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Ci vorrebbe Zorro

Dopo aver sentito le ultime novità sul futuro Senato della Repubblica, che farà rimpiangere la limpidezza e il pluralismo di quello della Roma imperiale, dopo aver letto il Dudù Act, la svolta cagnolino/aristogatta di Forza Italia, dopo aver assistito all’affaire delle province, l’ennesima operazione di maquillage operato da istituzioni che si stanno specializzando nell’imbellettamento dei cadaveri, dopo aver guardato tutto ciò con gli occhi sgranati ed enormi come quelli di una Heidi vizza e possa, c’è solo una cosa che mi viene in mente: ci vorrebbe Zorro. L’immagine di Zorro mi segue ogni momento. Zorro, l’alternativa più valida e credibile alla classe politica attuale.

MILEVOTCENTSIFULA – Uno che usa una mascherina nera senza essere un ladro, uno spadaccino vestito di nero, con un mantello nero, un cappello nero e un cavallo nero. Tutto nero come John Belushi in Blues Brothers, ricco ma onesto. Come Batman, insomma, ma Batman ha tutta una serie di cattivi che fanno i cattivi, che a volte sono collusi con il potere ma operano a latere. Zorro no, lui lotta contro i cattivi governanti e i loro sciocchi sgherri. È specializzato in quello, ecco perché ci serve. È l’archetipo del giustiziere mascherato e ha ben chiaro chi è il nemico: ne ha uno solo, che sono i caproni che governano il suo paese, la California del milevotcensifùla, che ha molte analogie con stati contemporanei a noi ben noti.

MUTO MA NON SORDO – Che fa Zorro di mestiere? Si nasconde, si camuffa da persona normale. Si traveste da Diego de la Vega, un riccone senza qualità, e si informa sulle nefandezze che hanno in mente i bestioni che detengono il potere. Poi, aiutato dal suo servitore muto ma non sordo (il migliore dei portavoce che si possa immaginare), che si chiama Bernardo, si toglie il travestimento da pirla e diventa ciò che è, il vendicatore in nero. Che li fa trottare tutti, i disgraziati che sfruttano la povera gente, tatuando la sua zeta ovunque l’ingiustizia e la prevaricazione hanno attecchito. Più moderni di così si muore.

O-GLASSING – Per esempio, che ne so, facciamo un esempio di un episodio pilota, ambientato a Cialtron City. Ci sono questi cialtroni esperti in O-Glassing (La famosa attività di fare la O con il bicchiere) che stanno lì e vivacchiano perché aspettano le finte elezioni organizzate dai tiranni di Los Angeles, gestite dai vari Sergenti Garcia, che magari non sono nemmeno così cattivi, ma sono così beoti che forse se almeno erano cattivi facevano meno danni. Sono lì che la contano su ai peones e temporeggiano in attesa di contarsi tra loro; e, una volta che si saranno contati, continueranno a cazzeggiare, ma saranno molto più convinti nel portare avanti le loro costosissime, ovviamente per i peones, operazioni di O-Glassing.

CIALTRON CITY – Poveri peones, che andranno a mettere le ics a caso, avendo solo tre possibilità, decise non da loro, ma preconfezionate dagli amministratori di Cialtron City: scegliere uno schifo o un altro schifo o, in alternativa, un terzo schifo. Qual è lo schifo minore? Una bella domanda. La risposta ce l’ha Zorro Zorro disegna con la spada sul sedere di questa gentaglia la sua zeta e morta lì. Zorro è un proto-anonymous, è V for Vendetta. Tutti dovremmo abbracciare la strada tracciata da lui con il celebre zig-zag della sua arma preferita. A quelli che vogliono la Ics della nostra resa incondizionata dovremmo rispondere con il simbolo della nostra ribellione, la Zeta di Zorro.