|

Don Alberto Barin: quattro anni di reclusione per l’ex cappellano di San Vittore

È stato condannato a 4 anni di reclusione Don Alberto Barin, l’ex cappellano del carcere di San Vittore che era accusato di violenza sessuale su detenuti. I pm avevano chiesto una condanna a 14 anni e 8 mesi per 12 casi di abusi, ma il gup di Milano ha qualificato alcuni casi come di lieve entità ed in altri ha riconosciuto il consenso indotto.(ANSA).

Don-Alberto-Barin-cappellano-carcere
Il carcere milanese di San Vittore (Foto: LaPresse)

DON ALBERTO BARIN, IL CAPPELLANO DI SAN VITTORE CHE ABUSAVA DEI DETENUTI – Il caso di Don Alberto Barin era scoppiato nell’autunno del 2012: il sacerdote era stato arrestato nel novembre di due anni fa con l’accusa di violenza sessuale continuata e pluriaggravata e concussione ai danni di almeno sei detenuti, tutti stranieri, che lo avevano accusato di aver richiesto loro prestazioni sessuali in cambio di favori, dal cibo fino alla fornitura di generi di conforto, tra cui sigarette, saponette, shampoo e spazzolini. Don Barin, inoltre, prometteva alle sue vittime di esprimere parere favorevole in caso di un’ipotetica discussione sulla loro scarcerazione. In caso fossero usciti, tuttavia, i suoi «protetti» avrebbero comunque dovuto continuare a concedergli favori di natura sessuale, direttamente nel suo appartamento che si trovava a pochi passi dal carcere.

DON ALBERTO BARIN, LA DENUNCIA DEI DETENUTI – Ad incastrare il cappellano della casa circondariale milanese erano state le immagini registrate da una telecamera nascosta piazzata nel suo studio, dopo che alcuni detenuti avevano rivelato di essere stati molestati e di aver subito violenza da Don Barin. I soprusi, scoperti nel 2012, si sarebbero protratti per anni, iniziando nel 2008. Le vittime che hanno denunciato gli abusi erano giovani di età compresa tra i 22 e i 25 anni: chi si rifiutava di fornire tali «favori» perdeva i privilegi che il sacerdote poteva garantire loro, facendo leva sulle necessità dei detenuti e sulle ristrettezze della vita in carcere. Don Alberto Barin era il cappellano di San Vittore dal 1997 e dopo lo scoppio del caso, il personale del carcere aveva riferito di non nutrire nessun sospetto nei confronti del sacerdote, che era benvoluto da tutti.

 

LEGGI ANCHE: Don Alberto Barin: il cappellano che stuprava i detenuti

 

DON ALBERTO BARIN ERA «INCAPACE DI RESISTERE AI SUOI ISTINTI» – Pochi giorni dopo l’arresto di Don Alberto Barin, il gip di Milano Enrico Manzi scriveva nella sua relazione che il sacerdote era «in preda ad un totale sbandamento morale e umano, incapace di reagire ai suoi istinti, dimentico dei doveri della sua vocazione e letteralmente in preda ad una totale incapacità di contenersi», pur essendo consapevole che, prima o poi, sarebbe stato scoperto.