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Beppe Grillo e la mappa del MoVimento 5 Stelle in Europa

Mica solo pizza e mandolino. Il MoVimento 5 Stelle è arrivato anche in grandi capitali europee che serviranno e saranno sempre più utili nei prossimi giorni. Da Les amis de Beppe Grillo à Paris ai miembros spagnoli i 5 Stelle sono un po’ ovunque. E nei meet up si discute di cose importanti: senza l’ex Semplice Portavoce.

Aeroporto di Fiumicino - Arrivo in Italia del presidente degli Stati Uniti Barack Obama

PARIS 5 STELLE – Sotto la Tour Eiffel ci sono oltre 380 persone. E si parla anche di Carta europea con dei punti da stendere: Europa dei popoli (cittadinanza europea), Beni Comuni e libertà stampa e comunicazione, Ecologia (energie libere, etc…), Lavoro e Educazione ed “economie choisie par les citoyens” (Banque européenne, politica estera europea, etc..). Per iscirversi agli eventi si utilizza il doodle così come sta accadendo per ‘incontro con la segretaria genrale Spi Cgil a la Cité Universitaire de Paris. E anche se le Mouvement 5 étoiles è balzato alle cronache oltralpe per le espulsioni in rete si volge uno sguardo verso le Front National. Solo per osservare, sia chiaro, ma nel gruppo facebook si condividono i link della recente intervista di Le Pen a Servizio Pubblico. Sempre in Francia c’è un gruppo (28) a Grenoble e un altro a Nizza.

OLE’ BEPPE OLE’ – A Madrid il 29 e 30 marzo i cittadini spagnoli incontreranno i portavoce Mirko Busto e Francesca Businarolo. Le spese per l’evento (affitto sale e servizio di sicurezza) saranno rendicontate a posteriori sul meetup. Si va ad offerta libera sul posto per una due giorni in cui si toccheranno non solo le elezioni europee ma il Mu Bruxelles, e la creazione di un meet up più esteso nella penisola iberica. Qui sotto un vecchio ricordo di un maggio oramai lontano. Di Battista e Orellana insieme con i ragazzi di Madrid:

MoVimento 5 Stelle europee 2

GRILLO E CAVOLETTI – «Politici italiani ora sono cavoletti vostri». Questo lo slogan deciso dal meet up di Bruxelles, uno dei più attivi che si riunisce anche offline con una certa frequenza. Tra i punti di cui si è parlato per esempio nella ultima riunione visione dei diversi gruppi politici dei paesi europei per eventuali alleanze post-elezioni e calendario delle scadenze importanti nel dopo elezione. Non solo, i ragazzi stanno mettendo su per il 26 e 27 aprile il quarto meet up Europa. Dopo Zurigo, Nizza e Londra ora si punta tutto su due giorni per conoscere i futuri candidati e per muoversi nei palazzi dell’Unione. Per coprire i costi si chiede una quota di partecipazione dai 45 ai 50 euro.

MoVimento 5 Stelle europa 3

IL VOTO ESTERO E I DUBBI SU DIBBA – I gruppi più sostanziosi sono in Germania e Svizzera. Quest’ultima ha attivi Ginevra, Le Locle, Losanna, Lugano, San Gallo. Anche qui si parla di criticità del portale. E non solo. Si mette sotto torchio la prosposta di legge per il voto all’estero presentata dal deputato Di Battista. Secondo alcuni ci sono delle perplessità: «La legge – spiega un attivista sul Mu Europa – verrà messa su LEX e quindi lì andranno fatte pervenire tutte le nostre perplessità. Personalmente ritengo che l’intento, legittimo, di constrastare i brogli sia stato tradotto i provvedimenti che hanno del paradossale. Il primo commento è relativo al profilo di incostituzionalità relativamente all’art 48 visto che impedire – di fatto – l’accesso universale al voto sarebbe messo in discussione e dunque potrebbe essere obiettato. Ammesso che un siffatto provvedimento venisse mai convertito in legge, tutto lo sforzo sarebbe vanificato. Sono esterrefatto del fatto che un parlamentare del MoVimento non faccia di tutto per depositare una legge per istituire il voto elettronico proprio in una circoscrizione (estero) che ne trarrebbe innegabile vantaggio. La proposta sull’elettorato passivo è contraria alle regole del m5s. Secondo l’art. 48 il voto è un “dovere civico” pertanto sarebbe interessante approfondire le possibilità di chiedere all’elettore di recarsi in consolato se per X volte non ha esercitato il voto (anche questo non risolve i brogli)».

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FARE RETE PER BRUXELLES – Mentre tra Londra e Glasgow si parla dell’uscita euro, a Ginevra chiedono di votare massicciamente le candidate donne. Lugano invece fa rete con Amsterdam per il caso della chiusura del consolato. Copenaghen ha un suo Mu (19 membri), ad Amsterdam sono già partiti con il simbolo del Firma Days. Si chiede una nuova (e migliore) piattaforma, ci si organizza per la protesta in piazza contro la chiusura/rilocazione del consolato di Amsterdam. Insomma non ci si ferma neanche su Facebook dove, per esempio, il MoVimento romeno è attivissimo (anche a Roma).

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Anche se in sette persone a Oslo si parla di Eurobond. Occorre però fare rete, non solo on line ma nella vita reale. La riunione prevista a Bruxelles punta proprio a questo. E anche Stoccolma si prepara per raggiungerli. «Rien d’autre», come direbbe Beppe Grillo. Ma nei meet up europei c’è tanta roba: un errore grossolano ignorarla.