10 anni fa moriva Fabrizio De Andrè. Ne vogliamo parlare, a modo nostro, anche noi. Anzi, lasciamo parlare la sua voce. Ascoltiamola

Eccomi. Sono ancora qui, nei quartieri dove il sole del buon dio non dà i suoi raggi. Sono qui, stranito e confuso come chi ha perso l’amore, la perla più rara, come in quei giorni freddi in cui te ne vai triste come chi deve e il vento ti sputa in faccia la neve. Qui, a Genova. Guardo lassù, verso quel cielo dove le nuvole vanno e vengono, e ogni tanto si fermano. Passeggio lentamente tra i bar del porto e le sue meraviglie, ripensando a quei giorni perduti a rincorrere il vento, quei giorni in cui, ricordi? Sbocciavan le viole, con le nostre parole. Lo so che era solo una canzone, forse un sogno, venuto dal sole o da spiagge gelate. O forse era solo una storia sbagliata. Una storia che sapeva di speranza: la speranza della buona novella.


…il grande poeta musicale! ha saputo trasformare la poesia in musica, ma non solo,ha raccontato in versi anche le tante ingiustizie dello Stato!
“Prima pagina venti notizie
ventuno ingiustizie e lo Stato che fa
si costerna, s’indigna, s’impegna
poi getta la spugna con gran dignità
mi scervello e mi asciugo la fronte
per fortuna c’è chi mi risponde
a quell’uomo sceltissimo immenso
io chiedo consenso a don Raffaè…”
Non mi è mai facile parlare di De André. Mi emoziona moltissimo. E ogni volta che lo ascolto (o leggo) scopro un qualcosa che non avevo colto la volta precedente.
Ad esempio, quanto è calzante il verso “Prima pagina 20 notizie 21 ingiustizie”..
Grazie
sono un po’ in overdose da celebrazione (penso che ci avrebbe mandato tutti quanti a cacare..).Fortuna che la musica e la poesia le si possono sempre ascoltare.
Paolo
E’ un bellissimo post ^_^
Lisa
@paolo:
Vero. Posso solo dire che, per quanto mi riguarda, lo “celebro” (io preferisco dire: lo ricordo) tutti i giorni.
@Lisa72:
Grazie. Per una volta, sono d’accordo con te. Il post l’ha scritto fabrizio, non io.
G R A Z I E ! ! !
Il tuo post è un viaggiare insieme
coda di lupo era la mia preferita
anche se la canticchiavo di nascosto e di nascosto a me stesso (c\’ era quel riferimento ad un dio…..a cui non bisognava credere mai,,,)
un sorriso lupo
Faber è stato il poeta genovese che ha cantato di noi sconfitti, di noi disperati e soli. Tenco era cupo e melanconico, Bindi struggente, Paoli passionale e depresso, Lauzi sofisticato e Conte ricercatore e più pimpante. Tutta la scuola genovese ha segnato molto per me. Di De Andrè non posso non ricordare Un giudice o la cattiva strada. Ma anche le ricerche della svolta come l’album Indiano e Creuza de Ma.
Ci manche Fabrizio
@solange:
Grazie a te. Ma come ho già detto, non ne ho alcun merito…
@Juppes:
Bellissima. Io trovo difficile dire quale sia la mia preferita. Alla fine, oscillo tra Carlo Martello ritorna dalla Battaglia Di Poitiers e Via del campo. Ma non posso non mettere Creuza de ma.
@ilMaLe:
Tutta la scuola genovese ha segnato molto per me
Anche per me, amo tutti coloro che hai citato (e anche Ivano Fossati, anche se è già di un’altra epoca) E in generale amo Genova (anche se non è la mia città, ci vengo spessimo e ci verrei anche più spesso, se potessi)
@tutti:
Grazie. Per me questo post significa molto.
“Ma gli occhi dei poveri guardano altrove, non sono venuti a esibire un dolore…” Ave Faber, la tua è una “stagione che stagione non sente”. Grazie Carlo.
@Nuvola rossa:
Grazie a te. Un sorriso per ogni stagione.
Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.
@Strababaus:
Un altro piccolo capolavoro di Fabrizio.
Ciao, sono uno dei creatori di wikitesti l’enciclopedia musicale gratuita che hai citato nell’articolo.
Ti volevo ringraziare, ma ti volevo anche dire che per quasi tutte le canzoni di De andrè nell’enciclopedia ci sono quasi tutti gli accordi.
Sono poche le canzoni che mancano gli accordi. Se volete collaborare … noi siamo sempre a vostra disposiozione.