PORTAFOGLIO MATERIE PRIME – Nei manuali l’investimento in materie prime è considerato come l’asset class migliore perché non correlato con l’andamento dei mercati azionari. Può sembrare azzardato consigliare di mettere soldi sul petrolio o sull’acciaio appena chiuso l’anno più volatile per le commodities da settant’anni. Ma i prezzi ora sono veramente bassi e in 12 mesi la possibilità di rialzi, anche temporanei, del 20-30% è altissima. Petrolio ed altre materie prime energetiche sono i bersagli più consigliabili, mentre l’andamento dei metalli, preziosi e non, è troppo dipendente dall’intensità della recessione. Lo strumento da utilizzare sono gli Etf specializzati, in vendita per il retail da Fineco, Deutsche Bank e da molte altre banche (meglio quelle on line). Sono da preferire alle azioni del settore proprio perché l’economia depressa permetterà solo rialzi temporanei che difficilmente si trasmetteranno al
le aziende, se non molto attutiti. Due consigli: scegliete gli Etf che replicano gli indici o le quotazioni più facili da seguire e non siate troppo avidi. In caso di rialzi è quasi impossibile vendere al massimo, datevi un tetto sia per le perdite che per i guadagni e non derogate. Un ultimo accorgimento: ricordatevi che i prezzi di questi indici sono per la maggior parte in dollari, attenti al cambio.
PORTAFOGLIO FONDI IMMOBILIARI - Vale in parte lo stesso discorso delle materie prime: i fondi immobiliari non si muovono con gli indici azionari e obbligazionari, il loro valore è molto calato e sono mediamente investimenti più sicuri delle azioni delle aziende del settore, tutte molto indebitate. Un fondo immobiliare funziona così: i sottoscrittori conferiscono al gestore i soldi per comprare un gruppo di immobili per 10, 15 anni. In questo periodo la Sgr incassa i soldi dagli affitti delle abitazioni (ma anche uffici o negozi) e li vende secondo una tempistica prestabilita. I sottoscrittori ricevono dei rimborsi parziali (una sorta di dividendi) derivanti da queste attività nel corso degli anni. Alla fine del mandato il fondo viene liquidato e le quote rimborsate per intero, ma per tutto il periodo sono vendibili sull’apposito listino in borsa. Acquistare quote di fondi già avviati è la scelta più saggia, perché permette di sfruttare la diffidenza che si è abbattuta sul comparto negli ultimi mesi riducendo il valore delle quote e i prezzi di carico degli immobili mediamente più bassi. Si è capito che il mercato italiano del mattone non avrà i crolli in stile americano e anche con prezzi sostanzialmente fermi molti fondi immobiliari hanno la possibilità di vendere le proprie case realizzando dei cospicui guadagni. Attenzione però, la composizione del portafoglio immobili è unica per ogni fondo e quindi bisogna essere molto attenti nella scelta (leggere attentamente i prospetti). Molta differenza la fa anche lo stile di gestione: ad esempio qualche dispiacere lo hanno avuto i risparmiatori che si erano affidati a Bnl e a Pirelli Re (tempistiche di vendita non rispettate e rendimenti deludenti). Mentre il decano di queste operazioni in Italia è Fimit, le quote dei suoi fondi hanno anche retto bene alla caduta, solidi quelli delle Generali. Va da sé che il record del passato non è garanzia di successi futuri, ma è una prima indicazione.




qualche giorno fa sui giornali però c’era uno schemino che spiegava quanto avevano perso i vari ricconi in borsa. e berlusconi c’aveva perso parecchio… come garante non è che sia stato particolarmente affidabile :-\
Ma vai affanculo!
Ma perchè dovete infierire e farmi venire un ictus con Berlusconi????
