo di 42.000 vetture prodotte nel biennio 2010-12 e le doterà gratuitamente del sensore. La passione dei ragnetti per i vapori della benzina è nota da tempo, resta da capire perché si accaniscano con le Mazda, che non sono dotate di un sistema di sfiato diverso da quello di altre vetture non interessate dal problema.