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La strana crescita del mercato dell’auto

Ma il mercato dell’auto come sta? Nonostante i numeri che vedono una crescita nelle vendite, produttori e concessionari sono molto preoccupati a causa dell’aumento delle auto a noleggio mentre il mercato vero, quello che porta guadagni e si rivolge ai privati, continua nel suo periodo di stagnazione. Ed ora si teme davvero per il futuro.

La strana crescita del mercato dell'auto

I DATI DELL’ULTIMO MESE – La stampa nelle ultime ore ha dato ampio risalto alla crescita nelle immatricolazioni rispetto allo scorso anno. Nell’ultimo mese sono state vendute 139.337 contro le 132.753 dello scorso anno. L’aumento è quindi nell’ordine del 5 per cento, un dato che arricchisce quello che è il primo trimestre del 2014 nel quale sono state immatricolate 376.519 unità contro le 355.818 dello stesso periodo dello scorso anno, con un incremento totale pari al 5,8 per cento. Ma non bisogna farsi ingannare da questi risultati. Assolutamente. Il perché è presto spiegato dall’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri che invita a leggere i numeri in maniera corretta per evitare fraintendimenti.

IL RUOLO DEGLI AUTONOLEGGI – Si perché se da un lato abbiamo assistito ad una crescita delle immatricolazioni, dall’altro è importante notare che l’incremento è dovuto alla vendita di autoveicoli alle società di noleggio, con un aumento del nove per cento rispetto allo scorso anno. Questo avviene perché le società in questione si sono trovate con un parco insufficiente e con una maggior domanda stagionale. Inoltre sul lungo termine c’è stata un’esigenza di rinnovo che ha spinto le suddette ad accelerare gli approvvigionamenti. Questo quindi vuol dire che rispetto ai privati nel 2014 si sono vendute meno auto rispetto allo scorso anno mentre su base trimestrale siamo in linea, con 236.050 unità vendute, in calo di 260 auto rispetto allo stesso periodo di un anno fa.

La strana crescita del mercato dell'auto

COLPA DELLE SPESE? – Inoltre, continua Massimo Nordio, presidente dell’Unrae, « con il 58 per cento di quota le vendite a privati hanno raggiunto il valore più basso della storia». Ciò significa che la mobilità individuale è ancora un bene troppo oneroso a causa dei costi di esercizio e della pressione fiscale. La soluzione, secondo l’associazione, è quella di portare in deduzione dalla dichiarazione dei redditi parte dei costi di acquisto di un’auto nuova, come avviene per l’acquisto della casa. Invece, a causa della crisi, sorride solo il settore dell’autonoleggio. A testimoniarlo i numeri.

IN CRESCITA ELETTRICO ED IBRIDO – Le immatricolazioni a marzo sono state 37.625, con un incremento del 31,7 per cento rispetto allo scorso anno e per un valore attuale del 29,6 per cento del totale. Le società dal canto loro nell’ultimo mese sono cresciute del 4,6 per cento, in linea col trimestre precedente. I privati invece hanno compiuto 81.202 immatricolazioni arrivando al 58 per cento. E torniamo a quanto denunciato dall’Unrae. Crescono nelle alimentazioni le ibride e le elettriche, rispettivamente con un 47,4% e +266,7%, mentre le diesel hanno conosciuto un incremento più limitato, nell’ordine del 10 per cento. La benzina resta stabile mentre calano GPL e metano. Insomma, alla fine possono sorridere solo le vetture elettriche ed ibride.

La strana crescita del mercato dell'auto

L’EXPLOIT DI RENAULT – Nel mese di marzo 2014, inoltre, il volume globale delle vendite, pari a 505.513 autovetture, ha interessato per il 27,56 per cento auto nuove e per il 72,44 per cento auto usate. Parlando di marche, Renault conquista una crescita record del 58,4 per cento nel mese di marzo e del 34,5 per cent su base trimestrale, per 8.346 auto vendute contro 5.270. Nel trimestre invece Renault ha venduto 20.388 automobili contro le 15.162 dello stesso periodo dello scorso anno. Risultato positivo anche per la sorella Dacia forte di una crescita del 22,2 per cento in più a 3.126 auto vendute contro 2.559. La crescita più alta è comunque quella di Subaru che passa da 210 a 337 auto, per un incremento del 60,48 per cento, che compensa in parte il disastroso primo bimestre. Il tonfo più clamoroso è invece quello di Chevrolet che passa da 2.328 a 771 vetture nel raffronto tra marzo 2013 e 2014, per un calo del 66,88 per cento.

IL CALO DELLE ALTRE – Da notare poi come marzo abbia riservato il segno meno anche ad altre grandi case automobilistiche come Ford, la Kia, Mercedes, Nissan, Seat, Smart. Il gruppo Fiat-Chrysler tiene botta con un aumento nelle immatricolazioni del 2,8 per cento rispetto al 2013 a 39mila vetture. Un dato importante che viene invece contrastato da un calo nella quota di mercato, arrivata a 28,1 per cento con una perdita di o,6 punti. Il secondo gruppo italiano è Volkswagen, con una quota dell’8,33 per cento, seguito da Ford, al 6,55 per cento ma con un calo rispetto allo scorso anno di 230 auto, per un venduto di 9.131 vetture contro le 9.361 dello stesso periodo dello scorso anno. Nel leggere questi numeri viene quindi da pensare che in effetti ci sia una stagnazione e che crescano solo i modelli destinati al noleggio.