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La “coscienza” di Michael Schumacher

Secondo la manager Sabine Kehm il fatto che Michael Schumacher abbia dato i primi segni di consapevolezza è un buon segno. Questo non solo perché si sta risvegliando dal coma farmacologico, ma anche perché ciò vuol dire che l’ex campione di Formula 1 non rischia il coma vegetativo, situazione che può verificarsi per molti pazienti che hanno avuto un pesante trauma cranico. Schumacher dà segni di risveglio e consapevolezza, riporta Die Welt, questo vuol dire che oltre ad aprire gli occhi inizia a respirare autonomamente.

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I SEGNI – Molti pazienti che si trovano in stato vegetativo non rispondono agli stimoli e apparentemente non interagiscono con l’ambiente circostante.Per molti pazienti questi stato può persistere a lungo, alcuni possono rimanere in questa condizione per tutta la vita: il problema è che spesso è difficile che capire se il paziente sia cosciente o meno. Per Andreas Zieger dell’ospedale evangelico di Oldenburg, il fatto che i pazienti riescano a muovere minimamente labbra, occhi e arti sono dei primi segnali di coscienza. In particolar modo il movimento degli occhi può indicare il fatto che il paziente possa essere attratto da qualcosa di particolare. Per Zieger, specialista di neurochirurgia, i pazienti in questo stato possono anche mostrare dispiacere o dolore con i movimenti della bocca.

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IL RECUPERO – Tuttavia alcuni pazienti non riescono a reagire anche se percepiscono l’ambiente che li circonda e vorrebbero interagire, quindi i medici stanno cercando altri metodi per rilevare il grado di consapevolezza, ad esempio misurando i cambiamenti nella frequenza cardiaca ed onde cerebrali quando i pazienti sentono suoni familiari o vedono facce di persone conosciute. I llivello di coscienza crescerà nel tempo e  metterà la persona in cura di fronte a nuove sfide, visto che potrebbe avere vuoti di memoria e non ricordarsi dell’incidente o di familiari ed amici di sempre. Il fatto è che le persone che hanno subito l’incidente sono tornate nel mondo reale e devono affrontare la vita con menomazioni fisiche e mentali spesso gravi. I miglioramenti più significativi dopo il trauma si possono raggiungere nei primi due anni anche se un recupero totale di tutte le funzioni cerebrali e fisiche è quasi impossibile.