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Berlusconi fa l’occhietto agli animalisti

Più che una conversione per l’«effetto Dudù», un tentativo di racimolare voti in vista delle elezioni Europee. In attesa di conoscere il proprio futuro, tra domiciliari e affidamenti ai servizi sociali, nell’udienza del prossimo 10 aprile (anche se il Fatto aveva ipotizzato un possibile slittamento al 18), Silvio Berlusconi ha tentato anche la carta animalista per risollevare le sorti di Forza Italia, sorpassata negli ultimi sondaggi dal MoVimento 5 Stelle indicata sotto al 20% dei consensi. Il nuovo obiettivo dell’ex premier? Trovare «un papà e una mamma» per 150mila cani e gatti abbandonati in giro per l’Italia nei canili. Nella speranza che la mossa possa servire a recuperare consenso.

Dudù, il cane di Silvio Berlusconi e Francesca Pascale (Lapresse)
Dudù, il cane di Silvio Berlusconi e Francesca Pascale (Lapresse)

 

La strategia del corteggiamento elettorale degli amanti di cani e gatti è stata annunciata dallo stesso Berlusconi nel corso di una telefonata a un club di Forza Italia – con tanto di citazione di una lettura di un brano di Madre Teresa «scoperto proprio sugli animali eterni amici dell’uomo» – convinto di voler «conquistare la simpatia dei “10 milioni” di italiani che hanno in famiglia un cagnolino o un gattino». Peccato che, appena annunciata la “svolta animalista”, Berlusconi sembra aver già tradito cani e gatti, pronto a candidare in Veneto Sergio Berlato,segretario generale dell’Associazione cacciatori veneti-CONFAVI e «ultrà del mondo venatorio che a Strasburgo si batte per i diritti e la lobby delle carabine», come ha spiegato Repubblica.

BERLUSCONI CORTEGGIA GLI ANIMALISTI – La mossa elettorale berlusconiana ha intanto già diviso i sondaggisti, dopo che il leader di Forza Italia ha cercato di attirare il voto degli animalisti. Come ha spiegato il Corriere della Sera, c’è chi, come Nicola Piepoli, la considera come «un ottimo traino, una gran bella trovata». Al contrario, secondo Ixè, la mossa non porterà voti aggiuntivi ai berluscones, già in calo nei sondaggi. Si legge:

«Nicola Piepoli ha preso carta e penna e ha calcolato: «Secondo Berlusconi le famiglie dove abitano animali domestici sono 10 milioni, ma io credo che questa sia una stima prudenziale, e calcolo che le famiglie siano invece 12 milioni, ovvero il 40-45% del totale delle famiglie italiane. Ciò equivale a 25 milioni di potenziali elettori e a 2 milioni e mezzo di elettori reali aggiuntivi, il 7% dei voti in termini relativi. Un colpaccio, no?».

Al contrariò, per Ixé, la mossa servirà soltanto «a consolidare il vecchio elettorato». Nemmeno l’Associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa) sembra aver raccolto bene il corteggiamento di Berlusconi: «Il problema dei cani abbandonati – al quale vanno aggiunti i «750 mila randagi» – merita «misure concrete», hanno rilanciato, invitando Berlusconi a «venire a fare il dog sitter».

IL PARADOSSO: CANDIDATO IL SEGRETARIO DEI CACCIATORI VENETI – Michela Brambilla, l’ex ministra che confonde vivisezione e sperimentazione animale e con un passato nel commercio ittico, sul Giornale ha esaltato invece la trovata dell’ex Cavaliere, dipingendolo nelle vesti di uno storico amico degli «amici a quattro zampe». Chissà cosa ne pensano gli animalisti veneti, in fermento per la candidatura possibile del presidente dei cacciatori veneti Sergio Berlato nelle file di Forza Italia. Tanto che il leader degli animalisti locali – considerati non vicini al centrosinistra – Paolo Mocavero ha definito come «vergognosa» la candidatura di Berlato, annunciando iniziativie di protesta nei prossimi giorni, come ha spiegato il quotidiano diretto da Ezio Mauro. Un segnale di come l’improvviso amore di Berlusconi per cani e gatti trovatelli appaia quantomeno sospetto, di fronte a un partito alla disperata ricerca di voti e che rischia ormai di restare senza leadership.