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La strana storia della multa per una bestemmia in autostrada

Fa sensazione una lettera spedita al  Gazzettino e ad altri organi d’informazione, che riferisce di una curiosa multa per una bestemmia.

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Da «Prima Pagina» di Modena

LA STORIA PUZZA –  Il racconto varia in qualche particolare, nella variante modenese c’è persino un inseguimento, ma più o meno è riferito come scritto nella lettera inviata al Gazzettino

Buongiorno,
Mi chiamo Flavio Rivara, desidero informarvi di un increscioso episodio avvenuto giovedì sulla A23 all’altezza del ponte sul Tagliamento, presso Udine, e vede coinvolta la stradale di Udine, la quale quel pomeriggio ha multato una delle nostre auto (eravamo un gruppo di 8 persone, amici modenesi e ferraresi, in direzione Austria, su due auto) perché, esasperato dalla coda, uno di noi ha bestemmiato dall’auto che, per il caldo, aveva il finestrino abbassato. La stradale ha sentito e ha multato il ragazzo per 102 euro, adducendo come motivazione che “bestemmiava ad alta voce contro le divinità ovvero i simboli religiosi dello Stato”. Ora: tralasciando il discorso sull’eventuale inopportunità della bestemmia (vorrei vedere voi, in coda…), io credevo di vivere in uno STATO LAICO, non in uno Stato confessionale. “Divinità religiose dello Stato”? Ma non si vergognano alla Stradale di Udine, o forse solamente non sanno che l’Italia non è uno Stato confessionale? O magari Udine è in territorio vaticano? O sono solo poliziotti che ignorano la semantica e cercano qualunque pretesto per raggranellare denaro ai danni delle persone? Vi giro in pdf il quotidiano Prima Pagina di Modena che ha accolto la nostra segnalazione e pubblicato oggi l’articolo, e vi giro anche la foto della multa. Facessero le multe a chi compie reati stradali, non a chi smadonna. Anatema al bigottismo di Stato. Collerici saluti
Flavio Rivara

COSA NON TORNA – Purtroppo per l’estroso scrivente «bestemmiava ad alta voce contro le divinità ovvero i simboli religiosi dello Stato» è sparita quasi vent’anni fa, per essere sostituita da un testo diverso, che non limita il suo campo d’azione all’offesa alla divinità cattolica, che sentenze successive hanno comunque ristretto all’essere supremo, la norma non protegge infatti santi e madonne, secondo le più recenti pronunce giudiziarie:

« Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità, è punito con la sanzione amministrativa da euro 51 a euro 309. […] La stessa sanzione si applica a chi compie qualsiasi pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti. »

TROPPO VECCHIA – Si tratta di una semplice sanzione amministrativa e capita che le forze dell’ordine elevino qualche multa all’anno con questa motivazione, di solito in seguito ad alterchi o esplosioni d’ira di cittadini fermati per altre questioni, ma in questo caso appare del tutto inverosimile che gli uomini della stradale di pattuglia sulle autostrade possano aver attinto la definizione da un codice vecchio di 20 anni o da una memoria altrettanto stagionata. Più facile immaginare che qualche furbone abbia trovato in quell’antica formula lo spunto per fare un po’ di rumore.