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Tutti i finanziamenti privati alla politica

Un miliardo e 500 milioni di euro elargiti in ventuno anni. Tanto valgono i finanziamenti alla politica da parte di aziende e privati, secondo i numeri forniti da OpenPolis al quotidiano Repubblica. Tra i partiti, è stato Forza Italia di Silvio Berlusconi a beneficiarne di più, incassando 291 milioni di euro. Subito dopo, Ds (con 175 milioni) e la Margherita (con 117 milioni di euro). Tra gli esponenti politici, invece, in testa c’è l’ex sindaco di Milano Letizia Moratti, eletta in quota centrodestra, finanziata dai privati con 18,3 milioni. Ben più distante, avendo potuto contare su 5,6 milioni, è stato l’europarlamentare Vito Bonsignore, ex esponente di Forza Italia passo oggi al Nuovo centrodestra del ministro dell’Interno Angelino Alfano. Non sono gli unici fondi del quale ha beneficiato la politica nell’ultimo ventennio: al miliardo e mezzo dei privati devono essere aggiunti i 2,7 miliardi di finanziamenti pubblici dal 1994. Totale? Quattro miliardi e 200 milioni di euro entrati nella casse dei partiti.

Silvio Berlusconi prescritto nel caso Unipol

 

I FINANZIAMENTI PRIVATI ALLA POLITICA – A fornire le cifre sul quotidiano diretto da Ezio Mauro, è stata la giornalista Michela Scacchioli, ha spiegato come tra le società private, invece, sia stata la concessionaria di pubblicità delle reti televisive del gruppo Mediaset Publitalia 80 – fondata dallo stesso Silvio Berlusconi – a risultare al primo posto per denaro “offerto” ai partiti. Ma questi stessi partiti sono a loro volta stati finanziatori: così, tra quest’ultimi, il Pdl è in testa, con 212 milioni erogati, la gran parte alla stessa Fi, la creatura politica resuscitata dall’ex presidente del Consiglio. Come ha spiegato Repubblica, però, per orientarsi tra le cifre bisogna comprendere il groviglio normativo. Le regole attuali impongono di rendere noti gli importi maggiori a una determinata cifra. Rispetto al tetto di 6600 euro valido fino al 2003, fu Giulio Tremonti ad aumentare la soglia fino ai 50 mila euro. Lo scorso 20 febbraio intanto è arrivato l’ultimo sì (alla Camera, tra le proteste del MoVimento 5 Stelle, che aveva chiesto misure più incisive, ndr) necessario per la riforma del finanziamento pubblico ai partiti, diventato legge. Una nuova normativa che ha abolito il finanziamento pubblico diretto e indiretto ai partiti, sostituendolo con agevolazioni fiscali per la contribuzione volontaria dei cittadini (introdotta una detrazione per le erogazioni liberali pari al 26% per gli importi da 30 euro a 30mila euro, ndr). I privati potranno finanziare i movimenti politici con il 2 per mille dell’Irpef o con donazioni fino a 100mila euro. L’abolizione entrerà però a regime soltanto nel 2017, concedendo alle casse dei partiti tre anni per “adattarsi” al nuovo sistema. Per questo triennio si prevede invece un taglio graduale del 25, 50 e 75 per cento dell’importo previsto, al momento attuale di 91 milioni di euro.  Un impianto che era stato criticato dal commissario per la spending review Carlo Cottarelli, che aveva bocciato la riforma e chiesto un “sacrificio” ulteriore, rispetto a un testo criticato proprio per “concedere” ai partiti e ai loro tesorieri un percorso soft, prima dell’abolizione del 2017.

TUTTI I FINANZIAMENTI – Repubblica ha fornito cifre e nomi dei privati che hanno finanziato dal 1992 la politica:

«Si va dalle aziende ai privati (come il finanziere americano George Soros che ha dato 2 milioni alla lista Marco Pannella, l’ex presidente Abi Giuseppe Mussari con quasi 700mila euro ai Ds di Siena e il proprietario del Palermo Calcio Maurizio Zamparini con 460mila euro spalmati tra Msi, An e Udc) fino alle singole associazioni di categoria. Costruttori, imprese edili, banche, società immobiliari e di pubblicità, pianeta agricolo e mondo farmaceutico sono tra i principali finanziatori. Nella classifica spicca la Publitalia 80 Spa (43,7 milioni di euro divisi negli anni tra Psi, Dc, Pli, Pri, Msi, Lega Nord e Forza Italia ). A ruota, figurano Gianmarco Moratti (12,3 milioni a Letizia Moratti) e la Beta Immobiliare Srl (11,5 milioni al Pds) seguiti, tra gli altri, dalla Mec Spa di Torino, holding legata alla famiglia Bonsignore (4,8 milioni allo stesso Vito Bonsignore) Banca Intesa (3,1 milioni ai Ds), Fininvest (3 milioni a Forza Italia), il conte Giannino Marzotto (2 milioni di euro tra Forza Italia e Lega Nord), famiglia Caltagirone (1,5 milioni di euro in buona parte all’Udc), Autostrade Spa (1,1 milioni ad An, Forza Italia, Lega Nord, Udc, Udeur, Prodi e Margherita), Mondadori (485mila euro a Forza Italia), Manutencoop (470mila euro tra Ds, Margherita e Ulivo), Confederazione generale dell’agricoltura (377mila euro divisi tra Ppi e singoli politici), Farmindustria (374mila euro tra Lega Nord, Forza Italia, comitato Rutelli e Pietro Folena), ed Esselunga (335mila euro perlopiù a Forza Italia e Ccd).

Come ha spiegato Repubblica, la Progetto 90 Srl di Sergio Scaramellini sembra aver preferito non scegliere, finanziando tutti o quasi: l’immobiliarista romano, noto per affittare gli appartamenti alla Camera dei deputati, ha infatti finanziato con 467mila euro Lega Nord, Ds, Pd, Udc e Pdl da parte c’è anche A Forza Italia/Pdl sono arrivati nel biennio 2008-2009 i soldi della Pizzarotti Spa di Parma (315mila euro), mentre nel 2004 330mila euro sono arrivati dalla famiglia Riva (i proprietari dell’Ilva), 41mila euro dalla Merloni elettrodomestici e fondi dalla Air One di Carlo Toto. Anche lui ha preferito finanziamenti “bipartisan”, elargendo denaro – per un totale di 90 mila euro – anche ad An, Pierluigi Bersani e Massimo D’Alema.

I POLITICI – Anche i singoli politici hanno aiutato i partiti nel quale hanno militato: tra i tanti, si va dagli 1,7 milioni di euro dell’ex presidente della Camera Fausto Bertinotti a Rifondazione comunista al milione e mezzo di Emma Bonino ai Radicali, fino ai 402mila euro del “Leader maximo” D’Alema ai Ds.  Poi ci sono quelli che hanno beneficiato degli aiuti: se ai primi due posti ci sono i già citati Letizia Moratti e Vito Bonsignore, hanno incassato rilevanti finanziamenti privati anche Francesco Rutelli (all’ex sindaco di Roma sono andati 4,5 milioni di euro) e Romano Prodi (2,9 milioni di euro), mentre Silvio Berlusconi ha incassato 266mila euro. Era stato invece il Fatto Quotidiano, lo scorso anno, a mostrare quali erano stati i finanziatori privati nell’ultima tornata elettorale. In totale, circa 40 milioni di euro arrivarono nelle casse dei partiti da finanziatori privati, come svelò Carlo Tecce. Dai contributi di Prada, a quelli degli imprenditori Romeo e Borletti (Buitoni), passando per le “coop rosse”, i partiti sono riusciti a mettere da parte quote considerevoli. Il giornalista riportò un lungo elenco con nomi e cifre, proveniente dalla Camera, contenuto in 87 pagine di rendicontazione che riporta tutti i contributi di persone fisiche e giuridiche ai partiti, al di sopra dei 5 mila euro (il periodo di riferimento era quello compreso tra il 1 novembre 2012 e il 28 aprile 2013, ndr).

L’ULTIMA TORNATA ELETTORALE – Tecce spiegò come nell’elenco non mancava quasi nessuno, escluso il MoVimento 5 Stelle. I grillini non erano presenti perché avevano ricevuto soltanto quote sotto la soglia prevista per legge: “Soltanto sottoscrizione per poche decine di euro”, si legge. Mentre attendevano i rimborsi pubblici, i partiti avevano così beneficiato per la campagna elettorale sugli aiuti dei privati. Tra i politici, Tecce citò Mario Monti, riuscito a «raccogliere oltre 2 milioni di euro profittando di imprenditori-candidati e di tecnici generosi come Enrico Bondi». Non era stata invece presa in considerazione la lista dei candidati che hanno versato una quota al partito (9.600 per il Pdl e quasi il doppio per il Pd). Nel computo totale dei quaranta milioni ricevuti, era stato il Pdl ad aver raccolto la cifrà più consistente: ben 13,9 milioni di euro. Subito dopo il Partito democratico, con 11,1 milioni e la Lega Nord con 4,6 milioni. C’era poi posto anche per Scelta Civica con 2 milioni e Rivoluzione Civile: per il movimento di Ingroia furono 1,1 i milioni di euro ricevuti.