Come sarà il 2009? Non c’è nessuno – ma per chi ci crede ci sono i soliti oroscopi – che abbia le carte in regola per formulare previsioni attendibili circa il nostro futuro prossimo. Non sappiamo se ci sarà un collasso dell’economia. Non sappiamo se la crisi durerà uno o più anni. Non sappiamo se il prezzo del petrolio salirà o scenderà. Non sappiamo se ci sarà inflazione o deflazione, se l’euro si rafforzerà o si indebolirà. Non sappiamo se gli Usa del nuovo-Presidente saranno diversi da quelli del Presidente-guerrafondaio. Non sappiamo se Istraele e Palestina continueranno a scannarsi per tutta la vita. Non sappiamo nada de nada! La stampa, i politici, i sindacati, tacciono! Stra-parlano soltanto di federalismo, riforma della giustizia, cambiamento della forma dello Stato, grandi temi utopici che vengono quotidianamente gettati ad una stampa famelica di pseudo-notizie, mentre i veri cambiamenti si stanno preparando, silenziosamente, nelle segrete stanze. Comunque, anche se i prossimi anni non ci riservassero scenari drammatici, e la crisi dovesse riassorbirsi nel giro di un paio d’anni, non è detto che l’Italia cambierà davvero sotto la spinta delle tre riforme di cui, peraltro, si fa fino ad oggi solo un gran parlare. Del resto, non ci vuole certo la palla di vetro per intuire che alla fine la riforma presidenzialista non si farà (e se si farà, verrà abrogata dall’ennesimo referendario di turno), mentre per quanto riguarda le altre due riforme – federalismo e giustizia – se si faranno, sarà in modo così… all’italiana che porteranno più svantaggi che vantaggi: dal federalismo è purtroppo lecito aspettarsi solo un aumento della pressione fiscale, perché l’aumento della spesa pubblica appare il solo modo per ottenere il consnenso di tutta “la casta”, e poi dalla riforma della giustizia verrà soltanto una “comoda” tutela della privacy al prezzo di un’ulteriore aumento della compra-vendita di politici, amministratori e colletti bianchi. Resta difficile capire, infatti, come la magistratura potrà perseguire i reati contro la pubblica amministrazione se “la casta” la priverà del “fastidioso” strumento delle intercettazioni telefoniche. Così, mentre federalismo, giustizia, presidenzialismo, occuperanno le prime pagine, è probabile che altre riforme e altri problemi, certamente più importanti per la gente comune, incidano assai di più sulla nostra vita. Si pensi alla riforma della scuola e dell’università, a quella degli ammortizzatori sociali, a quella della Pubblica Amministrazione. Si tratta di tre riforme di cui si parla poco, ma che, se andranno in porto, avranno effetti molto più importanti di quelli prodotti dalle riforme cosiddette maggiori. Forse non a caso già oggi istruzione, mercato del lavoro e pubblica amministrazione sono i terreni su cui, sia pure sottobanco, l’opposizione sta collaborando più costruttivamente con il governo. Ma il lato nascosto dei processi politici che ci attendono non si limita alle riforme ingiustamente percepite come minori. Ci sono anche temi oggi sottovalutati ma presumibilmente destinati ad esplodere: il controllo dei flussi migratori, il sovraffollamento delle carceri e l’emergenza salari. Sono problemi di cui si parla relativamente poco non perché siano secondari, ma perché nessuno ha interesse a farlo. Il governo non ha interesse a parlarne perché dovrebbe riconoscere un fallimento: gli sbarchi sono raddoppiati, le carceri stanno scoppiando esattamente come ai tempi dell’indulto e gli stipendi degli italiani sono i più bassi d’europa. L’opposizione non può parlarne perché ormai sa che le sue soluzioni-demagogiche – libertà, tolleranza, integrazione, solidarietà – riscuotono consensi solo nei salotti intellettuali. Eppure è molto probabile che con l’aumento estivo degli sbarchi, le carceri stipate di detenuti, i centri di accoglienza saturi, ed il mondo del lavoro dipendente duramente provato da un caro prezzi che non accenna a deflazionare, il governo si trovi ad affrontare una drammatica emergenza. Intanto, in Italia prosegue la propaganda dell’ottimismo a tutti i costi: stampa, sindacati e politica ci fanno sapere solo ciò che fa più comodo ai loro giochi, e “noi”- a forza di guardare solo dove la politica ci chiede di guardare – rischiamo di farci fottere. Buon Anno!
che nun lo sapete ?
