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Le intercettazioni che incastrano i 24 secessionisti veneti arrestati

Il Corriere della Sera pubblica oggi le intercettazioni che hanno incastrato i 24 secessionisti arrestati ieri con l’accusa di associazione per delinquere con le finalità di terrorismo ed eversione (qui la storia). Una delle frasi riportate:

«È arrivato il momento di combattere ragazzo… a breve salta tutto è… Pota, non si parla di entusiasmo, si parla di combattimento… Più che tagliare su il salame noi abbiamo bisogno di caricare i candelotti di dinamite». Contin lo precisa: «Bisogna essere realisti ma in maniera fanatica. Noi abbiamo due nemici: lo Stato italiano e il poco tempo a disposizione… O ci svegliamo fuori o molliamo tutto e ci rassegniamo a diventare italiani… Bisogna che stiamo più uniti e più compatti su certe decisioni anche se possono sembrare drastiche».

La foto del tanko dei secessionisti veneti (1997) da Wikipedia

24 indipendentisti veneti

Secondo il Corriere, i secessionisti preparavano una manifestazione in piazza San Marco, alla quale avrebbe “partecipato” come ospite d’onore il loro simbolo: il Tanko, un carrarmato costruito sotto un capannone usando un escavatore cingolato. E quindi:

Oltre a Contin, fra i fondatori e leader dell’«Alleanza», c’è Luigi Faccia, altro «serenissimo» del ‘97, che parlando con il nuovo alleato Orini lo sollecita a «non mollare». Convincendolo: «Se c’è da prendere il mano il fucile io lo prendo», assicura l’altro. Orini a altro convinto separatista, Roberto Abeni, anche lui raggiunto dall’ordinanza di custodia cautelare: «Sgombriamo il campo da equivoci: il nostro obiettivo è abbattere lo Stato italiano che noi non riconosciamo… L’indipendentismo non è di destra né di sinistra, è trasversale, non riconosciamo nessuna autorità politica, morale e civile». Concetti che il veronese Tiziano Lanza ha sintetizzato così: «Senza la spada la carta non funziona, non c’è niente da fare…», dice mentre discute con Faccia e Contin, che gli chiedono come faranno nell’interregno, dopo che la rivolta è scoppiata e il nuovo potere non si è ancora stabilmente insediato. Per esempio, le banche? «Semplice, uno dei nostri con il mitra va dal direttore tutto il giorno e quello che fa… fai tutte le manovre con il mitra puntato, non c’è mica tanto da fare! Quando ne portano uno ucciso!». Contin allarga il raggio: «Via tutti gli stranieri e tutti i forestieri».

Secessionisti veneti: l’ordinanza (Corriere della Sera)

secessionisti veneti 1Intanto Repubblica riporta le parole di Tiziano Lanza:

Mica tanto serenissimo, Tiziano Lanza vagheggia un interregno di violenza, con regime militare e rappresaglie su Equitalia e banche: «Quando semini un terrore del genere e qualcuno lo ammazzi davvero, o per lo meno lo segni bene, allora vedrai che non c’è più nessuno che… lo sai durante il processo di Torino delle Brigate rosse ci voleva la giuria popolare della Corte d’assise? Non ne trovavano, le gambizzavano prima». E con Contin e Orini si prepara la pulizia: «Via tutti gli stranieri e i forestieri, e per forestieri si intende che non vogliano più napoletani. Tu sei italiano e veneto? Confiscata casa, via. Sì signore, esatto, siamo maoisti, benissimo! Uno ha detto che siamo nazisti, bene! ».