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Tutta la storia dei due sacerdoti rapiti in Camerun

Rapiti nella notte insieme a un’anziana suor canadese. Si teme per mano degli estremisti islamici di Boko Haram, Giampaolo Marta e Gianantonio Allegri, due sacerdoti che guidavano una delle due parrocchie della diocesi di Maroua, nel Nord del Camerun.

maroua

IL RAPIMENTO – Giampaolo Marta e Gianantonio Allegri sono stati prelevati nella notte insieme a una suora canadese nella diocesi di Marouba. Il sospetto è che i sequestratori siano miliziani di Boko Haram sconfinati dalla Nigeria. Il vescovo di Vicenza parla di «Situazione complicata». Secondo la ricostruzione offerta dalla diocesi vicentina, due gruppi di armati arrivati a bordo di auto hanno fatto irruzione intorno alle due di notte ora locale nelle case dei sacerdoti e delle suore, hanno messo a soqquadro tutto e hanno portato via i tre religiosi.

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LE REAZIONI – La Farnesina ha confermato il sequestro. Il ministero degli Esteri ha immediatamente attivato l’Unità di Crisi e l’ambasciata italiana a Yaoundè e chiesto il massimo riserbo per facilitarne il lavoro, «Seguo personalmente la vicenda». ha detto il ministro degli Esteri, Federica Mogherini. La diocesi di Vicenza non esclude che i sequestratori possano essere terroristi islamici di Boko Haram, attivi nel nord della Nigeria, che hanno sconfinato in Camerun, l’area di Maroua si trova infatti in un’enclave che s’incunea a Nord tra Nigeria e Ciad fino a toccare il lago omonimo, due paesi nei quali a quelle latitudini pullulano formazioni variamente islamiche quanto invariabilmente pericolose. Recente ad esempio il caso del prete francese Georges Vandenbeusch, rapito nella stessa regione nel novembre del 2013 e tenuto in prigionia in Nigeria prima di essere liberato tre mesi dopo.
Papa Francesco, informa la sala stampa vaticana, è stato informato del rapimento dei due sacerdoti di Vicenza e della suora in Camerun, prega per i rapiti e formula auspici per una soluzione della vicenda. Il nome della religiosa canadese non è stato diffuso, si sa solo che dovrebbe avere 80 anni.

UNA ZONA PERICOLOSA – La Diocesi di Vicenza è attiva a Maroua dal 1973, Giampaolo Marta è in Camerun da oltre sei anni, Gianantonio Allegri vi è tornato lo scorso ottobre dopo averlo lasciato nel 2002 per rientrare e prendersi cura della madre malata. Nel giugno scorso, don Allegri ha aperto un blog nel quale in alcuni messaggi si trovano riferimenti alla situazione d’insicurezza dell’area che riportiamo a testimonianza:

8 febbraio 2014

«Eccomi a farmi vivo dopo un po’ di tempo da Natale, un mese! Cosa raccontarvi? A parte un po’ di nostalgia, qui mi sento ‘stabile’ e mi muovo oramai abbastanza bene. Con don Giampaolo c’è una buona intesa e lo apprezzo molto per come agisce e per la sua pazienza (anche nei miei confronti)”. “C’è anche una specie di coprifuoco là sul confine: le moto (mezzo privilegiato per muoversi agilmente) non possono circolare dalle 18 di sera fino alle 6 di mattina. Comunque qui a Tchere non dovrebbero esserci problemi. Qui la situazione di sicurezza si è un po’ allentata dopo la liberazione del prete francese l’ultimo giorno dell’anno. Ma ci dicono di essere prudenti comunque… l’esercito nigeriano sembra aver riconquistato le tre province del nord Nigeria, ma i fondamentalisti non sono stati debellati… alcuni, sappiamo, sono fuggiti in Cameroun, alcuni sono stati arrestati, ma sembra programmassero anche il reclutamento in Cameroun. Le forze dell’ordine sono sempre all’erta e le parrocchie sul confine sono sempre presidiate di notte dall’esercito camerunese»

12 MARZO 2014:

«La situazione di insicurezza del territorio non è cambiata: anche se esteriormente qui non si notano particolari allarmanti, è palpabile nel nostro sentire e nelle nostre conversazioni. Sappiamo che al confine con la Nigeria le forze dell’ordine e l’esercito sono impegnati ad assicurare che non ci siano infiltrazioni e il Governatore della regione ha chiesto che se gli europei presenti qui per vari motivi, si spostano in gruppo, devono farsi scortare dalla polizia. Comunque state tranquilli, noi siamo sereni e confidiamo in quel Padre che annunciamo, misericordioso e grande nell’amore.»