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Gli animalisti contro Michela Brambilla per il candidato cacciatore alle Europee

C’eravamo tanto amati. Centopercento animalisti ha applaudito e sostenuto Michela Vittoria Brambilla per la sua partecipazione alla battaglia contro Green Hill, e per tutte le altre prese di posizione a difesa degli animali. Ma ora è scontro. L’onorevole viene presa di mira dagli attivisti per la candidatura del compagno di partito Sergio Berlato alle prossime elezioni europee. «Berlato – spiegano in una nota – per chi non lo sapesse, è il cacciatore vicentino butterato che più rappresenta gli interessi dei suoi colleghi al parlamento europeo. La sua base elettorale è formata da cacciatori e pescatori, dei quali difende i privilegi a danno degli Animali, dell’ambiente, di tutti gli altri cittadini. Inoltre si esprime apertamente a favore della vivisezione, appoggiandola col suo voto nel parlamento. Poi non vogliamo ricordare qui la vicenda dei cacciatori morti iscritti nella sua lista nello scandalo scoppiato alcuni anni fa in Veneto, perché non ci riguarda».

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RICHIESTE A VUOTO – Stavolta lo scontro è alto. Paolo Mocavero, leader di Centopercento animalisti qualche giorno fa chiese spiegazioni alla Brambilla. Il post sulla bacheca facebook dell’onorevole non è stato rintracciabile per diverse ore.

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«Allora ci chiediamo – inclazano ora i Centopercentoanimalisti – come può un’animalista come la Brambilla stare in silenzio difronte alla candidatura del suo partito di chi esprime posizioni come quelle di Berlato? Questa domanda le è stata rivolta dal leader di CENTOPERCENTOANIMALISTI, Paolo Mocavero, direttamente nella sua pagina fb. Non c’è stata risposta, anzi Mocavero si è visto oscurare per quasi 24 ore il suo messaggio. Stare nella stesso partito con un elemento come Sergio Berlato è assolutamente incompatibile per un’ animalista. Al di là dei calcoli politici, e delle alchimie per salvarsi la poltrona».

IL CANILE DI LECCO E L’ANIMALISMO INTEGRALISTA – Ma chi è Berlato? Deputato al Parlamento europeo e Coordinatore del Popolo della Libertà della Provincia di Vicenza ha denunciato l’integralismo animalista durante una sua intervista. Non solo, Berlato è segretario generale dell’Associazione cacciatori veneti-CONFAVI e «ultrà del mondo venatorio che a Strasburgo si batte per i diritti e la lobby delle carabine», come ha spiegato Repubblica. Tutto partì da questo video, diffuso su Facebook, dalla pagina A Favore della Sperimentazione Animale:

Al tempo della chiusura del canile di Lecco esprimeva così le sue considerazioni verso la collega Brambilla rea di aver smentito la nota ufficiale diffusa dal Comune di Lecco sulla chiusura della struttura gestita dall’associazione Leida. Leida fu fondata dall’onorevole Michela e balzò alle cronache per le condizioni strutturali gravi e precarie con dentro i suoi piccoli ospiti. Al tempo Berlato tuonò:

“La situazione di precarietà del canile – continua Berlato – era già nota, come note erano le pessime condizioni di detenzione dei cani, nonostante questo canile fosse gestito dall’associa zione dell’ex Ministro in virtù di un contratto con il Comune di Lecco che in 9 anni pare abbia stanziato ben 542 mila euro”.

e poi…

“Questa è l’ennesima dimostrazione di come a volte si predichi l’amore per gli animali ma si pratichino attività in modo tale da considerarle come cattivi esempi di coerenza. Quando “l’affare” della gestione dei soldi pubblici viene a mancare, sembra venire meno anche l’indignazione per il maltrattamento degli animali e la preoccupazione per il loro benessere. Coerenza vorrebbe che, a questo punto, l’ex ministro Brambilla si portasse tutti i cani sfrattati dal canile di Lecco a casa sua, a far compagnia al noto asinello ed alle sue amiche caprette”.

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IL BLITZ AD ARCORE – Come ha reagito Centopercento? Con un blitz, ad Arcore, nella notte tra il 30 e 31 marzo. I militanti di Centopercento animalisti hanno affisso in numerose fermate dei bus di linea, pensiline dell’Enel, stazione ferroviaria, locandine adesive stampate. Cosa raffigurano? «Immagini di animali -spiega il gruppo – che ogni giorno vengono uccisi dai cacciatori e dallo stesso Sergio Berlato, ma sopratutto con la foto della famosa stretta di mano ostentata nel sito del cacciatore butterato Vicentino e il presidente di Forza Italia, locandine che vanno interpretate come ognuno meglio crede, ironiche sul logo, pungenti nella storica e significativa frase di Ivan Fantin… Silvio Berlusconi elimini dalle sue liste il cacciatore vicentino, altrimenti il blitz di questa notte sarà il primo di una lunga serie nei confronti del suo partito».

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«Berlato tu sei un figlio di p…», si sente nell’audio del video girato qualche giorno dall’associazione nel corso di una contestazione.

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Nel mentre Brambilla tace, proprio nel giorno in cui Berlusconi strizza l’occhietto agli animalisti con una campagna pro Dudù. Il nuovo obiettivo dell’ex premier? Trovare «un papà e una mamma» per 150mila cani e gatti abbandonati in giro per l’Italia nei canili. Ora però ci sono nuove grane in arrivo. Berlato è una figura di spicco nel partito di Silvio in Europa. Difficile possa fare un passo indietro, anche davanti alle richieste pressanti sulla compagna di partito Brambilla. Nel mentre le richieste di spiegazioni degli attivisti su Facebook finiscono nel dimenticatoio. Come riporta una frase molto in voga negli ultimi anni nella politica italiana: «È l’Europa che ce lo chiede». Silenzio.