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Il Canton Ticino nuovo bordello d’Europa?

Il Canton Ticino diventerà il nuovo bordello d’Europa? Il cantone più importante della Svizzera italiana, che confina con Lombardia e Piemonte, sta per approvare una regolarizzazione della prostituzione che secondo i critici potrebbe aumentare il turismo sessuale verso i postriboli ticinesi, da sempre grande passione degli abitanti delle regioni padane.

bordelli prostituzione ticino 1

TICINO DEI BORDELLI – In Canton Ticino si discute ormai da diversi anni di una nuova legge che regolarizzi il fenomeno della prostituzione. Il Cantone principale della Svizzera italiana aveva vissuto un vero e proprio boom del mercato del sesso, ma la situazione era degenerata tanto da determinare un pesante intervento della magistratura, che ha recentemente attirato le attenzioni della trasmissione Lucignolo di Italia 1. Sul programma televisivo della rete Mediaset si è parlato di cimitero dei bordelli, una prospettiva anche eccessiva, e il legislatore ticinese ha deciso di promuovere una nuova normativa di regolarizzazione più restringente rispetto al passato. L’autorizzazione per aprire un locale di prostituzione diventa più stringente, ma i bordelli avranno, come in passato, la possibilità di pubblicizzare le loro attività, ed, nell’osservazione delle regole, il mercato del sesso tornerebbe a marciare a buon regime. Una prospettiva che inquieta diversi critici, che temono per il Ticino una deriva da bordello europeo, alla luce del nuovo clima più restrittivo sul tema esistente nei paesi dell’UE che confinano con la Svizzera.

BORDELLI CHIUSI – In questi ultimi mesi il turismo sessuale verso il Canton Ticino ha subito un calo piuttosto rilevante a causa di un’operazione di polizia. Le forze dell’ordine e il Ministero pubblico hanno perquisito i tantissimi locali che erano presenti sul territorio. Le autorità hanno verificato ben 33 postriboli – su una popolazione di 300 mila residenti o poco più, quindi uno ogni 10 mila abitanti, una densità di professioniste del sesso con pochi paragoni in Europa – e ne sono stati chiusi più di due terzi. Nel frattempo alcuni dei locali chiusi per le irregolarità riscontrate – molte prostitute erano illegali, e le infiltrazioni della criminalità erano numerose – hanno riaperto, e la nuova normativa promossa dal Consigliere di Stato leghista Norman Gobbi mira a dare un quadro più certo sul mercato del sesso. Le autorità avranno maggiori poteri di controllo, i locali saranno identificati come bordelli, ma la prostituzione potrà avere un quadro normativo che ne potrebbe favorire una nuova e significativa espansione.

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TIMORI DEL BOOM DEI BORDELLI – La nuova legge sulla prostituzione è in gestazione da diversi anni proprio perché in Ticino c’è un timore di replicare il vero e proprio boom del turismo del sesso praticato da tanti italiani. La facilità di raggiungere i sicuri ed accoglienti postriboli ticinesi – i primi si trovano a poco più di mezz’ora di autostrada da Milano – aveva spinto moltissimi nostri connazionali a passare le frontiere per recarsi nei postriboli svizzeri. Una situazione che si potrebbe replicare ora che l’Europarlamento ha passato una risoluzione che mira ad introdurre la sanzione del cliente. «A causa dei nuovi programmi antiprostituzione avviati in Scandinavia e nell’Unione europea avremo un’immigrazione di massa di prostitute e di magnaccia. E questo grazie alla legge lassista prevista per il Ticino » ha denunciato l’avvocato Paolo Bernasconi, ex magistrato ticinese ora avvocato molto conosciuto nella Svizzera italiana. Una presa di posizione condivisa, nella sostanza, anche dai partiti di centro.

ANNUNCI DEI BORDELLI – In Canton Ticino, come nel resto della Svizzera, vige una prassi di democrazia concordataria che spinge alla grande coalizione permanente. Al momento la populista Lega dei Ticinesi è la principale forza di governo, ed è alleata con i centristi di PPD e Liberali-Radicali, due formazioni più moderate, oltre che con la sinistra dei socialisti. I popolari e i liberali hanno di nuovo frenato sulla votazione della nuova legge che regolarizza la prostituzione. I cattolici del PPD hanno un’opposizione più ideologica alla normativa, mentre i liberali evidenziano come la possibilità di pubblicizzare i locali erotici potrebbe favorire un nuovo boom del mercato del sesso, spinto sopratutto dal nuovo vento anti prostituzione che si respira in Europa. «Recentemente a Bruxelles è stato votato un postulato per far sì che in tutta Europa si vada verso la punibilità del cliente. Come PLR non siamo d’accordo con questo principio, ma se dovesse passare il Ticino rischierebbe di diventare il rifugio per tutti i bordelli della Lombardia e non solo», ha dichiarato un esponente dei liberali, che hanno i numeri per bloccare la norma in Gran Consiglio, il Parlamento ticinese.