c’ è bisogno de scommoda’ li prufessuri per sape’ come guadagna’ nel 2009 ?
mò ve lo dico IO !
tornate a zappa’ la tera, a coltivà le patane, li carcioffi, li finocchi
fateve un orticello e piantatece le pummarole, le insalate, li cetrioli
accattateve le vacche, li pecuri e li capretti e nun abbiate paura della moria delle vacche che è ormai passata……..
andate in pace
Potresti spiegarmi come fai a consigliare ancora i fondi di investimento? Perchè non dici anche che i fondi di investimento immobiliare sono per la maggior parte fondi chiusi in cui il risparmiatore può riscattare la sua quota allo scioglimento del fondo? E ancora, perchè consigli i fondi che hanno un T.e.r elevatissimo che fanno ricchi sono promotori, banche, sim, sgr, banche depositarie e banche di investimento? Spiegami ancora come fai a consigliare le azioni de “La doria” che ha un rapporto debiti/patrimonio netto pari a 1,75 (quindi ha molti più debiti del suo patrimonio). Se vuoi consigliare davvero i risparmiatori e fare da guida non scrivere cose assurde. Mi sa che il Parcobuoi vuoi crearlo e non aiutarlo.
@ parco buoi
cito le tue domande per risponderti con chiarezza
Potresti spiegarmi come fai a consigliare ancora i fondi di investimento?
non l’ho mai fatto e soprattutto non lo faccio in questo articolo
Perchè non dici anche che i fondi di investimento immobiliare sono per la maggior parte fondi chiusi in cui il risparmiatore può riscattare la sua quota allo scioglimento del fondo?
Veramente perdo qualche riga proprio per spiegare questo meccanismo. Così come spiego che le quote si possono vendere liberamente in ogni momento
E ancora, perchè consigli i fondi che hanno un T.e.r elevatissimo che fanno ricchi sono promotori, banche, sim, sgr, banche depositarie e banche di investimento?
Molti di questi prodotti sono costosi perché considerati “alternativi”, ciò non toglie che Imo sono quelli con più probabilità di avere un rendimento positivo. Non lo faccio io il prezzo, il consiglio è di cercare quelli con le commissioni più basse all’interno della categoria
Spiegami ancora come fai a consigliare le azioni de “La doria” che ha un rapporto debiti/patrimonio netto pari a 1,75 (quindi ha molti più debiti del suo patrimonio)
Per il semplice motivo che opera nel settore alimentare, considerato il più solido e il primo ad attirare i capitali per operazioni straodinarie. Naturalmente vale la considerazione iniziale dell’articolo: “Sono tutte strategie più rischiose della media”.
@ Devilmath
Specifico che Berlusconi è da considerarsi garante non perché di solito ci “azzecca”, ma perchè in quanto azionista di controllo delle aziende citate (direttamente o come premier ) è lui in assemblea decide se Eni, Enel e Mediaset distribuiranno (e quanto) dei dividendi. Più che il fiuto conta dunque la coerenza
(ah beh allora….)
Ma chi ti ha detto che il settore alimentare è il primo ad attirare capitali per operazioni straordinarie? Non è assolutamente vero! I capitali vanno solo se c’è convenienza e in questo periodo meno debiti nelle aziende meglio è per tutti.
Le quote dei fondi sono vendibili sono se si tratta di fondi immobiliari aperti ma proprio perchè immobiliari sono quasi tutti fondi chiusi e quindi non negoziabili. E’ doveroso farlo sapere e chiedere se non si è sicuri
Scrivi:” Si è capito che il mercato italiano del mattone non avrà i crolli in stile americano e anche con prezzi sostanzialmente fermi molti fondi immobiliari hanno la possibilità di vendere le proprie case realizzando dei cospicui guadagni.” Ma da cosa si è capito?
Mi dispiace non sono d’accordo e il tuo articolo non mi piace
Come è andato il 2009 lo sappiamo tutti… purtroppo anche il 2010 non è stato di molto migliore e il 2011 con gli avvenimenti di questi ultimi giorni sembra aver allontanato definitivamente la possibilità di una ripresa economica nel breve periodo. A quando questa tanto attesa ripresa?
Stefano